Fiaschello di Battipaglia: il pomodoro ritrovato del Cilento

Fiaschello di Battipaglia: il pomodoro ritrovato del Cilento

By Giuseppe

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Paestum, Cilento, 20 agosto 2015

Il pomodoro Fiaschello Battipagliese ritorna come parte importante della Dieta Mediterranea

Paestum: Gerardo Siano con Giuseppe DanielliIl Fiaschello Battipagliese è un pomodoro scomparso agli inizi degli anni ‘70 del secolo scorso. Oggi l’associazione ARKOS di Battipaglia con il lavoro dei suoi soci è riuscita nel difficile compito della reintroduzione grazie ad un progetto di recupero.

 

 

Paestum

 

Oggi siamo nella Piana del Sele e precisamente a Paestum per assaggiare alcuni prodotti del Cilento che sono a pieno titolo parte della Dieta Mediterranea. Siamo ospiti del Dott. Gerardo Siano dell’associazione Dieta Mediterranea di Peastum e Mariella Liguori, Lino Mari, Maurizio Bianchi e la Chef dei Grani Helga Liberto che sono parte dell’associazione ARKOS.

PaestumPer capire meglio cosa c’è dietro la storia di questo pomodoro chiediamo ai diretti responsabili.

Dott.ssa Liguori, da cosa nasce l’intuizione per un progetto di ricerca dedicato al “Fiaschello Battipagliese”?
Il progetto nasce dalla idea di recuperare l’identità territoriale della mia città o meglio recuperare la varietà locale di questa antica coltura. Alla base la volontà di non lasciar scomparire una tradizione che rappresentava una espressione di vita sociale di quella civiltà contadina battipagliese che fino al dopoguerra aveva conferito alla realtà locale la sua prevalente impronta culturale.

Mariella Liguori
Mariella Liguori

Dott.ssa Liguori, quanto è importante recuperare la varietà di pomodoro “Fiaschello Battipagliese”, per il territorio?
Perché è una varietà particolare e rara che può essere coltivata solo nella Piana del Sele. La sua caratteristica principale è l’intenso sapore e la qualità dei prodotti, sia lavorati che freschi. Risulta leggermente dolce, senza retrogusto acidulo ed è molto appetitoso, sia in cucina che sulla pizza.

 

 

 

Maurizio Bianchi
Maurizio Bianchi

Dott. Bianchi, la Piana del Sele è sempre stata destinata all’agricoltura. Quali sono le origini storiche di queste produzioni?
Nella Piana del Sele la bonifica integrale, che terminò nei primi anni Cinquanta, permise all’agricoltura di svilupparsi e di coltivare estese coltivazioni di tabacco, barbabietola da zucchero e specialmente quello che all’epoca veniva chiamato “l’oro rosso”, il  pomodoro. Tra i primi pomodori coltivati ricordiamo il “Re Umberto” ad accrescimento indeterminato, con un frutto “a lampadina” cioè allungato e ingrossato all’apice. Questa varietà veniva utilizzata per la produzione di salse e “pelati” al posto del più famoso “San Marzano”che nelle zone della Piana non risultava abbastanza produttivo.

Dott. Bianchi, Quali le ragioni, allora, per riscoprire la varietà di pomodoro “Fiaschello Battipagliese”?
Rispetto al “Re Umberto”, un altro ecotipo forse meno utilizzato dall’industria ma molto ricercato dagli intenditori per la sua polpa di colore rosso vivo,  il suo gusto inconfondibile e le molteplici possibilità di utilizzo, era proprio il “Fiaschello Battipagliese”.

Paestum

 

 

Dott. Mari, Il “Fiaschello Battipagliese” può essere rilanciato culturalmente a livello locale e mondiale al pari della mozzarella e perché?
Il rilancio culturale e identitario di questa varietà è già iniziato.

 

PaestumEsiste già una comunità unita intorno a questo progetto composta principalmente dai cittadini di Battipaglia ma ci sono simpatizzanti in tutta Italia, in Europa e in altri paesi del mondo. La mozzarella viene identificata in tutto il mondo con la sua terra di origine e Battipaglia è sicuramente tra le più conosciute.
Siamo fiduciosi che anche questo pomodoro, che ben si affianca alla mozzarella, possa essere presto riconosciuto in tutto il mondo ed identificato con la sua terra.

Dott. Mari, come la tecnologia ha supportato questo progetto?
La tecnologia ha supportato in diversi modi questo progetto.

PaestumIn primis nella fase di ricerca creando un progetto di comunicazione e di finanziamento basato sul Crowdfunding, ovvero la possibilità di presentare il progetto attraverso piattaforme accessibili dal web e chiedere il supporto volontario attraverso le donazioni in denaro in cambio di una ricompensa (in questo caso il prodotto recuperato e lavorato).

La tecnologia ha supportato ulteriormente questo progetto nella fase di diculgazione dei risultati e di promozione utilizzando una strategia di comunicazione basata sul web con il sito: http://www.fiaschello.it e sui principali social network (Facebook e Twitter) per consentire l’aggregazione dal basso e creare una community di appassionati.

 

 

 

Paestum - DanielliDott. Mari, quale potrà essere il futuro di questa varietà, una volta reintrodotta nel mercato?
Il futuro di questo pomodoro è sicuramente di entrare a pieno titolo tra le eccellenze del nostro paese.

 

 

 

DSC_6331 (2)Con il supporto dell’associaizone ARKOS stiamo lavorando per farlo conoscere ai professionisti del food e farlo apprezzare come prodotto di alta qualità. La produzione sarà sempre destinata ad un mercato di nicchia perchè i costi di produzione rimangono alti per garantirne l’alta qualità. Abbiamo già diversi operatori interessati e anche la distribuzione di prodotti di nicchia del mercato on-line aperto principlamente all’Europa e agli Stati Uniti.
Il 2015 si chiude con la fase di ricerca e promoziona culturale, per il mercato si dovrà attendere il 2016.

Ulteriori info:

https://www.fiaschello.it/

 

Contatti: Redazione Newsfood.com

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