E’ autentico cioccolato di Rossana Bettini – Libro vademecum sul cioccolato di qualità

E’ autentico cioccolato di Rossana Bettini – Libro vademecum sul cioccolato di qualità

Il cioccolato è antistress, rilassante, corroborante, evergreen, sexy, dietetico e anche intelligente perché alcuni grammi al giorno di un cioccolato extra “sono salutari, anzi benefici per le attività cerebrali”.
La “materia”, in questo caso, è importante, particolare, golosa e, quindi, l’ambientazione per la sua presentazione dev’essere inusuale e, al tempo stesso, seducente.

E così è stato per la presentazione dell’ultimo libro di Rossana Bettini “E’ autentico cioccolato” (Linea Edizioni di Padova, 124 pagine, 20 euro). E, cioè, l’elegantissima boutique di Caractére che a Milano è quasi accanto, e urbanisticamente allineata, ad una celebrità mondiale, il Teatro alla Scala, e si affaccia ad angolo sull’omonima piazza.

La raffinatezza non è solo questa, perché agli invitati alla presentazione del suo ultimo libro (che lei definisce una sorta di “cassetta degli attrezzi” con i quali sfatare i falsi miti e i luoghi comuni che oggi fanno del cioccolato “un autentico sconosciuto”), Rossana riserva una ulteriore suggestione nella disposizione dei relatori – lei stessa, la giornalista Antonia Matarrese e il fotografo Fabio de Visintini – un gradino ciascuno sulla fantastica gradinata interna della Caractére. E, tutti, ai piedi della scalinata ad ascoltare la narrazione, sollecitata dalla puntuale giornalista di moda, di Rossana, anch’essa giornalista, scrittrice di cibo e vino, docente di Educazione del Gusto, che partendo da “nell’epoca della pornografia del cibo” il cioccolato rappresenta “l’estremo baluardo nella fortificazione dell’alimento mistificato”; è un bel passo verso la scoperta delle tre esse per capire quando il cioccolato è buono e, cioè, sapore, salute, sentimento.

A questo punto è come se si aprisse quella che Rossana chiama la cassetta degli attrezzi che pur non potendo entrare materialmente nel libro – anche bello da vedere per la nitidezza della grafica e, ovviamente, la presenza delle foto “parlanti” di de Visinitini – per entrare nei dettagli della “materia” cioccolato. A cominciare da quelli che, con “tanti, troppi nomi, assonanti, evocativi e di tendenza” raccontano del “prodotto finito che compriamo al tabacchino, al panificio, al supermercato, al bar” e non delle qualità di un cibo talmente nobile da essere stato donato da “un dio agli uomini”. 
Caratteristiche che si ritrovano nel cioccolato di qualità e praticamente mai in quei prodotti che “puntano all’apparenza a scapito della sostanza”.

Come fa la Bettini, nel suo libro, per aiutarci a districarci nel mondo del cioccolato che non è molto semplice da attraversare con competenza? Risposta: “basta ricordare che “circa il 90% della produzione di cacao mondiale proviene da piantagioni di cacao mediocre ma dalle alte rese”, come il “Forastero”, che invade mercati e tavole di tutto il mondo. La varietà più pura, il “Criollo”, invece, non arriva allo 0,001% della produzione mondiale. In mezzo c’è un ibrido, il “Trinitario” che copre un altro 9% del cacao del globo.

E allora, chiede Antonia Matarrese, facci riconoscere il cioccolato buono e sano. Come diventare consumatori sempre più consapevoli.
Risposta di Rossana – che non mangiava cioccolato sino a quando non ha incontrato il Criollo – “prima di tutto guardando l’etichetta: più è corta meglio è. L’ottimo é se contiene due parole: cacao e zucchero di canna. E poi affidandosi ai cinque sensi: il colore deve essere bruno, ramato, mai nero; l’aroma deve esser finissimo, elegante, mai troppo intenso o grossolano, ma allo stesso tempo deve essere persistente; al gusto non deve risultare sgradevolmente amaro; la superficie, poi, deve avere una certa opacità e non essere troppo lucida; infine, fra lingua e palato, deve essere setoso. Un cioccolato così è antistress, rilassante, corroborante, evergreen, sexy, dietetico e anche intelligente perché alcuni grammi al giorno di un cioccolato extra “sono salutari, anzi benefici per le attività cerebrali”.

Insomma, la cassetta degli attrezzi non c’è materialmente nel libro – troppo ingombrante – ma se ne avverte la presenza specialmente quando leggiamo i brani sulla descrizione del cioccolato buono e dà anche suggerimenti sulle occasioni migliori per servirlo, di come consumarlo e con quali vini e alcolici abbinarlo. Tutto corredato dalle splendide foto di Fabio de Visintini e dall’eleganza complessiva del libro.
A dare man forte alla brillante Rossana interviene, nel libro con la sua introduzione, Oscar Farinetti che scrive é “molto più di un alimento, é storia, sudore, vita, piacere, terra, mente, cuore, meraviglia!”.
Lettura piacevole e, quindi, libro imperdibile.

Michele Pizzillo
Corrispondente da Milano
Newsfood.com

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