DPR 283-99 regolamento attuazione ordine

DPR 283-99 regolamento attuazione ordine

DPR 283-99 regolamento attuazione ordine

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA 12 luglio 1999, n.283
 
Regolamento recante norme di esecuzione della legge
18 gennaio 1994, n. 59, concernente l’ordinamento della
professione di tecnologo alimentare.(G.U. n. 191 del
16-08-1999)
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23
agosto 1988, n. 400; Vista la legge 18 gennaio 1994,      
n. 59, recante ordinamento della professione di tecno-
logo alimentare; Uditi i pareri del Consiglio di Stato,
espressi dalla Sezione consultiva per gli atti normativi
nelle adunanze del 2 luglio1998, del 21 dicembre 1998
e del 7 giugno 1999; Viste le osservazioni della Corte
dei conti in data 1 marzo 1999; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25
giugno 1999; Sulla proposta del Ministro di grazia e giu-
stizia;
EMANA
il seguente regolamento:
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art.1.
Pubblici dipendenti iscritti all’albo
con annotazione a margine
1. I tecnologi alimentari impiegati dello Stato o di altra
pubblica amministrazione ai quali, secondo gli ordina-
menti loro applicabili, è vietato l’esercizio della libera
professione e che pertanto, ai sensi dell’articolo 3,
comma 2, della legge 18 gennaio 1994, n. 59, possono,
a richiesta, essere iscritti all’albo con annotazione a
margine attestante il loro stato giuridicoprofessionale,
debbono depositare presso la segreteria dell’ordine, per
ogni singolo incarico, la relativa autorizzazione rilasciata
  
dall’amministrazione di appartenenza.
2. Per ogni incarico autorizzato, il consiglio dell’ordine
regionale consegna all’interessato il timbro professionale
che deve essere restituito al termine dell’espletamento
dell’incarico stesso.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’am-
ministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma
3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
 
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R.
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:- L’art. 87, comma quinto, della Costituzione con-
ferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi
e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. – Il
comma 1, dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell’attività
 
di Governo e riordinamento della Presidenza del Consiglio dei Mini-
stri), come modificato dall’art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n.29,
prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deli-
berazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio
di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta,
possano essere emanati regolamenti per:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti legislativi
recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate
all competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti
aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque
riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento della amministrazioni
        
pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge. – Il comma
4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti deb-
bano recare la denominazione di “regolamento”, siano adottati previo
parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione
della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Nota all’art. 1:- Si trascrive il testo dell’art. 3 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 3 (Esercizio della professione).
1. Per l’esercizio della professione di tecnologo alimentare è obbliga-
toria l’iscrizione all’albo di cui all’art. 27.
2. I laureati in scienze e tecnologie alimentari dipendenti dello Stato
o di altra pubblica amministrazione ai quali, secondo gli ordinamenti
loro applicabili, è vietato di norma l’esercizio della libera profes-
sione, possono a richiesta essere iscritti all’albo con annotazione a
margine attestante il loro stato giuridicoprofessionale. In tal caso,
essi possono svolgere attività professionale solo nei casi ed alle
                              
condizioni previsti dalle norme che disciplinano il rapporto di pub-
blico impiego.
3. Presso gli ordini di appartenenza degli iscritti di cui al comma 2
è conservato il timbro professionale che viene consegnato di volta in
volta agli interessati per gli eventuali atti professionali autorizzati.
4. Gli iscritti di cui al comma 2 ai quali, in deroga al divieto di cui
al medesimo comma, siano eventualmente conferiti incarichi speciali,
devono sottostare alla disciplina dell’ordine per i medesimi incarichi.
5. Gli iscritti all’albo dipendenti dello Stato o di altra pubblica ammi-
nistrazione, ai quali è consentito l’esercizio della libera professione,
sono soggetti alla disciplina dell’ordine solo per quanto riguardo tale
esercizio.
6. Gli iscritti ad un albo regionale hanno facoltà di esercitare la pro-
fessione in tutto il territorio dello Stato.
 Art.2.
Pubblici dipendenti iscritti all’albo senza annotazione
a margine
1. I professionisti di cui all’articolo 1, ai quali, secondo
gli ordinamenti loro applicabili, sia consentito l’eserci-
zio della libera professione, debbono depositare presso
la segreteria dell’ordine regionale la relativa dichiara-
zione originale dell’amministrazione di appartenenza.
Tale dichiarazione è conservata nei rispettivi fascicoli
personali.
2. In caso di mancato deposito della dichiarazione il con-
siglio dell’ordine dispone l’apposizione a margine del
nominativo del professionista, dell’annotazione di cui
all’articolo 3, comma 2, della legge 18 gennaio 1994, n.
59, dandone comunicazione all’interessato.
Nota all’art. 2:- Per il testo dell’art. 3 della legge 18 gennaio 1994, n.
59, vd. supra in nota all’art. 1.
Art.3.
Vigilanza
1. Il Ministero di grazia e giustizia vigila sull’Ordine dei
tecnologi alimentari, a norma dell’articolo 5 della legge
18 gennaio 1994, n. 59, sia direttamente, sia attraverso i
procuratori generali presso le corti d’appello ed i procu-
ratori della Repubblica presso i tribunali.
