Emilia Romagna: Per la Cia vanno tenuti sotto controllo i picchi produttivi di frutta
30 Giugno 2009
Bologna – Il settore ortofrutticolo, oltre che alla zootecnia e ai cereali, manifesta la sua fragilità nella filiera, influenzata pesantemente dagli andamenti climatici, ma anche da
seppur minimi sovrapposizioni nell’offerta di frutta proveniente dalle diverse zone di produzione. Lo suggerisce la Cia dell’Emilia Romagna che fa un’analisi dei dati produttivi e mercantili
nell’ortofrutta.
“I recenti dati europei – commenta il presidente regionale della Confederazione Nazario Battelli – non prevedono particolari surplus produttivi, come ad esempio nel comparto principe
della frutta estiva, ovvero pesche e nettarine, ma deve essere chiaro a tutti che le scelte delle famiglie consumatrici sulla quantità, sulla qualità e sul prezzo, anche sulla
frutta, dipendono, in Italia e in Europa, della pesantissima recessione in atto.
Per evitare una crisi drammatica come quelle degli anni 2004 e 2005, essendo sicuramente poco efficaci gli interventi dell’ultimo minuto ‘all’italiana’ – prosegue Battelli – va
tenuto altissimo il livello di coordinamento di tutte le Op (Organizzazioni dei produttori) regionali per gestire i picchi produttivi e vanno rese disponibili tutte le misure di gestione delle
crisi, previste nella nuova Ocm, Organizzazione comune di mercato”.
“Le istituzioni – conclude il presidente regionale della Cia – la pubblica Amministrazione e la politica devono far rispettare le regole, ad partire da quelle commerciali, a difesa dei
produttori, come al solito la parte più debole nel mercato”.





