FIPE: fermo pesca, pagano i ristoranti

“Le modalità con cui sarà articolato il fermo pesca accontentano solo in parte i pescatori, ma quel che è peggio è che a farne le spese saranno
ristoratori e consumatori”.

È questo il commento di Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio, la federazione leader nel settore della ristorazione, che aveva avanzato alcune proposte al Mipaaf
per coniugare al meglio l’interesse biologico della tutela ambientale con le esigenze di mercato.

Fipe suggeriva di limitare il fermo pesca entro le sei miglia dalla costa e, all’interno di singoli compartimenti, di effettuarlo in maniera tale da consentire una rotazione delle singole
imbarcazioni.

“Il nostro parere è rimasto inascoltato – ha concluso Sommariva – e dispiace che le nuove regole avranno ricadute sull’offerta gastronomica che è la forza del turismo
italiano. Per preparare piatti a base di pesce fresco ai clienti i nostri cuochi e ristoratori saranno costretti a ripiegare su un prodotto non italiano o magari di qualità
inferiore”.

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