Everest: è in funzione la stazione meteo più alta del mondo

Pressione atmosferica: 380 mbar, è questo il primo dato che giunge dalla stazione meteorologica più alta del mondo, sul Colle Sud dell’Everest, dopo che la spedizione Share di
Ev-K²-CNR è riuscita a metterla in funzione, a 8000 metri di quota.

E’ la prima volta che la pressione viene rilevata ad ottomila metri di quota da una stazione fissata a terra e non da un pallone aerostatico. L’impresa è stata compiuta dagli alpinisti
di Share Everest, la spedizione guidata da Agostino Da Polenza, capo e Presidente del Comitato Ev-K²-CNR.
Gli alpinisti, guidati da Silvio Gnaro Mondinelli e Giampietro Verza, sono riusciti nell’impresa senza usare ossigeno. «E’ un’impresa straordinaria», dichiara Verza, tecnico delle
stazioni di monitoraggio Ev-K²-CNR se pensiamo che solo 4 giorni fa al campo base dell’Everest cerano ancora i militari che ci
impedivano di fare i test sulla stazione. Abbiamo lavorato giorno e notte, gli alpinisti hanno letteralmente volato da campo base a Colle Sud in meno di 48 ore. E hanno lavorato sotto la
bufera. Davvero un grande lavoro di squadra».

Dopo l’impresa, gli alpinisti stanno tornando al campo 2, dove passeranno la notte. La stazione Colle Sud, in assoluto la più alta del mondo, trasmette regolarmente, circa ogni ora, dati
atmosferici fondamentali sull’atmosfera terrestre per studiare i cambiamenti climatici. Un’impresa eccezionale, condotta nell’ambito della spedizione alpinistico-scientifica SHARE Everest
2008.
I primi parametri rilevati alle 16 ora locale durante la connessione automatica, sono quelli relativi a: temperatura esterna -17°C, umidità 41.3 millibar, pressione 382.1 millibar,
vento direzione 262.8, vento intensità 12.8 metri secondo, radiazione solare 711.9 watt a metro quadrato, temperatura interna stazione – 8.7°C, ultravioletti canale A 30.4 watt a
metro quadrato.
«Siamo congelati», ha detto Mondinelli qualche minuto fa, in una telefonata arrivata direttamente da Colle Sud. «Ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo montato la stazione a 8mila
metri di quota, in circa un’ora e mezza. La bufera ci ha messo in difficoltà ma nonostante il vento e il freddo siamo riusciti a portare a termine il lavoro e ad inviare i primi dati
alla Piramide. E’ una grande soddisfazione».
Mondinelli e compagni sono partiti questa notte alle tre, ora locale, dalle tende di campo 2 (6.400 metri di quota). Dopo diverse ore di scalata sono giunti a Colle Sud, 8000 metri di quota,
con l’attrezzatura della stazione sulle spalle. Con loro anche quattro sherpa.

Il primo ad arrivare è stato Mondinelli, che ha individuato il luogo migliore per l’installazione e ha iniziato a lavorare nonostante la bufera a 50 chilometri orari che ostacolava i
movimenti e la respirazione. Dopo poco lo ha raggiunto Michele Ezio e infine Marco Confortola con la parte rimanente dei materiali.
In un’ora e mezza, la spedizione è riuscita a montare l’attrezzatura, lavorando sempre senza ossigeno. Poi, seguendo le indicazioni di Verza e con la continua assistenza del produttore
delle stazioni delle reti share, la Lsi Lastem di Milano, hanno attivato la trasmissione continua dei dati. Alle 16 ora nepalese, 12.15 italiane, la stazione è entrata in funzione in
modalità automatica. «Sono estremamente orgoglioso di questo nuovo successo», commenta Agostino Da Polenza. «Gnaro, Marco e Michele sono riusciti in un’impresa unica:
installare senza l’ausilio di ossigeno una stazione meteo-climatica nel punto più alto oggi raggiungibile con questo tipo di strumentazioni. E lo hanno fatto in condizioni ambientali
davvero critiche, con vento forte e temperature gelide».
«Questa stazione», continua Da Polenza, «andrà ad inserirsi nel network di monitoraggio ambientale SHARE, fornendo dati unici e irripetibili proprio per la quota a cui
vengono rilevati e andranno a colmare un tassello importante nei grandi progetti internazionali di monitoraggio promossi da Unep e World Meteorological Organization».

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