Finanziaria 2010, l’ok del CDM

Finanziaria 2010, l’ok del CDM

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Finanziaria 2010. Dietro la definizione di Finanziaria leggera, purtroppo, si nasconde la realtà di una Finanziaria vuota. Non vi è
traccia, infatti, di provvedimenti a favore dei consumatori. In questo senso si tratta davvero di una rivoluzione epocale.

Unica flebile e generica traccia, solo una indistinta promessa non vincolante: se nel 2010 si realizzeranno maggiori disponibilità, allora verranno destinate alla riduzione della pressione
fiscale nei confronti dei percettori di reddito medio basso. Ma se si farà, che si farà? Non si sa!!

Insomma al momento non si prevede nulla, né si prevede concretamente cosa si intende fare.

Per il Codacons è incredibile che il Governo possa ritenere che il bonus delle famiglie e la social card, 2 provvedimenti peraltro presi prima ancora dello scoppio della crisi finanziaria
che ha investito il mondo nel settembre 2008, possano bastare a risolvere il problema delle famiglie che ormai non ce la fanno nemmeno più ad arrivare alla fine della terza settimana del
mese.

Evidentemente non si comprende che per avere una ripresa economica non serve aiutare banche ed imprese, nella speranza che poi restituiscano parte di quanto avuto ai lavoratori. La catena va
invertita, aiutando prima le famiglie, e per questa via, rilanciando i consumi, sostenere le imprese ad uscire dalla crisi e, di conseguenza, aiutare i lavoratori, bloccando i licenziamenti in
corso (è di oggi l’aumento del tasso di disoccupazione al 7,4%).

Visto che il Governo ritiene che la social card sia il toccasana per risolvere tutti i mali, il Codacons ha da mesi proposto almeno di potenziarla, visto che al momento non ha raggiunto nemmeno
la metà della platea preventivata di 1 milione e 300.000 persone. In particolare si chiedeva di estenderla al 19,1 % della popolazione italiana, circa 4 milioni e 633 mila famiglie che,
secondo gli ultimi dati Istat, non arrivano a fine mese, essendo poco sopra la soglia di povertà. Inoltre si chiedeva per gli 8 milioni e 78 mila individui poveri, la possibilità di
raddoppiarla da 40 ad 80 euro.

Di questo non vi è traccia in Finanziaria, così come non si affronta alcun provvedimento di liberalizzazione (triplo
prezzo, vendita diretta, vendite sottocosto libere, orari liberi, aperture domenicali libere, carburanti nella grande
distribuzione….).

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