Eurispes: indagine sul costo economico e sociale dei divorzi, delle separazioni e della volontaria giurisdizione

 

Sarà divulgata nei prossimi giorni un’indagine realizzata dall’Eurispes sul costo economico e sociale dei divorzi, delle separazioni e della volontaria giurisdizione
sia per quanto concerne la spesa sostenuta dallo Stato sia per quella sopportata dai cittadini.

L’analisi dell’Istituto offre inoltre una ricognizione sulla domanda e l’offerta della giustizia civile in Italia prendendo in considerazione i dati riferiti ad un
arco temporale di ben sette anni.

È stato poi possibile dare una lettura della situazione del Paese rispetto a quella europea mettendo a confronto le realtà di paesi con popolazione e Pil pro capite
relativamente simili.

Le stime sulla spesa effettiva dei contenziosi riguardanti divorzi, separazioni e volontaria giurisdizione hanno prodotto numeri impressionanti, in termini di denaro, di tempo, di
risorse impiegate, che vanno a pesare sulla macchina della giustizia rallentandone il funzionamento.

Dall’Eurispes, infine, una proposta per alleviare il carico della giustizia civile: trasferire le competenze in materia di divorzi, separazioni e volontaria giurisdizione ai
notai. Si tratta di una possibile soluzione individuata attraverso l’analisi dei costi e dei benefici che questa operazione comporterebbe e apporterebbe. Risulta essere
vantaggioso allo scopo di alleggerire il carico della giustizia civile, gravata e rallentata da un numero ingestibile di processi, ma anche per ridurre i costi a carico dello Stato
determinati da questo tipo di udienze.

I notai potrebbero costituirsi come preistanza giudiziaria, per gestire il contenzioso che si sviluppa da separazioni e processi e dalle cause per volontaria giurisdizione.

Il fatto che le separazioni con rito consensuale siano più del doppio di quelle con rito giudiziale induce a pensare che si tratta, nella maggioranza dei casi, di cause prive di
elementi di elevata conflittualità, che potrebbero essere discusse e risolte senza ricorrere al tribunale.

Inoltre, un contesto di natura diversa, come quello offerto dagli studi notarili, alimenterebbe probabilmente una minore conflittualità rispetto al tribunale e faciliterebbe una
più serena e rapida risoluzione delle questioni. Gestendo opportunamente il contenzioso sarebbe possibile evitare, in gran parte dei casi, di andare in giudizio e mettere in moto
la macchina giudiziaria, con notevole dispendio di tempo e denaro.

La gestione ex ante da parte dei notai, oltre a snellire il funzionamento della giustizia, agirebbe positivamente anche in direzione della riduzione dei costi indiretti derivanti da
questa tipologia di processi: il maggior numero di giornate di lavoro perse dai contendenti per le varie udienze processuali, le spese più elevate per l’assistenza legale.

Il trasferimento dagli Uffici Giudiziari ai notai delle competenze in materia di risoluzione delle controversie civili relative a separazioni, divorzi e volontaria giurisdizione
produrrebbe quindi un duplice effetto sull’attuale sistema della giustizia civile italiana, in termini di numero di procedimenti iscritti, definiti e pendenti e in termini di
budget allocato dallo Stato per il funzionamento della macchina giudiziaria civile.

 

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