Nota all’art. 3:- Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 5 (Vigilanza). – 1. L’ordine dei tecnologi alimentari è posto sotto
la vigilanza del Ministero di grazia e giustizia. Il Ministero di grazia
e giustizia vigila sull’osservanza delle disposizioni legislative e rego-
lamentari relative alla professione di tecnologo alimentare ed a tale
scopo formula le richieste ed i rilievi del caso”.
Titolo II
ORDINI REGIONALI DEI TECNOLOGI
ALIMENTARI
Art. 4.
Assemblea degli iscritti
1. L’assemblea degli iscritti è convocata mediante avviso
contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo
della riunione in prima ed in seconda convocazione e
delle materie da trattare. La convocazione deve essere
effettuata mediante avviso spedito per lettera raccoman-
data almeno dieci giorni prima a tutti gli iscritti all’albo,
esclusi i sospesi dall’esercizio dell’attività professio-
nale.
2. Il presidente del consiglio dell’ordine regionale, ove
il numero degli iscritti sia superiore a trecento, può
disporre che della convocazione di cui al comma 1 sia
data notizia mediante pubblicazione in un giornale di
interesse regionale, una prima volta almeno dieci giorni,
ed una seconda volta, almeno tre giorni prima della data
fissata per l’assemblea. In tale caso la pubblicazione
tiene luogo all’avviso di cui al comma 1.
3. Presidente e segretario dell’assemblea sono rispettiva-
mente il presidente ed il segretario del consiglio.
4. Nel caso di impedimento o di assenza, il presidente
è sostituito dal vice presidente e qualora anche quest’ul-
timo sia impedito o assente, dal consigliere più anziano
per iscrizione all’albo ovvero, in caso di pari anzianità,
dal più anziano di età.
5. Nel caso di impedimento o di assenza del segretario,
l’assemblea provvede alla nomina di un sostituto scelto
fra i presenti con votazione a maggioranza semplice.
6. L’assemblea delibera a maggioranza dei presenti, a
scrutinio segreto.
7. L’assemblea è regolarmente costituita in prima convo-
cazione con la presenza della maggioranza degli iscritti
e, in seconda convocazione, che non può’ avere luogo
nello stesso giorno fissato per la prima, con qualsiasi
numero di intervenuti, salvo il disposto dell’articolo 17,
comma 3, della legge 18 gennaio 1994, n. 59.
8. Il processo verbale è redatto dal segretario sotto la
direzione del presidente ed e’ sottoscritto da entrambi.
Nota all’art. 4:- Si riporta il testo dell’art. 17 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 17 (Elezione del consiglio dell’ordine).
1. La data, l’ora ed il luogo di convocazione dell’assemblea per l’ele-
zione del consiglio dell’ordine sono fissati dal presidente e comuni-
cati agli iscritti con lettera raccomandata almeno venti giorni prima
della scadenza del consiglio in carica.
2. Ove si riveli opportuno, può disporsi l’apertura delle urne per più
giorni consecutivi, fino ad un massimo di tre, garantendo l’integrità
dell’urna per tutta la durata della votazione.
3. L’assemblea è valida in prima convocazione quando partecipa alla
votazione la maggioranza degli iscritti, ed in seconda convocazione
quando vi partecipa almeno un sesto.
4. Il voto è personale, diretto e segreto.
5. Chiusa la votazione il presidente, assistito da due scrutatori, pro-
cede immediatamente e pubblicamente allo scrutinio.
6. Qualunque sia il numero dei voti conseguiti da ciascun candidato,
hanno la preferenza i candidati non aventi annotazioni a margine, fino
al raggiungimento della maggioranza prevista dall’art. 10, comma 3.
7. In caso di parità di voti è preferito il più anziano per iscrizione
all’albo e, fra coloro che abbiano pari anzianità di iscrizione, il più
anziano per età.
8. Compiuto lo scrutinio, il presidente ne proclama il risultato e ne
dà immediata comunicazione al Ministero di grazia e giustizia ed al
consiglio dell’ordine nazionale, trasmettendo la graduatoria dei can-
didati.
9. Contro i risultati dell’elezione ciascun iscritto all’albo può’ pro-
porre ricorso al consiglio dell’ordine nazionale entro trenta giorni
dalla proclamazione”.
Art. 5.
Assemblea per l’approvazione dei conti
1. L’assemblea degli iscritti per l’approvazione dei conti
preventivi e consuntivi è convocata nel mese di marzo di
ogni anno ed i relativi documenti debbono essere depo-
sitati presso gli ordini almeno quindici giorni prima della
data della seduta con facoltà per gli iscritti di prenderne
visione.
Art. 6.
Assemblea per la elezione del consiglio dell’ordine
1. Con raccomandata spedita a tutti gli iscritti all’albo,
esclusi i sospesi dall’esercizio professionale, almeno dieci
giorni prima del giorno fissato per la prima convoca-
zione, il presidente comunica la data dell’assemblea degli
iscritti per la elezione del consiglio dell’ordine in prima
e seconda convocazione, e la durata delle operazioni di
voto, fino ad un massimo di tre giorni consecutivi.
2. La seconda convocazione è fissata a non meno di otto
giorni dalla data della prima.
