Ecco la campagna “Ecoacquisti” promossa dalla Provincia di Grosseto
5 Dicembre 2007
Grosseto – “Meno imballaggi = meno rifiuti”, è partendo da questa equazione che la Provincia di Grosseto si è fatta promotrice di una campagna informativa, dal nome
significativo “Ecoacquisti”, per sensibilizzare consumatori e distribuzione a produrre meno scarti.
Oltre il 30 per cento dei rifiuti urbani, infatti, è costituito proprio da imballaggi e contenitori che ogni giorno entrano nelle case con la spesa ed escono come pattumiera. Una
percentuale, questa, che può essere abbassata con semplici accorgimenti quotidiani, la buona volontà dei cittadini-consumatori e dei rivenditori del settore alimentare, la
collaborazione di Enti locali.
Realizzata in collaborazione con l’agenzia AchabComunica, lo scorso anno la campagna si è concretizzata nella produzione e distribuzione di materiale informativo destinato alle scuole e,
di conseguenza, alle famiglie. Oggi, con la firma del Protocollo di intesa, prende avvio la seconda fase, quella che impegna Enti locali, aziende di igiene urbana, distribuzione e Associazioni
ambientaliste a migliorare la gestione dei rifiuti agendo nella fase distributiva dei beni che li producono.
Firmatari insieme alla Provincia, i Comuni di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Magliano in Toscana e Scarlino (che da soli rappresentano il 65 per cento della
popolazione della provincia), l’Ato 9 rifiuti, Legambiente, Coseca spa, Solbat srl di Scarlino, Unicoop Tirreno, i supermercati Sma Stella srl.
Secondo i contenuti dell’accordo, la Provincia metterà a disposizione degli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa, un marchio ambientale per tutti i punti vendita che
rispondano a precisi requisiti nella gestione delle merci e nell’offerta di articoli a bassa produzione di rifiuti; organizzerà un evento per promuovere l’iniziativa; avvierà un
serie di campagne informative rivolte ai cittadini per la campagna “Ecoacquisti” ed il relativo marchio ambientale.
Le imprese di servizi di igiene urbana, in questo caso il Coseca, si impegnano a studiare e promuovere forme di riconoscimento degli impegni e dei risultati conseguiti nella raccolta
differenziata; i Comuni e l’Ato, invece, dovranno promuovere sul proprio territorio azioni per incentivare la riduzione dei rifiuti.
Gli obiettivi sono quelli di sensibilizzare i fornitori a ridurre quantità e volume di imballaggi, diffondere materiale informativo, incentivare sistemi di riutilizzo degli imballaggi,
attivare raccolte differenziate capillari nei punti vendita, incentivare l’introduzione di sistemi alternativi di confezionamento e distribuzione delle merci.
Farnetani: “Senza gli impianti previsti nel Piano, le campagne informative e i progetti che abbiamo messo in campo non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi di riduzione dei rifiuti e
incremento della raccolta differenziata”
“La riduzione della produzione di rifiuti del 2 per cento, insieme all’incremento della raccolta differenziata oltre il 50 per cento, sono gli obiettivi strategici del Piano provinciale dei
rifiuti – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Farnetani -. Le campagne di sensibilizzazione e i progetti che abbiamo messo in campo, compreso quello che abbiamo presentato oggi,
hanno in parte avuto effetto e negli ultimi due anni c’è stata una stabilizzazione della produzione dei rifiuti, a fronte di aumenti registrati nelle altre province. I dati del 2006,
elaborati dell’Agenzia regionale recupero risorse, infatti, indicano la produzione di rifiuti urbani in provincia di Grosseto intorno alle 170 mila tonnellate all’anno.
Viceversa, sul fronte raccolta differenziata siamo passati dal 34 per cento del 2004, all’attuale 29 per cento. Questo dato deve far riflettere – spiega Farnetani – , perché la
percentuale si è abbassata non sul multimateriale, ma sulla frazione umida, che rappresenta 1/3 della produzione totale dei rifiuti in provincia di Grosseto, vale a dire intorno alle 55
mila tonnellate all’anno.
In assenza di impianti idonei a riceverla e a trattarla, per evitare la lievitazione dei costi di smaltimento che comporterebbe portarla fuori provincia, ne viene raccolta poco più di 6
mila tonnellate all’anno.
Ecco perché occorre realizzare l’impiantistica, sia le strutture complesse come l’impianto di selezione delle Strillaie, sia quelle di base come gli ecocentri e i centri di raccolta,
senza le quali non è possibile raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. I dati lo confermano: la differenziata in provincia di Grosseto è di 55 mila tonnellate. Se la
raccolta della frazione umida raggiungesse la quota di almeno 45 mila tonnellate, invece delle attuali 6 mila, già saremmo sulle 90 mila tonnellate di differenziata, che rappresentano
oltre il 50 per cento del totale dei rifiuti raccolti in un anno.
Quindi – conclude Farnetani – è necessario inserire nel prossimo Piano straordinario previsto dalla nuova normativa regionale e che gli Ato dovranno predisporre entro al fine di
febbraio, tutte le previsioni impiantistiche presenti nel nostro Piano provinciale del rifiuti urbani.
Ovviamente intendiamo portare avanti i progetti e le campagne che abbiamo programmato, sostenendo i Comuni che hanno avviato o stanno avviando la raccolta differenziata porta a porta, come
Follonica e prossimamente Magliano in Toscana”.
A margine della conferenza stampa, l’assessore Farnetani ha annunciato che a giorni la Provincia pubblicherà un bando per 145 mila euro destinato a sostenere i progetti dei Comuni per la
raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti.




