Editoria, Bonaiuti: «Tempi maturi per una legge di sistema»
29 Maggio 2008
«E’ venuto il momento perché si faccia finalmente una legge di sistema per l’editoria, che tenga conto dell’ottica moderna, cioè della multimedialità, come Governo
cercheremo di fare un grande sforzo nel momento in cui il passaggio al multimediale è sentito, avvertito da tutti».
Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Paolo Bonaiuti, ha aperto a Palazzo Chigi la conferenza stampa del 29 maggio, dedicata ai programmi per la
legislatura del dipartimento per l’editoria.
«I giornali sono e resteranno importanti – ha proseguito Bonaiuti – ma occorre una riorganizzazione dei media in funzione della multimedialità che sta arrivando e imponendosi
sempre di più. Vorrei tutelare l’editoria, e soprattutto le piccole imprese editoriali, perché occorre tenere conto di una duplice esigenza in questo settore: da un lato prodotto
editoriale è un bene economico, sottoposto alla legge del mercato, dall’altro è un mezzo che fa circolare idee e cultura, quindi deve essere preservato e protetto. Chi si occupa
della formazione deve navigare tra questa Scilla e Cariddi: tutela e mercato».
Altro problema di fondo sono i contributi al settore: un problema che riguarda sì il Governo, ma che secondo Bonaiuti chiama in causa soprattutto il Parlamento. «Noi proporremo e
cercheremo di fare una legge, ma il Parlamento è sovrano e userò un atteggiamento bipartisan, cercando un dialogo continuo, necessario quando si tratta di diffondere idee e
cultura». Entrando nello specifico del problema il Sottosegretario spiega: «I contributi devono essere mantenuti ma bisogna vedere di tirare una sorta di linea immaginaria: quale
è il settore protetto, quali dimensioni deve avere, a quale missione deve rispondere. Il tutto visto alla luce delle ristrettezze economiche di questo momento». Ad ogni modo,
prosegue Bonaiuti, «prevediamo contributi diretti e indiretti, con un sempre maggior spazio per i secondi. Quindi credito agevolato, credito d’imposta e, anche se il sistema andrà
rivisto, agevolazioni tariffarie. Va rivisto anche il sistema della distribuzione: ci vorrà un’introduzione dell’informatizzazione nelle edicole, che tuttavia resteranno strategiche. Si
tratta di problemi complessi ma, con questa squadra, ce la potremo fare».
L’arma di cui dispone il Governo per affrontare queste sfide, spiega Bonaiuti, è il Dipartimento per l’editoria, con i suoi uomini e le sue competenze:«Ho chiesto a Mauro Masi, che
conosce le norme nei minimi dettagli, di tornare a occuparsi del Dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi. Resterà nella nostra famiglia, anche Piero Peluffo: sarà il nostro
consigliere per i problemi legati alla comunicazione istituzionale e di servizio, ma stiamo pensando per lui ad altri importanti incarichi».Riconfermata anche l’Unita’ strategica di
comunicazione del governo, messa in piedi dall’esecutivo di Romano Prodi rispetto alla quale, puntualizza Bonaiuti, «valuteremo gli avvicendamenti all’interno della struttura».
Sulla tempistica della riforma la parola passa a Mauro Masi: «Tempi brevi, subito dopo la finanziaria, dopo settembre. Il settore ha una normazione difficile, perché trainata dagli
sviluppi della tecnologia, che sono dirompenti. Il legislatore deve sostenere l’omogeneizzazione provocata dal digitale dei media salvaguardando le specificità. L’edit tradizionale deve
sopravvivere, ma vivere in un mondo interconnesso. Il modello è la multimedialità, avendo regole che sostengono l’omogeneizzazione partendo da prodotto editoriale aperto».