3. Presidente e segretario dell’assemblea sono rispettiva-
mente il presidente ed il segretario del consiglio uscente
o chi ne fa le veci ai sensi dell’articolo 4, commi 4 e 5.
4. Il presidente convoca quattro iscritti, che formano il
seggio elettorale nel caso in cui non sia possibile for-
marlo ai sensi dell’articolo 8, comma 1, scegliendoli tra
i piu’ anziani per iscrizione all’albo.
Art. 7.
Schede elettorali
1. Le schede elettorali, stampate a cura del consiglio del-
l’ordine e contenenti il timbro dell’ordine e la sigla del
segretario dell’ordine o di un consigliere a ciò specifica-
mente da questi delegato, sono inviate agli elettori unita-
mente all’avviso di convocazione dell’assemblea, o con
spedizione separata. Il presidente del consiglio stabilisce
la quantità delle schede da stampare in numero superiore
a quello dei votanti.
2. Gli elettori che non avessero ricevuto le schede eletto-
rali possono ritirarle fino al momento della chiusura del-
l’assemblea elettorale, presso la segreteria dell’ordine,
anche per il tramite di persona munita di delega scritta.
Art. 8.
Seggio elettorale
1. Il presidente, prima dell’inizio delle operazioni di
votazione, sceglie tra gli elettori presenti due scrutatori
effettivi e due supplenti.
2. Nel caso in cui non siano presenti un numero di elet-
tori sufficienti a costituire il seggio, il presidente sceglie
gli scrutatori tra gli iscritti all’albo convocati ai sensi del-
l’articolo 6, comma 4.
3. Lo scrutatore più anziano per iscrizione all’albo eser-
cita le funzioni di presidente del seggio. A parità di data
di iscrizione prevale l’anzianità di data di nascita.
4. Il segretario del consiglio dell’ordine esercita le fun-
zioni di segretario del seggio.
5. Il presidente ed il segretario del seggio, in caso di
impedimento o di assenza, sono sostituiti, rispettiva-
mente, dal più anziano degli scrutatori supplenti e da
altro componente del consiglio dell’ordine designato dal
presidente del consiglio.
6. Il seggio elettorale deve essere istituito in locale
idoneo ad assicurare la segretezza del voto e la visibilità
dell’urna durante le operazioni elettorali.
Art. 9.
Votazioni
1. Il voto viene espresso per mezzo della scheda nella
quale l’elettore indica i nomi dei candidati da eleggere.
Nel caso di schede recanti un numero di voti superiore
a quello dei consiglieri da eleggere, verranno ritenuti
validi i nomi dal primo fino a quello corrispondente al
numero di candidati da eleggere.
2. Non è ammesso il voto per delega. E’, invece,
ammesso il voto per corrispondenza.
3. Nel caso di voto per corrispondenza l’elettore fa per-
venire al consiglio dell’ordine, non più tardi del giorno
che precede le elezioni, la scheda piegata in modo da
non rendere visibile il voto espresso, in busta chiusa sulla
quale appone la dicitura “votazione per l’elezione del
consiglio dell’ordine di … anno …”, e la sua firma auten-
ticata nelle forme di legge. Dell’avvenuta ricezione della
scheda viene rilasciata apposita ricevuta. Il giorno fissato
per le elezioni il presidente del consiglio dell’ordine,
che ha custodito sotto la propria responsabilità le buste
ricevute, subito dopo l’apertura delle votazioni conse-
gna al presidente del seggio le buste contenenti le schede
di coloro che hanno votato per corrispondenza. Il pre-
sidente del seggio, dato atto a verbale di aver ricevuto
le buste, dopo averne verificato e fatto constatare l’inte-
grità,  apre le buste, ne estrae le relative schede e, senza
dispiegarle, le depone nell’urna.
4. Su una apposita copia dell’elenco degli elettori viene
fatta apporre la firma degli iscritti che hanno votato.
Sullo stesso elenco il segretario prende nota di coloro
che hanno votato per corrispondenza.
5. Nei giorni fissati per le elezioni le operazioni di voto
si svolgono per otto ore consecutive. Se le operazioni
elettorali debbono essere proseguite il giorno successivo,
il presidente del seggio provvede a sigillare l’urna e ad
assicurare la custodia di essa, nonchè delle schede non
ancora utilizzate.
Art. 10.
Chiusura delle operazioni di voto
1. Nel giorno stabilito come ultimo, ovvero nell’unico
giorno utile per votare, decorso il tempo fissato per le
votazioni, il presidente del seggio, dopo aver ammesso a
votare gli elettori presenti nel seggio allo scadere delle
otto ore, determina, in base alle risultanze dell’elenco
degli elettori, l’esatto numero dei votanti ed accerta la
validità dell’assemblea secondo il disposto dell’articolo
17, comma 3, della legge 18 gennaio 1994, n. 59.
2. Quando l’assemblea in prima convocazione non risulti
valida, il presidente del seggio non dà inizio alle opera-
zioni di scrutinio e, disposta la custodia, in plichi separati
e sigillati, delle schede utilizzate e di quelle non utiliz-
zate, convoca l’assemblea alla data precedentemente fis-
sata.
