Epifani: «crisi politica molto pericolosa»

By Redazione

«Dal nostro punto di vista è il momento peggiore per avere una crisi e la fine della legislatura» lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a
Mestre per la manifestazione contro le morti sul lavoro avvenute in queste settimane in Veneto, ed in particolare al porto di Venezia. Secondo il leader della Cgil l’attuale scenario di crisi
potrebbe rallentare «i cinque tavoli di lavoro la cui partenza era stata programmata per la fine di gennaio».

«Ora sia che si voti ad aprile o a giugno probabilmente con lo scioglimento del Parlamento – ha dichiarato Epifani – tale strada ci è preclusa perché ci vogliono interventi
sul bilancio che un Governo dimissionario non è in condizioni di poter fare». Le intenzioni del numero uno della Cgil consistevano nel «poter chiedere dai cinque ai sei
miliardi di restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti e pensionati, ai carichi di famiglia», aspettando «la trimestrale di cassa per avere esattamente la dimensione della
possibilità finanziaria».
La crisi e lo scioglimento del Parlamento potrebbe rendere rallentare ulteriormente la chiusura di alcuni importanti contratti di lavoro, come per esempio quello dei dipendenti pubblici per il
quale non sono state stanziate le risorse necessarie. «Era stata individuata una modalità e avviato un tavolo proprio in questi giorni per arrivare a chiudere anche la partita
finanziaria del rinnovo dei contratti per i prossimi due anni- ha dichiarato Epifani, che però ha sottolineato -: Era necessaria una variazione del bilancio. Ma la crisi di Governo
potrebbe rendere impossibili da risolvere queste questioni».

Per il leader della Confederazione del Lavoro questa situazione «dai caratteri inspiegabili e incomprensibili arriva nel momento peggiore. A fine gennaio – dice – avevamo in partenza la
discussione su fisco, sicurezza, controlli di prezzi e tariffe, produttività e sviluppo. Questi tavoli avrebbero dovuto portare in un mese e mezzo al massimo a delle
conclusioni».
«In particolare – spiega Epifani – pensavamo di poter chiedere dai cinque ai sei miliardi di euro di restituzione fiscale a dipendenti e pensionati. Bisognava attendere la trimestrale di
cassa per comprendere la disponibilità e a giugno assestamento di bilancio e soldi in busta paga».
«Ora probabilmente – afferma Epifani – questa strada ci è preclusa perché un governo dimissionario non è in condizione di poter intervenire sul bilancio».
E ancora: «L’anno scorso – sostiene Epifani – non sono stati messi in finanziaria i soldi per il contratto dei dipendenti pubblici: ci sono contratti del biennio precedente non ancora
fatti. Avevamo trovato una modalità e un tavolo proprio in questi giorni per chiudere la partita finanziaria del rinnovo dei contratti del prossimo biennio ma è chiaro che anche
questi passi sono impossibili».
Minacciate sarebbero ora anche, secondo il maggior sindacato italiano, le deleghe: quelle sulla sicurezza, quelle sul mercato del lavoro e una sui lavori usuranti, erano state affidate dalla
finanziaria alle associazioni dei lavoratori.
«Dal nostro punto di vista – ribadisce Epifani – questo è il momento peggiore per avere crisi e fine della legislatura».
E il leader della Cgil ricorda l’appello contenuto nel documento unitario sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. «Chiediamo di poter attuare i provvedimenti a rischio – indica Epifani – e
chiediamo di rivedere le regole elettorali perché questo meccanismo elettorale non va bene perché regala maggioranze inaffidabili. Sino a qualche giorno fa erano d’accordo in
molti, quasi tutti. Ora mi pare prevalga la volontà di andare al voto».

Salvatore Arnesano

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