Etichetta d’origine: Stop al falso made in Italy
19 Gennaio 2011
Circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime
importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, in quanto la legislazione, sino ad oggi, lo consentiva, nonostante in realtà esse
potessero provenire da qualsiasi punto del pianeta.
E’ quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes divulgate in occasione dell’approvazione definitiva della legge salva Made in Italy
sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta che la maggiore organizzazione agricola italiana ed europea ha festeggiato con un migliaio di agricoltori in piazza
Montecitorio con il presidente nazionale Sergio Marini.
Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano – riferisce la Coldiretti – due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre
cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia
all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.
L’approvazione della legge pone fine ad un grave inganno nei confronti dei produttori italiani e dei consumatori che attribuiscono grande importanza alla provenienza degli alimenti: per quasi
un italiano su quattro (23 per cento) il cibo italiano dal campo alla tavola vale almeno il doppio con due italiani su tre (65 per cento) che sono disponibili a pagare dal 10 per cento in su,
secondo l’indagine Coldiretti-Swg.
La fiducia nel Made in Italy rispetto al prodotto straniero è del 91 per cento per gli alimenti, del 66 per cento per i vestiti, del 55 per cento nei mobili, del 49 per cento per la
cosmetica, del 39 per gli utensili, del 26 per auto e motorini e del 18 per l’elettronica e cresce nel 2010 in tutti i settori. La superiorità del Made in Italy alimentare è
attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli.
La fiducia accordata alle produzioni agricole italiane è giustificata dal primato nei controlli con oltre un milione tra le verifiche e le ispezioni effettuate sul Made in Italy
alimentare nel 2010, secondo il Presidente della Coldiretti Sergio Marini.
Tra Agenzie delle Dogane, Nas dei Carabinieri, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale e Carabinieri delle Politiche Agricole, Asl, ai quali si è
aggiunta l’attività degli organismi privati, sono stati effettuati nel 2010 – secondo la Coldiretti – oltre un milione di controlli sul Made in
Italy, a garanzia delle imprese e dei consumatori. Una garanzia che – precisa la Coldiretti – ha consentito di far conquistare nel 2010 il primato nella sanità e nella sicurezza
alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. Nel nostro Paese si trova un terzo delle
imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione, superando il milione di ettari.
L’agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 214 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti
dall’Unione Europea, senza contare le 4511 specialità tradizionali censite dalle regioni.
Ma il Made in Italy a tavola è anche – conclude Coldiretti – l’emblema nel mondo della dieta mediterranea che è stata riconosciuta dall’Unesco anche per il modello nutrizionale
ormai universalmente riconosciuto fondamentale ai fini del mantenimento di una buona salute e che si fonda su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi di cui l’Italia
è particolarmente ricca.
Redazione Newsfood.com+WebTv