3. Nel caso in cui l’assemblea non risulti valida neppure
in seconda convocazione, il presidente del seggio ne
dà immediata comunicazione al presidente dell’ordine
il quale, informato il Ministro di grazia e giustizia, pro-
cede alla determinazione delle date per le nuove elezioni:
queste dovranno avere luogo a non meno di un mese e a
non piu’ di tre mesi di distanza dalle elezioni precedenti.
Nota all’art. 10:- Per il testo dell’art. 17 della legge 18 gennaio
1994,n. 59, vd. supra in nota all’art. 4.
Art. 11.
Operazioni di scrutinio
1. Accertata la validità dell’assemblea e   dichiarata
chiusa la votazione, il presidente del seggio, assistito da
due scrutatori dà immediatamente inizio alle operazioni
di scrutinio, che si svolgono pubblicamente e senza inter-
ruzione. Completato lo spoglio delle schede, il presidente
forma la graduatoria dei candidati che hanno riportato
voti e proclama gli eletti.
2. Qualunque sia il numero dei voti conseguiti da ciascun
candidato, hanno la precedenza i candidati non aventi
annotazioni a margine ai sensi dell’articolo 1, fino al rag-
giungimento della maggioranza prevista dall’articolo 10,
comma 3, della legge 18 gennaio 1994, n. 59.
3. Il presidente del seggio comunica il risultato delle
elezioni e l’avvenuta proclamazione, entro tre giorni, al
Ministro di grazia e giustizia ed al consiglio dell’Ordine
nazionale.
Nota all’art. 11:- Si trascrive il testo dell’art. 10 della legge 18 gen-
naio 1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimen-
tare):
“Art. 10 (Composizione del consiglio dell’ordine regionale).
1. Il consiglio dell’ordine regionale, di seguito denominato “consiglio
dell’ordine” è composto di cinque membri se gli iscritti non superano
i cento, di sette membri se superano i cento ma non i cinquecento, di
nove membri se superano i cinquecento ma non i millecinquecento,
di quindici membri se superano i millecinquecento.
2. I componenti del consiglio dell’ordine sono eletti dagli iscritti
all’albo riuniti in assemblea tra gli iscritti all’albo medesimo, durano
in carica tre anni e sono rieleggibili.
3. La maggioranza dei componenti del consiglio dell’ordine deve
essere costituita da iscritti all’albo non aventi annotazioni a margine
ai sensi dell’art. 3, comma 2.
4. Il consiglio dell’ordine uscente rimane in carica fino all’insedia-
mento del nuovo consiglio”.
Art. 12.
Riunione del consiglio dell’Ordine
per la elezione delle cariche
1. Il presidente del consiglio uscente o, nell’ipotesi pre-
vista dall’articolo 15 della legge 18 gennaio 1994, n. 59,
il commissario straordinario, entro otto giorni dalla pro-
clamazione, convoca il nuovo consiglio per l’elezione
delle cariche.
2. La riunione del consiglio è presieduta dal membro più
anziano per iscrizione all’albo e, in caso di pari anzia-
nità, dal più anziano per età. Le funzioni di segretario
sono esercitate dal membro più giovane per anzianità di
iscrizione, e in caso di pari anzianità, dal più giovane di
età.
3. Alla riunione si applicano le disposizioni di cui all’ar-
ticolo 13, commi 2, 3 e 4.
Art. 13.
Riunioni del consiglio dell’Ordine
1. Il consiglio è convocato dal presidente ogni qualvolta
lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta motivata
richiesta dalla maggioranza dei membri e, comunque,
almeno una volta ogni sei mesi.
2. Le riunioni del consiglio sono valide se sia presente la
maggioranza dei suoi componenti.
3. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei voti
dei presenti; in caso di parità di voti prevale, in materia
disciplinare, la decisione più favorevole all’incolpato; in
ogni altra materia prevale il voto del presidente o di chi
ne fa le veci.
4. Il verbale di ogni riunione è redatto dal segretario sotto
la direzione del presidente, ed è sottoscritto da entrambi.
Art. 14.
Elezione dei consigli degli ordini di nuova costituzione
1. Il consiglio straordinario di cui all’articolo 18 della
legge 18 gennaio 1994, n. 59, è costituito da tre compo-
nenti scelti dal Ministro di grazia e giustizia all’interno
di terne proposte dal consiglio dell’Ordine nazionale.
2. Il consiglio straordinario, dopo aver provveduto alla
prima formazione dell’albo, lo trasmette al Ministero di
grazia e giustizia, il quale, verificata la sussistenza del
numero degli iscritti necessario per la costituzione del
nuovo ordine, incarica lo stesso consiglio di indire l’as-
semblea per l’elezione del consiglio dell’ordine.
3. Le funzioni di presidente e di segretario del seggio
elettorale sono svolte, rispettivamente, dal presidente del
consiglio straordinario e da un componente del consiglio
da esso designato.
Nota all’art. 14:- Si trascrive il testo dell’art. 18 della legge 18 gen-
naio 1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimen-
tare):
“Art. 18 (Costituzione di nuovi ordini – Fusioni).
