Firenze: Eliminazione dell’Ici dai fabbricati rurali

By Redazione

 

Firenze – I fabbricati rurali non dovranno pagare l’Ici. Finalmente c’è l’ok della commissione Affari costituzionali al Senato che ha approvato un
emendamento al disegno di legge di conversione del decreto “mille proroghe” sull’esclusione dell’Ici dai fabbricati rurali confermando la non
assoggettabilità all’imposta comunale su immobili come granai, magazzini, pollai, rimessaggi, annessi usati per i trattori, persino agriturismo.

In tutto sono, secondo Coldiretti, migliaia i fabbricati rurali presenti sul territorio, in particolare nel Mugello e nel Chianti, ancora da accatastare, e quindi, al centro del
contenzioso. Ma molti sono anche quelli sparsi su tutta la Provincia.

Una grande vittoria di Coldiretti (www.firenze-prato.coldiretti.it) che va finalmente a risolvere, e soprattutto chiarire, una situazione che si stava rivelando fortemente penalizzante
per gli imprenditori, poiché si tratta di fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola. Ovvero fondamentali per l’attività
dell’azienda.

Ora si attende solo la ratifica della Camera per la definitiva conversione in legge “ma il pericolo, se mai ci fosse stato, è scongiurato – come ci tiene a
rassicurare  Roberto Nocentini, Presidente Provinciale Coldiretti – La recente direzione della Cassazione (NT 2359 del 15 settembre 2008) è stata sconfessata. I
proprietari di fabbricati accatastati come rurali non dovranno pagare nessuna imposta”.

In realtà il Governo si era già espresso in questa direzione alcuni mesi fa dopo le sollecitazioni di Coldiretti, ma alcuni comuni, tra cui alcuni fiorentini, avevano
provveduto, nell’incertezza, a far recapitare a casa dei titolari dei fabbricati gli avvisi di accertamento per non perdere “la tassa” in caso di cambio in corsa. Un
cambio che non c’è stato con buona pace degli agricoltori. “Sarebbe stato assurdo – spiega Nocentini – dover pagare un’imposta su fabbricati come
stalle, pollai, fienili, annessi agricoli, rimessaggi fino alle abitazioni degli stessi imprenditori agricoli che sono indispensabili alla loro azienda.

Tutta la confusione è nata dalla sentenza della Cassazione che ha interpretato in modo errato la normativa in vigore. E così – chiarisce il Presidente Provinciale –
i comuni hanno cominciato a richiedere l’Ici non pagata sui manufatti rurali iscritti al catasto dei fabbricati. Questo comportamento è doppiamente penalizzante
perché si applica un’imposta non dovuta e mai pagata finora soltanto a chi ha un manufatto iscritto al catasto dei fabbricati. Chi ha un fabbricato rurale ancora iscritto
al catasto dei terreni continua a non pagare. Ma i nostri agricoltori possono stare tranquilli. Non pagheranno l’Ici”.

 

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