Fiat: L'asse Fiat-Chrysler sarà davvero la scossa per il settore Auto del Sol Levante?

Fiat – La partnership tra Fiat e Chrysler é una scossa per le case automobilistiche del Sol Levante, che potrebbero prendere in considerazione nuove alleanze. E’ quanto
scrive il quotidiano economico Nikkei, ricordando che Nissan e Chrysler producono veicoli reciprocamente su base OEM, mentre Suzuki Motor ha legami con il Lingotto nel campo delle
tecnologie ambientali. Se le due società nipponiche dovranno per forza di cose rivedere le proprie strategie, l’asse Fiat-Chrysler potrebbe avere implicazioni più ampie
nel momento in cui le compagnie sono sempre più sotto pressione per rendere i veicoli ecocompatibili. Toyota, Honda e altri primari player giapponesi sono tra i leader mondiali
nello sviluppo di auto verdi, come gli ibridi, veicoli elettrici e veicoli a celle a combustibile. Le società più piccole, tuttavia, non sono in grado di reggere gli oneri
finanziari per sviluppo e ricerca. Anche le società medie, in base a vincoli di bilancio, potrebbero lavorare al rafforzamento dei propri punti di forza e cercare collaborazioni
in altri settori, a maggior ragione quando i produttori stranieri cercano un partner tecnologico. Il mercato nipponico dell’auto non è stato risparmiato dalla crisi e la via
d’uscita appare l’espansione in mercati emergenti che, tuttavia, richiedono forti investimenti. Troppi forse anche per player come Suzuki, Mazda e Mitsubishi.

L’agenzia Moody’s non modifica il rating Ca con outlook negativo assegnato a Chrysler, dopo l’accordo non vincolante siglato con Fiat. Il giudizio attuale, spiega l’agenzia, continua a
riflettere “la probabilità che la società affronterà una qualche forma di conversione del debito che Moody’s vedrebbe come default o come richiesta di bancarotta”.

Fiat ancora in calo a Piazza Affari, con una perdita ora del 2,94% a 4,29 euro, all’indomani dell’accordo non vincolante siglato con Chrysler e in attesa dei risultati che verranno
diffusi domani. Nel corso delle contrattazioni il titolo è sceso di oltre il 4% arrivando a segnare minimi a 4,23 euro, in una seduta pesante per tutto il listino, mentre anche
nel resto d’Europa il comparto dell’auto viaggia in negativo, con l’indice Dj Stoxx di settore in calo dell’1,88%.

Cautela del Wall Street Journal sull’accordo tra Fiat e Chrysler annunciato ieri. “Il piano di Fiat per Chrysler ha di fronte grandi ostacoli”, titola il quotidiano finanziario,
interrogandosi tra l’altro sui tempi in cui l’intesa potrà portare benefici. Più positiva l’analisi del Financial Times, che nota tra l’altro come Fiat “potrebbe cercare
altri partner” sottolineando che il consolidamento nel comparto previsto dallo stesso Sergio Marchionne “é già iniziato”. “Il rischio di Fiat è limitato se Chrysler
finirà allo sfasciacarrozze – scrive l’Ft nella ‘Lex column’ -. In aggiunta, Fiat ha un’opzione su qualsiasi ripresa economica di Chrysler. Ora potrebbe sembrare un pessimo
momento per tornare negli Usa. Ma anche se la domanda resterà sotto i livelli precedenti alla recessione, è probabile giri verso il segmento di auto piccole, che è
territorio di Fiat”. “Anche in un clima economico più ospitale – nota invece il Wsj -, alleanze di questa scala possono richiedere anni per decollare e alcune volte non
funzionano”. Il quotidiano ricorda così il divorzio tra la stessa Fiat e Gm, e quello più recente tra Daimler e Chrysler. “Potrebbero essere necessari alcuni anni a Fiat
per adattare il design di auto piccole agli standard di sicurezza chiesti ai crash test negli Usa”, nota poi il Wsj citando alcuni analisti. Il quotidiano raccoglie anche alcuni dubbi
del responsabile di un concessionario Chrysler, secondo il quale potrebbe risultare complesso convincere i clienti che “modelly Chrysler fatti con tecnologie straniere vadano bene per
gli standard americani”, ma ricorda anche che il gruppo di Detroit non ha tempo per sviluppare da solo nuove tecnologie.

“L’annuncio del piano della Fiat di voler creare un’alleanza globale con Chrysler non cambierà di per sé l’attuale rating di Moodys assegnato a Fiat, che è sotto
revisione per un possibile declassamento”. Lo dice l’analista di Moodys, Falk Frey, in una analisi dell’operazione. “I rating Baa3/P-3 – dice Frey – resteranno sotto revisione in vista
di un possibile declassamento e il processo di revisione includerà qualsiasi notizia economica sulla flessibilità finanziaria di Fiat, che emergerà dalle
informazioni ottenute nel corso del processo di revisione. Di per sé la transazione non sembra cambiare materialmente il profilo creditizio della società nel breve
termine”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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