1.Il Ministro di grazia e giustizia, qualora il consiglio dell’ordine
nazionale dei tecnologi alimentari esprima parere favorevole alla
costituzione di un nuovo ordine regionale, nomina un consiglio stra-
ordinario con l’incarico di provvedere alla prima formazione dell’albo
ed alla convocazione dell’assemblea per l’elezione del consiglio.
2. Quando in un ordine viene a mancare il numero minimo di iscritti
all’albo indicato nell’art. 9, comma 1, il Ministro di grazia e giustizia
può disporne la fusione con altro ordine, sentito il parere del consiglio
dell’ordine nazionale”.
Art. 15.
Fusioni di ordini
1. La fusione di due o più ordini di regioni viciniori è
disposta dal Ministro di grazia e giustizia su parere del
consiglio dell’Ordine nazionale, che ne indica la sede in
considerazione del rispettivo numero di iscritti.
2. I presidenti degli ordini regionali interessati trasmet-
tono entro trenta giorni dal provvedimento di fusione
al consiglio dell’ordine di nuova costituzione, gli atti
aggiornati ed i fascicoli personali degli iscritti, nonchè
gli archivi degli ordini medesimi.
3. Nei venti giorni successivi il presidente del consiglio
dell’ordine designato dal Ministero di grazia e giustizia
convoca l’assemblea per l’elezione del nuovo consiglio
dell’ordine, che si svolgerà con le modalità indicate negli
articoli 6, 7, 8, 9, 10 e 11.
4. Entro sei mesi dalla sua elezione, il nuovo consiglio
provvede alla pubblicazione del nuovo albo ed alla sosti-
tuzione delle tessere e dei timbri professionali degli
iscritti.
Art. 16.
Riunioni e convegni
1. Nell’ambito delle attribuzioni demandategli dalla
legge, il consiglio dell’ordine regionale può promuovere
riunioni, convegni, congressi e studi interessanti la cate-
goria.
TITOLO III
CONSIGLIO DELL’ORDINE NAZIONALE DEI
TECNOLOGI ALIMENTARI
Art. 17.
Attribuzioni del consiglio dell’Ordine nazionale
1. Nell’esercizio delle sue attribuzioni il consiglio del-
l’Ordine nazionale emana direttive al fine di coordinare e
uniformare le attività e gli indirizzi degli ordini regionali
e, su richiesta del Ministero di grazia e giustizia, forni-
sce pareri concernenti problematiche di interesse gene-
rale dell’ordine professionale.
Art. 18.
Elezione del consiglio dell’Ordine nazionale
1. Il consiglio di ogni ordine regionale comunica alla
commissione prevista all’articolo 23, comma 4, della
legge 18 gennaio 1994, n.59, le generalità, il domicilio e
i dati di iscrizione all’albo del candidato o dei candidati
eletti, nonchè il numero degli iscritti dell’ordine.
2. La commissione, verificata l’osservanza delle norme
di legge, forma la graduatoria dei designati e proclama
eletti i primi undici, secondo il numero dei voti riportati
da ciascuno in base ai criteri previsti dall’articolo 23
della legge 18 gennaio 1994, n. 59.
3. I risultati delle elezioni sono pubblicati nel Bollettino
ufficiale del Ministero di grazia e giustizia e sono comu-
nicati alla segreteria del consiglio dell’Ordine nazio-
nale.
Nota all’art. 18:- Si riporta il testo dell’art. 23 della legge 18 gennaio
1994, n. 54 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 23 (Designazione dei membri del consiglio dell’Ordine nazio-
nale).
1. Per la designazione dei membri del consiglio dell’ordine nazionale,
il consiglio di ogni ordine regionale elegge un candidato ogni cin-
quanta iscritti o frazione di cinquanta. Il candidato può anche essere
scelto fra gli iscritti di altri ordini regionali della categoria. In caso di
parità di voti e’preferito il più anziano per iscrizione e, tra coloro che
abbiano uguale anzianità di iscrizione, il più anziano per età.
2. La designazione ha luogo non prima del trentesimo e non dopo
il quindicesimo giorno antecedente la data di scadenza del consiglio
dell’ordine nazionale in carica.
3. Si intendono designati a membri del consiglio nazionale i candi-
dati che hanno riportato il maggior numero di voti. A ciascun ordine
spetta un voto ogni cinquanta iscritti o frazione di cinquanta. In caso
di parità di voti si applica la disposizione di cui al comma1.
4. Ogni ordine comunica il risultato della votazione ad una commis-
sione nominata dal Ministro di grazia e giustizia, composta da cinque
professionisti che, verificati il rispetto dei termini e la regolarità delle
operazioni elettorali, accerta il risultato complessivo della votazione
e ne ordina la pubblicazione nel Bollettino ufficiale del Ministero di
grazia e giustizia”.
Art. 19.
Riunioni del consiglio dell’Ordine nazionale
1. Le riunioni del consiglio sono valide se è presente la
maggioranza dei suoi componenti.
2. Le deliberazioni sono adottate secondo quanto previ-
sto dal comma 3 dell’articolo 13.
Art.20.
Riunioni e convegni
1. Nell’ambito delle attribuzioni demandategli dalla
legge, il consiglio dell’Ordine nazionale coordina le ini-
ziative dei consigli dell’ordine previste dall’articolo 15
del presente regolamento, può organizzare riunioni, con-
vegni e congressi a livello nazionale, e dispone la parteci-
pazione di propri rappresentanti a riunioni internazionali
interessanti la categoria.
