Ecco l'identikit del turista del vino nella provincia di Treviso

By Redazione

Valdobbiadene – Un’ enoturista «fedele», alla ricerca di vini tipici e chiaramente territoriali, con buon rapporto qualità-prezzo, ma sempre più
attento anche ad altri aspetti qualitativi, primo far tutti il paesaggio e l’ambiente, sono questi i tratti fondamentali di un primo, ancora parziale, ma già indicativo per diversi
aspetti, identikit del turista del vino in Provincia di Treviso, elaborato da Alessandro Galardi, Consulente Sviluppo Sistemi di Qualità, che ha iniziato monitorare i gusti, le
preferenze, le scelte dell’enoturista che arriva nelle cantine della Marca.

Un lavoro in itinere i cui primi dati parziali sono stati presentati nel corso del convegno «Enoturismo: una strada vincente» svoltosi il 1 marzo u.s. a Conegliano a cura della
Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene e Associazione Altamarca.
Andando ad analizzare più nello specifico alcune linee di tendenza significative si scopre che enoturista del trevigiano si muove sì per acquistare vino, ma ne
«approfitta» anche per fare passeggiate, visite artistiche, mangiare nel territorio. Ma in generale l’ambiente rappresenta un fattore attrattivo molto importante per l’enoturista,
in grado anche di fargli fare anche più strada, pur di trovarsi a contatto con un paesaggio integro: per molti appassionati la qualità del territorio naturale è addirittura
in grado di affiancare e superare, in ordine di importanza tra i fattori attrattivi, la stessa qualità dei vini proposti.

Tra le altre molle forti che spingono all’acquisto di una bottiglia rimane anche il favorevole rapporto, almeno percepito, tra qualità e prezzo.
Per quanto riguarda invece il capitolo «comunicazione», il tradizionale passa-parola rimane uno strumento fondamentale, ma sempre di più conta aver la possibilità di
incontrare e conoscere di persona i produttori; richiesta questa captata dalle antenne sensibili di molte cantine che propongono ormai in modo esteso per i loro clienti la vendita diretta,
accompagnata da degustazioni e visite in azienda, passeggiate nei vigneti, iniziative culturali o sportive, che sono poi, a giudizio degli stessi enoturisti, i servizi ritenuti più
attrattivi che una cantina possa allestire.

Insomma i gusti e la domanda del consumatore e del turista del vino sono ormai cambiati ed anche le cantine della Provincia di Treviso si stanno attrezzando per rispondere a questa nuova sfida.
Ed un nuovo strumento per far crescere la qualità dei servizi e contemporaneamente per aiutare l’enoturista ad orientarsi fra le tante offerte del mondo del vino potrà essere la
nuova «Carta Comune delle Strade del Vino» che sta per essere lanciata a livello europeo. Si tratta di un progetto rivolto a tutte le Strade enologiche che adottando questa
«Carta Comune», accetteranno di confrontarsi e cercare di raggiungere standard uniformi per capire dove e cosa deve essere migliorato. Gli aspetti che dovrebbero essere monitorati
attraverso la Carta, sono le cantine, le strutture di ospitalità, la ristorazione, le produzioni tipiche, le attrattive turistiche, l’artigianato. E alla fine il moderno turista del vino
dovrebbe avere a disposizione una vera e propria «classifica» delle Strade del Vino Europee e delle loro principali caratteristiche.

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