Fiera del Levante: convegno della Cia Puglia su “Il futuro che vogliamo: più agricoltura”

 

La Cia Puglia ha organizzato, ieri 17 settembre, a Bari, nell’ambito della Fiera del levante, un convegno sul tema “Il futuro che vogliamo: più agricoltura”.
Nel suo intervento, il presidente regionale Antonio Barile che per l’occasione sono stati ripresi “i grandi temi che abbiamo posto al centro della nostra seconda Conferenza
Economica di Lecce, temi inerenti al ruolo dell’agricoltura e le attese degli agricoltori in rapporto allo sviluppo delle loro imprese, ma anche per il contributo che il settore
primario e le scelte imprenditoriali dei produttori agricoli possono dare per lo sviluppo dell’economia e della società, della difesa e valorizzazione delle risorse del
territorio, dell’ambiente e delle specificità proprie ed originali delle nostre comunità. L’agricoltura è stata ripetutamente all’attenzione
dell’opinione pubblica e degli analisti economici per l’impennata dei prezzi delle materie prime agricole e la rarefazione della disponibilità di alimenti,
soprattutto nei paesi in sviluppo e più poveri”.

“Nell’attuale situazione dei mercati finanziari, le commodity agricole -ha detto Barile- rappresentano un’interessante possibilità di speculazione. E’ una
speculazione che si presenta perniciosa e selvaggia. Vede protagonisti soggetti votati al più malvagio impoverimento dei consumatori deboli e degli agricoltori. Le importazioni
di smisurate quantità di grano duro di questi giorni e delle ultime settimane che navi immense stanno scaricando nei porti pugliesi di provenienza misteriosa ne sono la riprova.
Le notizie sono davvero preoccupanti per la qualità e la quantità delle importazioni. Consideriamo tali importazioni totalmente ingiustificate perché i
cerealicoltori pugliesi e italiani hanno prodotto il grano duro necessario per le esigenze dei mulini e dei pastifici”.

“Siamo ancora più preoccupati -ha rimarcato il presidente della Cia Puglia- per la qualità dei grani importati, e non solo per gli aspetti sanitari. Infatti, occorre
verificare a fondo se si tratta di vero grano duro o invece di grano ibrido, il cosiddetto semiduro. Di fronte a questi fatti constatiamo ancora una volta l’utilizzo spregiudicato
del dumping da parte per deprimere il prezzo del grano duro pugliese. In conseguenza di questo le quotazioni del grano duro sono calate del 40 per cento, mentre il prezzo della pasta
rimane alto”.

La Cia Puglia -ha aggiunto Barile- ha chiesto al Prefetto di Bari, alla Sanità Marittima, Agenzia delle Dogane, Osservatorio Fitopatologico e Arpa Puglia di rendere noti gli
utilizzatori e la tipologia di grano importato, e accrescere il controlli nei porti pugliesi per impedire vere e proprie truffe ai danni dei cerealicoltori e dei consumatori.

“L’andamento discendente del mercato dell’olio extravergine d’oliva di questi ultimi mesi è anch’esso –ha detto il presidente della Cia
Puglia- figlio del dumping e dell’aggressione ai più rinomati marchi italiani da parte degli spagnoli come la Bertolli. Cosa significa l’acquisizione dei marchi
italiani dell’olio d’oliva da parte degli spagnoli? E’ accettabile vendere con un marchio italiano che lascia intendere ai consumatori di consumare olio italiano
quando invece nella bottiglia olio spagnolo. Si dice che anche ciò appartiene ala logica di mercato. L’origine territoriale e la tracciabilità del prodotto
rappresentano un diritto dei consumatori ed un vantaggio competitivo per gran parte dei nostri prodotti di qualità. Però le regole e la lealtà verso i consumatori
devono essere rispettate dall’industria alimentare, sennò si profila una grave crisi di credibilità del made in italy”.

“Più agricoltura -ha rilevato Barile- significa anche una rinnovata politica agraria nazionale. Per troppi anni, le sorti dell’agricoltura sono state,
sostanzialmente, affidate alla Pac ed alle capacità imprenditoriali degli agricoltori. La vitalità di imprese eccellenti non è sufficiente ad assicurare lo sviluppo
di un settore.

Occorre sostenere la ricerca e l’innovazione; promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere le capacità concorrenziali delle imprese e delle filiere
agroalimentari; promuovere la semplificazione e l’efficienza della macchina amministrativa; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di
qualità, difenderlo dalle contraffazioni e dall‘uso improprio dei marchi e delle denominazioni. Questi sono i capitoli della nostra proposta che abbiamo sintetizzato nelle
tre parole ‘impresa, internazionalizzazione, interprofessione’. Serve, appunto, un progetto di politica agraria. Ecco il compito della Conferenza nazionale
sull’agricoltura”.

“Il giorno dell’inaugurazione della Fiera del Levante abbiamo chiesto come Cia Puglia al presidente del Consiglio di rivolgere la dovuta attenzione ai nodi più
stringenti che stanno mettendo in seria difficoltà il comparto agricolo regionale. Abbiamo chiesto -ha ricordato il presidente della Cia Puglia- misure da inserire nella prossima
legge finanziaria. 

– La riduzione del prezzo del gasolio agricolo attraverso la eliminazione dell’accise come avviene già per la pesca e la floricoltura. Le coltivazioni intensive e il grande
parco macchine agricole dell’agricoltura pugliese richiedono l’impiego di enormi quantità di carburante. La situazione si è aggravata a causa della
siccità che si protrae da oltre tre mesi e costringe gli agricoltori a consumare più gasolio per l’irrigazione.

La proroga della fiscalizzazione del 40 per cento dei contributi Inps per i datori di lavoro agricolo nelle zone svantaggiate e montane e il rinvio della sospensione degli aumenti di
aliquota per tutte le imprese agricole, previste fino al 31 dicembre 2008, dall’articolo 1 commi 1 e 2 della legge 81/2006. Purtroppo, un emendamento in Senato alla manovra
economica è stato bocciato dalla maggioranza.

Alla Regione Puglia chiediamo, come abbiamo fatto nei giorni scorsi nel seminario sul Psr di cambiare le modalità operative di attuazione rispetto al passato e accelerare la
spesa. Ci siamo assunti la responsabilità in un percorso che non può non vederci uniti”.

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