TITOLO IV
ISCRIZIONE ALL’ALBO, TRASFERIMENTO
CANCELLAZIONE
Art. 21.
Domanda di iscrizione all’albo
1. La domanda di iscrizione all’albo, redatta in confor-
mità alle vigenti disposizioni di legge in materia di
bollo, è diretta al consiglio dell’ordine ed è presentata
direttamente, ovvero spedita a mezzo di lettera racco-
mandata con avviso di ricevimento. La domanda deve
essere diretta al consiglio dell’ordine nella cui circoscri-
zione ricade la residenza dell’istante ovvero, nel caso di
domanda presentata da cittadino europeo non residente
in Italia, al consiglio dell’ordine nella cui circoscrizione
ricade il suo domicilio professionale.
2. Nella domanda il richiedente dichiara:
a) il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita;
b) la residenza e il domicilio professionale;
c) la cittadinanza;
d) di godere dei diritti civili;
e) il titolo di studio posseduto;
f) di avere conseguito l’abilitazione all’esercizio della
professione di tecnologo alimentare;
g) il proprio stato giuridico professionale, ai sensi del-
l’articolo 3, della legge 18 gennaio 1994, n.59;
h) di non avere precedenti penali, provvedendo, diversa-
mente, ad indicarli;
i) il domicilio, nella circoscrizione dell’ordine al cui albo
si chiede di essere iscritti, presso il quale intende ricevere
tutte le comunicazioni e notificazioni, con l’impegno a
comunicare le eventuali variazioni.
3. Alla domanda va allegata la seguente documenta-
zione:
a) certificazioni, in originale o in copia autentica, con-
cernenti i dati e la ricorrenza dei requisiti indicati nel
comma 2, ovvero, nei casi previsti dalle vigenti disposi-
zioni di legge in materia, le relative dichiarazioni sosti-
tutive;
b) ricevuta del versamento effettuato presso la segreteria
dell’ordine della tassa di iscrizione fissata dal consiglio
dell’ordine;
c) ricevuta del versamento in conto corrente postale della
tassa di concessione governativa prevista dall’articolo 22
della tariffa annessa al decreto del Ministro delle finanze
28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
303 del 30 dicembre 1995.
4. Ove necessario, l’aspirante che non sia cittadino ita-
liano o di uno Stato membro dell’Unione europea deve,
inoltre, produrre attestazione del Ministero degli affari
esteri, comprovante l’esistenza del trattamento di reci-
procita’ nello Stato di appartenenza.
Note all’art. 21:- Per il testo dell’art. 3 della legge 18 gennaio 1994,n.
59, vd. supra in nota all’art. 1.- Si trascrive il testo dell’art. 22 della
tariffa ammessa del decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre
1985, recante: “Approvazione della nuova tariffa delle tasse sulle
concessioni governative”.
Titolo VII
PROFESSIONI, ARTI E MESTIERI
art.22 Iscrizioni riguardanti le voci della tariffa soppresse dall’art. 3,
comma 138, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e precedentemente
iscritte agli articoli sottoindicati della tariffa approvata con il decreto
ministeriale 20 agosto 1992, pubblicato nel supplemento ordinario
   
n. 106 alla Gazzetta Ufficiale n. 96 del 21 agosto 1992 
1.Mediatori nel ruolo delle camere di commercio industria, artigia-
nato e agricoltura (art. 70);
2.Costruttori, imprese ammesse a gestire in appalto dell’Ente ferrovie
dello Stato e imprese ammesse a gestire servizi di raccolta, trasporto
e smaltimenso dei rifiuti urbani (art. 71);
3.Esercenti imprese di spedizione per terra, per mare e per aria ed
esportatori dei prodotti ortofrutticoli (art. 72);
4.Agenti di assicurazione e mediatori di assicurazione (art.73);
5.Periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni ai veicoli
a motore ed ai natanti(art. 74);
6.Concessionari del servizio di riscossione dei tribute collettori (art. 75);
7.Giornali e periodici (art. 82);
8.Esercizio di attivita’ industriali o commerciali e di professioni arti o
mestieri (art. 86). Ammontare delle tasse: £ 250.000
Art. 22.
Cambi di residenza e domicili professionali.
Trasferimenti
1. In caso di cambio di residenza o di domicilio pro-
fessionale l’iscritto è tenuto a darne comunicazione con
lettera raccomandata al consiglio dell’ordine di apparte-
nenza entro il termine di sessanta giorni.
2. Il provvedimento di cancellazione previsto dall’arti-
colo 28, comma 1, della legge 18 gennaio 1994, n. 59,
per il venir meno del requisito di cui all’articolo 27,
comma 1, lettera d), è adottato nei confronti dei cittadini
dell’Unione europea non residenti in Italia in seguito alla
mancata conservazione del domicilio professionale nella
circoscrizione dell’ordine presso il cui albo sono iscritti.
3. Alla eventuale domanda di trasferimento vanno allegati
i certificati, in originale o copia autentica, attestanti l’as-
senza delle circostanze indicate all’articolo 27, comma
9, della legge 18 gennaio 1994, n. 59.
