Emergenza cibo: abolire i sussidi per i biocarburanti

Abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; «no» a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; aiutare con programmi seri i paesi più
poveri a sviluppare le loro agricolture; contrastare le speculazioni che stanno portando alle stelle i prezzi delle materie prime agricole (grano, mais, riso).

Sono queste le priorità della Cia-Confederazione italiana agricoltori davanti ai nuovi scenari mondiali e all’impegno delle Nazioni Unite di elaborare un piano di battaglia diretto a
fronteggiare la crisi provocata dell’impennata dei prodotti alimentari.

«L’emergenza cibo -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi- è divenuta sempre più drammatica. Occorre dare una svolta. Siamo d’accordo con l’Fmi nell’abolire i
sussidi destinati a chi coltiva solo ed unicamente per le produzioni «no food», per i biocarburanti, perché questi sottraggono risorse alimentari fondamentali. Diversa
è la nostra posizione per i sussidi agli agricoltori che producono per l’alimentazione e con il loro impegno tutelano e valorizzano l’ambiente. La loro abolizione non avrebbe alcun
effetto sia nella riduzione dei prezzi che nell’azione per aiutare i paesi più poveri della Terra che oggi vivono il dramma della fame».

«La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo -aggiunge il presidente della Cia- richiede politiche nuove. Fino ad ora abbiamo assistito ad una crescita consistente
di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto
dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto
vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione».

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