FAO: in Swaziland sementi ed attrezzi fanno incrementare i raccolti

Roma/Mbabane – Con i prezzi dei prodotti alimentari a livelli record, la FAO sta intervenendo nei paesi più colpiti dalla crisi per far incrementare la produzione locale di cibo.
L’esempio dello Swaziland mostra come le fiere commerciali agricole possano mettere gli agricoltori poveri nelle condizioni di accrescere la produzione.

Attraversando i verdi pendii dello Swaziland centrale si potrebbe credere che l’agricoltura è fiorente in questo piccolo regno dell’Africa australe, che riesce a dar da mangiare
alla sua popolazione e conservare al tempo stesso parte della produzione per l’esportazione, come avviene per il mais e la canna da zucchero.

Ma ad ovest, nell’arida regione del Lowveld, questi idilliaci pensieri sono presto dimenticati di fronte ad un paesaggio arido che fotografa una nazione che lotta contro condizioni climatiche
avverse ed una devastante epidemia di HIV / AIDS, dove i piccoli proprietari terrieri sono adesso minacciati dai prezzi elevati dei prodotti alimentari, ed anche delle sementi e dei
fertilizzanti.

“Temo che la causa di tutto ciò sia il cambiamento climatico”, dice Ben Nsibandze, presidente dell’Autorità nazionale dello Swaziland per la gestione dei disastri
(NDMA), indicando i campi aridi tutt’intorno. “Ora non si sa mai quando potrebbe piovere o quando ci sarà un periodo di siccità.”

A mani vuote

L’anno scorso, quando lo Swaziland ha subìto la peggiore siccità degli ultimi quindici anni, che ha portato la produzione alimentare al minimo storico, il Signor
Nsibandze ha svolto un ruolo fondamentale nel mobilitare l’assistenza per le 400 000 persone che avevano bisogno di cibo, di acqua, di servizi igienici e di servizi sanitari.

La siccità ha rappresentato una minaccia per l’immediato futuro di migliaia di piccoli agricoltori. Con la perdita dei raccolti, si sono trovati di fronte la prospettiva di
arrivare alla stagione della semina a mani vuote, senza semi e senza poter mettere da parte denaro per comprare fertilizzanti, attrezzi e macchinari. Per far fronte a questa situazione, la FAO
ha aiutato il governo ad istituire fiere commerciali per fornire agli agricoltori gli strumenti necessari per superare questo momento di difficoltà.

Dalla fine degli anni ’90 le fiere commerciali sono diventate uno dei metodi preferiti dalla FAO per stimolare la produzione alimentare locale. Gli agricoltori ricevono buoni con cui acquistare
le sementi, i fertilizzanti e tutti gli altri attrezzi necessari per la coltivazione. Le fiere forniscono anche un mercato per i produttori locali di sementi e sostengono le locali aziende
agricole al dettaglio.

Le Nazioni Unite hanno finanziato questa iniziativa con 1,5 milioni di dollari stanziati dal Fondo Centrale di risposta alle emergenze (CERF), mentre il Dipartimento per gli Aiuti Umanitari
della Commissione Europea (ECHO) ha stanziato altri 1,5 milioni di dollari.

L’autosufficienza alimentare

“Se riusciamo a far sì che i piccoli contadini diventino autosufficienti, riusciremo anche a mitigare gli effetti di disastri come la siccità“, dice Jacqueline
Chinoera, che lavora al Programma ECHO. “È questo quello a cui siamo davvero interessati, assicurare che ogni contadino possa produrre cibo per la propria sussistenza”

Con il sostegno di ECHO, la FAO, tra l’ottobre ed il novembre del 2007, ha organizzato 25 fiere commerciali in diverse parti dello Swaziland, giusto a ridosso della stagione della semina. Circa
20.000 famiglie vulnerabili, scelte dal governo, hanno ricevuto buoni dalla FAO per comprare sementi, fertilizzanti ed attrezzi ed altri fattori produttivi di loro scelta.

A distanza di sei mesi John Weatherson, il Coordinatore FAO per i soccorsi d’emergenza in Swaziland dice che questo programma ha funzionato molto bene. “I fattori produttivi sono stati dati al
momento giusto senza alcun costo per i contadini, che sono stati davvero entusiasti di questa iniziativa”. Si stima che i contadini coinvolti abbiano raccolto circa 10.000 tonnellate di mais.

La crisi dei prezzi

“Quando trovi un’idea vincente, cerchi di ripeterla”, afferma Weatherson, per il quale la via da seguire è chiara. Si dovrebbero organizzare molte altre fiere commerciali dice,
questa volta nell’ambito dell’Iniziativa FAO sull’aumento dei prezzi alimentari (ISFP) lanciato dall’agenzia lo scorso dicembre.

L’iniziativa è indirizzata ad aiutare i piccoli agricoltori ad aumentare la produzione agricola nazionale nei paesi importatori di cibo, che sono più colpiti
dall’aumento dei prezzi delle derrate alimentari. Con i costi del cibo, del carburante e dei fertilizzanti a livelli, gli agricoltori poveri dello Swaziland potrebbero ritornare alla situazione
dello scorso anno quando si sono ritrovati senza sementi per la semina.

“Ci sono tanti fattori che provocano effetti simili a quelli di una bomba atomica”, ha affermato Weatherson, facendo riferimento alle complesse crisi alimentari che attualmente attanagliano il
mondo. “Così la produzione alimentare inizia da qui, in questo paese, adesso”.

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