4. In caso di accoglimento della domanda, l’interessato
è tenuto a corrispondere la tassa di iscrizione stabilita
dal consiglio dell’ordine nel cui albo viene trasferito. Nel
nuovo albo è conservata l’anzianità risultante dall’albo
di provenienza.
5. Il consiglio dell’ordine di provenienza è tenuto a tra-
smettere a quello di nuova iscrizione il fascicolo perso-
nale dell’interessato.
Note all’art. 22:- Si trascrive il testo dell’art. 28 della legge 18
gennaio 1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecno-
logo alimentare):
“Art. 28 (Cancellazione e sospensione dall’albo).
1. Il consiglio dell’ordine dispone la cancellazione dell’iscritto
dall’albo d’ufficio o su richiesta del Ministero di grazia e giu-
stizia quando sia venuto meno uno dei requisiti di cui all’art.
27, comma 1, lettere a) , b) , c) e d).
2. L’ iscritto che per oltre dodici mesi non  adempia all’obbligo
del pagamento dei contributi dovuti può, a norma dell’art. 13,
comma 1, lettera m), essere sospeso dall’albo.
3. La sospensione per morosità non è soggetta a limiti di durata
ed è revocata con provvedimento del consiglio dell’ordine
quando l’iscritto dimostra di aver corrisposto integralmente i
contributi dovuti.
4. Per il provvedimento di cancellazione nonchè per quello di
sospensione per morosità si osservano, in quanto applicabili,
le norme previste per il procedimento disciplinare”.
Si riporta il testo dell’art. 27 della legge 18 gennaio 1994, n.
59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 27 (Iscrizione all’albo – Trasferimenti).
1. I requisiti per l’iscrizione all’albo sono:
a) essere cittadino italiano o di uno Stato membro della Comu-
nità economica europea o cittadino di uno Stato con il quale
esiste trattamento di reciprocità;
b) godere dei diritti civili;
c) avere conseguito l’abilitazione all’esercizio della profes-
sione di tecnologo alimentare;
d) avere la residenza nella circoscrizione dell’ordine al cui
albo si chiede di essere iscritti;
e) precisare il proprio stato giuridico professionale.
2. Non possono ottenere l’iscrizione coloro che anno riportato
condanne che, a norma dell’art. 35, comma 2, comportano la
radiazione dall’albo.
3. Il consiglio dell’ordine delibera nel termine di tre mesi dalla
presentazione della domanda di iscrizione; la delibera adottata
su relazione di un membro del consiglio dell’ordine, è moti-
vata.
4. Qualora il consiglio dell’ordine non abbia provveduto entro
il termine stabilito dal comma 3, l’interessato può, entro i
trenta giorni successivi, proporre ricorso, a norma dell’art. 22,
comma 1, lettera i), al consiglio dell’ordine nazionale che,
richiamati gli atti, decide sulla domanda di iscrizione.
5. Il rigetto della domanda per motivi di incompatibilità o di
condotta può essere pronunciato solo dopo che l’interessato è
stato invitato a comparire davanti al consiglio.
6. Non è consentita la contemporanea iscrizione a più albi.
7. Nel caso di variazione dello stato giuridicoprofessionale e
nel caso di trasferimento per mutamento di residenza, l’iscritto
è tenuto a darne comunicazione al consiglio dell’ordine, a
mezzo di lettera raccomandata, entro sessanta giorni.
8. Gli iscritti nell’albo che si trasferiscono all’estero possono
conservare l’iscrizione all’albo dell’ordine nel quale figura-
vano iscritti prima dell’espatrio.
9. Non è consentito il trasferimento dell’iscrizione quando il
richiedente è sottoposto a procedimento penale o disciplinare,
ovvero è sospeso dall’albo”.
Art. 23.
Reiscrizione
1. Per ottenere la reiscrizione all’albo interessato, oltre a
comprovare la cessazione della causa che ne aveva deter-
minato la cancellazione, deve dichiarare di essere tuttora
in possesso degli altri requisiti prescritti per l’iscrizione
e produrre i documenti di cui all’articolo 21, comma 3,
lettere b) e c).
Art. 24.
Tessera di riconoscimento
1. Il presidente del consiglio dell’ordine, a spese               
dell’iscritto all’albo, rilascia all’interessato una tessera
di riconoscimento, con l’indicazione della sua situazione
giuridicoprofessionale, ai sensi dell’articolo 3 della legge
18 gennaio 1994, n. 59.
2. La tessera, munita di fotografia, reca il timbro a secco
del consiglio dell’ordine regionale, è firmata dal presi-
dente e dal segretario del consiglio ed indica il numero
d’ordine di iscrizione del titolare.
3. Nel caso di trasferimento per cambio di residenza,
il presidente del consiglio dell’ordine presso il quale il
professionista ha ottenuto il trasferimento rilascia all’in-
teressato una nuova tessera di riconoscimento. Il profes-
sionista è tenuto a restituire all’ordine di provenienza, nel
più breve tempo possibile, la tessera precedentemente
rilasciatagli.
Nota all’art. 24:- Per il testo dell’art. 3 della legge 18 dicembre
1994,n. 59, vd. supra in nota all’art. 1.
Art. 25.
