Farinetti-Eataly e Fabri-StarHotels: il turismo Vip va preso per la gola

Farinetti-Eataly e Fabri-StarHotels: il turismo Vip va preso per la gola

Milano, 28 gennaio 2015

Un Oscar Farinetti come al solito loquace, forse più del normale perché “maneggiava” la materia che gli piace di più e, cioè, la biodiversità. Accanto una Elisabetta Fabri elegante e raffinata che forse ha avuto poco spazio per evidenziare la rivoluzionaria iniziativa di proporre la grande tradizione gastronomica italiana nel gruppo alberghiero, Starhotels, di cui è presidente e amministratore delegato.

L’inedito abbinamento tra un imprenditore-venditore di specialità prodotte dalle regioni italiane, Eataly e l’unica catena alberghiera controllata da una famiglia italiana, i Fabri di Firenze,  potrebbe dare più impulso al nostro turismo. Visto che l’Italia pur in possesso del 70 per cento del patrimonio culturale mondiale, è solo al quinto posto per presenze turistiche.

A far evidenziare questo gap tutto nostrano non è stata l’elegante signora Fabri, forse non ne ha avuto la possibilità, ma il patron di Eataly che alla presentazione dell’accordo allo Smeraldo di Milano, ha spaziato su tutto, compreso il dato che in Italia si registrano 47,5 milioni di presenze turistiche, la sola Manhattan è arrivata a 48,5 milioni. Allora, parole di Farinetti, dobbiamo raddoppiare le presenze turistiche, nell’arco di pochi anni e, tornando nel suo recinto di competenza, raddoppiare anche l’esportazione delle nostre produzioni agroalimentari che sono molto apprezzate in tutto il mondo. Nonché trovare il modo di far conoscere al mondo intero l’incredibile diversità che produce un Paese che da Nord a Sud, circondato da un mare strabiliante, si allunga su una latitudine dal microclima straordinariamente adatto a far crescere alimenti che secondo Farinetti ci invidiano tutti.

E l’inventore di Eataly cita solo quelli meno conosciuti come il basilico di Pra e la pasta di Gragnano, il mirto sardo e lo zafferano abruzzese ma anche la zuppa inglese nota in Lazio e Campania e trasformata in eccellente base per gelati da un geniale palermitano scomparso qualche anno fa, Antonino Galvagno, creatore di Elenka, azienda specializzata in base per gelati.
Dopo tutta questa premessa, il vulcanico Farinetti ha ceduto il “gelato” alla Fabri che così ha potuto parlare della sua rivoluzione. E, cioè, la decisione di introdurre l’alta ristorazione nei 24 alberghi di Starhotels, cominciando da Grand hotel Rosa di Milano, il prossimo 1° febbraio.

“Poi coinvolgeremo le altre strutture italiane, che sono 20 su 24 alberghi di nostra proprietà – dice Elisabetta Fabri -. Per la ristorazione finora ci siamo appoggiati ad aziende specializzate. Adesso vogliamo fare da soli o meglio, in coppia con Eataly, che ci fornirà le materie prime e la consulenza del super stellato Pierino Alciati in modo che al nostro concetto di ospitalità di massima raffinatezza adesso ai nostri ospiti, per il 70 per cento stranieri, offriremo anche piatti della grande cucina italiana a base di materie prime selezionate da Eataly.
Così Eataly e Starhotels si prendono sottobraccio con l’Italia nel cuore per offrire il meglio dell’enogastronomia e dell’ospitalità italiana e in un momento che il nostro Paese si accinge ad aprire i battenti di Expo di cui Farinetti, durante la presentazione dell’accordo con la signora Fabri, ne ha parlato in termini entusiastici avendo avuto la possibilità di visitare il cantiere. Secondo il patron di Eataly l’esposizione universale coinvolgerà 30 milioni di visitatori di cui un terzo stranieri, rispetto ai 23 milioni che si aspettano gli esperti di Expo.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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