Figisc-Confcommercio: Prezzi benzina, dalle associazioni dei consumatori solo accuse infondate

“Se la tesi di coloro che si qualificano come difensori dell’interesse dei consumatori è quella che negli ultimi due mesi la quotazione del greggio è calata
del 35-40 % mentre il prezzo alla pompa in Italia è rimasto fermo, ebbene tale tesi è del tutto erronea sul piano dei dati e del tutto disinformante degli interessi che si
pretende di tutelare”: questo è il commento di Luca Squeri, presidente di Figisc-Confcommercio, sulle odierne dichiarazioni dei consumatori sul caro benzina.

“Confrontando il dato puntuale di due mesi (17 luglio e 18 settembre 2008), il prezzo medio di riferimento alla pompa dei maggiori marchi petroliferi sul mercato italiano è
passato da 1,556 a 1,454 euro/litro per la benzina (- 6,55 %) e da 1,556 a 1,389 euro/litro per il gasolio (- 10,73): i prezzi alla pompa, dunque, non sono affatto rimasti fermi”.

“La quotazione del greggio – spiega Squeri – è passata da 134,16 a 92,15 dollari/barile, ma in euro/barile da 84,65 a 64,78, con una flessione reale (il cambio
dollari/euro ha perso in due mesi un buon 10,25 %) pari al 23,47 % e non già del 35-40 %, come asseriscono talune Associazioni dei Consumatori”

“Le diminuzioni reali che si riscontrano nel prezzo alla pompa (rispettivamente – 6,55 e – 10,73 % rispetto a due mesi or sono), quindi, sono più che in linea
con l’andamento reale del mercato internazionale, dimostrando, con i fatti, l’insussistenza delle varie accuse di speculazione, asimmetria o doppia velocità dei
prezzi. La pretesa delle Associazioni dei consumatori che le flessioni del greggio, piuttosto che del cambio, incidano su “tutto” il prezzo finale è una ricorrente
argomentazione del tutto infondata e fuorviante, dal momento che a fare la parte del leone in un rifornimento è anzitutto la componente fiscale”.

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