Gli OGM per un futuro senza fame e un ambiente più sano

By Redazione

La questione ogm è stata riaperta grazie all’iniziativa della IV Commissione del Consiglio regionale, che ha predisposto un testo unificato delle due proposte di legge presentate e su di
esso ha aperto le consultazioni con le categorie economiche e gli enti interessati.

La posizione di Confagricoltura Veneto, espressa dal vicepresidente Marco Aurelio Pasti, si è sviluppata a partire dalla considerazione che l’argomento o.g.m. è assolutamente
prioritario per l’agricoltura veneta, nella quale è ancora fondamentale, in termini di PLV, SAU e indotto, la presenza di coltivazioni come il mais e la soia, ove si è sviluppata
in maniera particolare la ricerca scientifica a livello mondiale su questi temi.

Quindi è stato osservato che il testo normativo oggetto di consultazione si colloca in una posizione di retroguardia rispetto al vero problema in materia di o.g.m., rappresentato dalla
disciplina della coesistenza, che va affrontata al più presto non solo a livello sementiero, ma anche in tutte le fasi successive di coltivazione.

Un altro grave limite del progetto di legge in esame, ha sostenuto Pasti, è quello di assumere una posizione pregiudizialmente negativa nei confronti degli o.g.m., anziché creare
le premesse normative per una ricerca scientificamente fondata, ai risultati della quale produttori e consumatori possano affidarsi, e avviare il tanto atteso regime di coesistenza.

Le conseguenze di questa scelta aprioristica, secondo Confagricoltura Veneto, sono agevolmente riscontrabili nel testo normativo oggetto di consultazione; a cominciare dalla citazione non
corretta del principio di precauzione previsto dal Trattato che istituisce la Comunità europea, in quanto tale principio può essere chiamato in causa in presenza di rischi reali e
non meramente presunti quali sono quelli legati all’uso di o.g.m.. Inoltre, è fuorviante che il progetto di legge non distingua gli o.g.m. autorizzati da quelli non autorizzati, mettendo
sullo stesso piano situazioni completamente diverse e creando solo confusione.

La nota di Confagricoltura Veneto continua con la considerazione che non è vero, come pure si sostiene, che gli o.g.m. non interessano agli agricoltori. Da un’indagine Demoskopea del
2007 condotta su di un vasto e rappresentativo campione di agricoltori lombardi, infatti, risulta che solo il 15% degli intervistati è contrario all’uso degli o.g.m. in agricoltura, a
fronte di un 66% esplicitamente favorevole. In conclusione, un interrogativo drammatico e che pure bisogna porsi riguarda il ruolo che un uso oculato ed attento degli o.g.m., preparato da un
approccio scientifico e non ideologico all’argomento, potrebbe avere nello scongiurare il ripetersi di situazioni come quella che in questo momento sta portando vaste aree del terzo mondo a
lottare contro la fame a causa del repentino incremento dei prezzi dei prodotti alimentari di base come riso e cereali.

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