Emma Marcegaglia all'Unione Industriale di Alessandria
11 Febbraio 2008
Alessandria, 8 Febbraio 2008 – Per rilanciare la crescita dell’Italia occorrono interventi urgenti nei settori dell’energia, delle infrastrutture, della semplificazione
burocratica, del costo del lavoro e della produttività, e nel campo della «governance» è questo l’appello rivolto da Emma Marcegaglia, Vice Presidente
di Confindustria, con delega per Energia e coordinamento delle politiche industriali e ambientali, alla platea alessandrina, nel corso dell’incontro-dibattito organizzato dall’Unione
Industriale di Alessandria, svoltosi il 7 febbraio presso la sede dell’Associazione confindustriale, sul tema «Ambiente, energia, sviluppo sostenibile. Motori della
crescita».
Ha introdotto i lavori Bruno Lulani, Presidente dell’Unione Industriale di Alessandria, che si è soffermato in particolare sul tema dell’energia: «Nello
scenario europeo – ha osservato Lulani – il nostro Paese dispone di un sistema energetico estremamente fragile e in parte inadeguato a gestire la sfida della competizione sui mercati
internazionali. Le fonti energetiche e i costi dell’energia sono infatti fattori strategici per la riuscita delle imprese. E’ necessaria una politica energetica, che significa soprattutto
incentivo all’efficienza energetica, e uno stimolo allo sviluppo di nuove tecnologie ad alta compatibilità ambientale, e occorre intervenire per la semplificazione normativa».
Emma Marcegaglia ha posto l’accento sulla necessità della riduzione del costo dell’energia, di sviluppo delle energie rinnovabili, di riduzione degli approvvigionamenti
dall’estero, di introduzione dei rigassificatori, di ripensare al nucleare, e di introdurre una politica energetica seria, a breve e medio termine, orientata al risparmio energetico, e non solo
funzionale a fronteggiare le emergenze come accade oggi. «Nel settore delle infrastrutture – ha affermato Emma Marcegaglia – dobbiamo recuperare i gravi ritardi nella
dotazione di strade, autostrade, ferrovie, alta velocità, direttrici europee: l’Italia soffre di un forte deficit di infrastrutture penalizzante per tutti, e gli interventi possibili
sono bloccati dai veti dei «comitati del no», da gruppi di poche persone che si impongono sulla maggioranza dei cittadini. A livello locale, il territorio alessandrino
può diventare la «porta logistica del Sud dell’Europa», grazie alla sua posizione geografica, ma a patto che si investa nelle infrastrutture necessarie». Occorre
inoltre intervenire a favore della semplificazione burocratica, per introdurre regole che garantiscano tempi e costi certi a chi realizza le infrastrutture, così potremo attrarre anche
investimenti esteri; sono necessarie azioni sul costo del lavoro (ridurre la pressione fiscale che grava sui salari e sulle imprese, e legare i salari alla produttività), e nel settore
della «governance» (ridurre il potere dei partiti, semplificare leggi e procedure, recuperare unitarietà e consenso per varare le grandi riforme che servono al Paese). Su
questi temi strategici Confindustria ha elaborato e ha presentato al Governo proposte concrete per migliorare l’efficienza del Paese, e avanza pressanti richieste di interventi urgenti, di
«misure coraggiose per lo sviluppo».





