Emergenza cibo: più agricoltura per sconfiggere fame e povertà
6 Ottobre 2008
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rilancia la proposta di promuovere programmi seri che permettano ai paesi più poveri di sviluppare in maniera adeguata il settore
agricolo. Contrastare con valide politiche le speculazioni sulle materie prime. Resta centrale il ruolo dell’impresa agricola. I temi dibattuti in un incontro promosso a
Campobasso dalla Cia del Molise.
Aiutare con programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture; abolire i sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; “no” a politiche
neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; contrastare le speculazioni che, come è avvenuto negli ultimi mesi, hanno portato alle stelle i prezzi delle materie prime
agricole (grano, mais, riso), provocando gravi ripercussioni sull’approvvigionamento alimentare. Sono queste alcune delle priorità indicate dal presidente della
Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi davanti ai nuovi scenari mondiali e all’esigenza di elaborare un piano di battaglia diretto a fronteggiare
l’emergenza cibo e ad evitare il riacutizzarsi di nuove pesanti crisi sui mercati internazionali.
Occasione per riaffermare queste priorità è stato l’incontro-dibattito promosso dalla Cia del Molise oggi a Campobasso sul tema, appunto, “Bisogni alimentari e
povertà: la centralità dell’impresa agricola per le nuove emergenze sociali”. Iniziativa alla quale sono intervenuti, fra gli altri, Paolo Scarpa Bonazza,
presidente della Commissione Agricoltura del Senato, mons. Giancarlo Bregantini, vescovo della Diocesi Campobasso-Boiano, Michele Iorio, presidente della Regione Molise, Giuseppe
Cristofano, presidente della Cia Molise, e Giovanni Cannata, magnifico rettore dell’Università del Molise.
“L’emergenza cibo, divenuta sempre più drammatica, va affrontata -ha aggiunto Politi- con politiche realmente incisive e soprattutto con uno sviluppo adeguato e
consistente dell’agricoltura che può contribuire in maniera determinante alla lotta alla fame e alla povertà nel mondo. E’, quindi, tempo di una svolta
decisiva. Dalle parole bisogna passare agli atti concreti”.
“Siamo convinti -ha detto ancora il presidente della Cia- che bisogna abolire i sussidi destinati a chi coltiva solo ed unicamente per le produzioni ‘no food’, per i
biocarburanti, perché questi sottraggono risorse alimentari fondamentali. E’, oltretutto, immorale che si aiutino produzioni del genere, mentre nel Pianeta vi sono persone,
specialmente bambini, che non hanno nulla da mangiare”.
“Siamo, dunque, per favorire una nuova consistente crescita di un’agricoltura che -ha affermato Politi- con le sue risorse contribuisca a sfamare intere popolazioni. Sarebbe
un passo importante per destinare milioni di ettari di terra per produrre alimenti e dare così risposte a chi oggi soffre il dramma della fame, più di un miliardo di
persone”.
“La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo richiede, quindi, politiche nuove. Fino ad ora -ha aggiunto Politi- abbiamo assistito ad una notevole crescita
di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per
l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre
intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e
innovazione”.
“Dobbiamo sostenere la ricerca ed i progetti di cooperazione tra i governi e le istituzioni scientifiche europee e dei Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo, soprattutto, affrontare
-ha concluso Politi- il rapporto tra agricoltura e scienza rifuggendo da posizioni ideologiche o da illusioni miracolistiche. Non mi convince l’idea che le colture Ogm siano la
soluzione alla crisi alimentare. Questa idea nasconde, in realtà, la povertà di una visione strategica”.