Timbro professionale
1. Il consiglio dell’ordine rilascia all’iscritto all’albo che
ne faccia richiesta, ed a spese del medesimo, un timbro
recante la denominazione dell’ordine nonchè il cognome,
il nome ed il numero d’ordine di iscrizione dell’interes-
sato. Al professionista iscritto all’albo con annotazione
a margine, il timbro viene consegnato in conformità a
quanto stabilito all’articolo 1, comma 2.
2. Nel caso di trasferimento per cambio di residenza
l’iscritto deve restituire il timbro rilasciatogli dall’or-
dine di provenienza e può richiederne un altro all’ordine
presso cui si è trasferito.
TITOLO V
SANZIONI DISCIPLINARI – PROCEDIMENTO
Art. 26.
Sospensione, cancellazione e radiazione
1. La sospensione dell’iscritto dall’esercizio professio-
nale e la cancellazione o radiazione dall’albo compor-
tano la restituzione al consiglio dell’ordine della tessera
di riconoscimento e del timbro professionale per tutta la
durata della sanzione.
2. Ove l’iscritto non provveda spontaneamente alla resti-
tuzione di cui al comma 1, il consiglio dell’ordine lo
invita con lettera raccomandata, a provvedere al più
presto: trascorsi inutilmente quindici giorni, il consiglio
dell’ordine ne dà comunicazione al procuratore della
Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha
sede l’ordine e per conoscenza al Ministro di grazia e
giustizia ed al consiglio dell’Ordine nazionale.
Art. 27.
Invito a comparire
1. L’invito a comparire dinanzi al consiglio dell’ordine,
per procedere all’audizione prevista dall’articolo 40,
comma 2, dellalegge 18 gennaio 1994, n. 59, è comu-
nicato all’interessato almeno trenta giorni liberi prima
della data fissata per la comparizione e deve contenere:
a) le generalità dell’incolpato;
b) la menzione circostanziata degli addebiti;
c) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della
comparizione, con l’avvertimento che, in caso di man-
cata comparizione dell’incolpato, si procederà in sua
assenza;
d) il termine, non inferiore a dieci giorni dalla comu-
nicazione dell’invito, entro il quale l’interessato potrà
prendere visione degli atti del procedimento e presentare
memorie e documenti;
e) la data e la sottoscrizione del presidente.
Nota all’art. 27:- Si trascrive il testo dell’art. 40 della legge 18 gen-
naio 1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimen-
tare):
“Art. 40 (Svolgimento del procedimento disciplinare).
1.Il presidente nomina, tra i membri del consiglio dell’ordine, un rela-
tore il quale, nel giorno fissato per il procedimento, espone al consi-
glio i fatti per cui si procede.
2.Il consiglio, udito l’interessato ed esaminati gli eventuali memorie
e documenti, delibera a maggioranza dei presenti; in caso di parità di
voti prevale la decisione più favorevole all’incolpato.
3.Se l’interessato non si presenta o non fa pervenire alcuna memoria
difensiva, nè dimostra un legittimo impedimento, si procede in sua
assenza.
4.La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti, i motivi
della decisione e la decisione del consiglio.
5.Il proscioglimento è pronunciato con la formula: “Non essere luogo
a provvedimento disciplinare”.
Art. 28.
Esecuzione provvisoria
1. L’esecuzione provvisoria delle sanzioni disciplinari
della sospensione e della radiazione può essere disposta
ai sensi dell’articolo 43 della legge 18 gennaio 1994, n.
59, quando la gravità dei fatti o le modalità o le circo-
stanze della condotta inducano a ritenere che la prose-
cuzione dell’attività professionale possa arrecare grave
pregiudizio all’Ordine professionale.
Nota all’art. 28:- Si riporta il testo dell’art. 43 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnlogo alimentare);
“Art. 43 (Esecuzione provvisoria). – 1. Il consiglio dell’ordine, nel-
l’applicare le sanzioni disciplinari della sospensione o della radia-
zione, può ordinarne provvisoriamente l’immediata esecuzione anche
quando sia stato presentato ricorso”.
TITOLO VI
IMPUGNAZIONI
Art. 29.
Ricorsi avverso le decisioni del consiglio dell’ordine e
ricorsi in materia elettorale e disciplinare
1. Il ricorso al consiglio dell’Ordine nazionale è presen-
tato o notificato nel termine prescritto dall’articolo 45
della legge 18 gennaio 1994, n. 59, al consiglio dell’or-
dine competente; se ricorrente è il professionista, all’ori-
ginale in bollo del ricorso sono allegate due copie in
carta libera.
2. Il segretario del consiglio dell’ordine annota a mar-
gine del ricorso la data di presentazione, rilasciandone
ricevuta, in caso di presentazione a mano, e lo trasmette
in copia, senza ritardo, al procuratore della Repubblica
presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’or-
dine, se ricorrente è il professionista, ovvero al profes-
sionista, se ricorrente è il procuratore della Repubblica.
3. Il ricorso contiene i motivi su cui si fonda ed è corre-
dato:
a) della indicazione degli estremi del provvedimento
impugnato e, se il ricorso riguarda la materia elettorale,
degli estremi della elezione cui si riferisce e, se del caso,
della proclamazione del risultato elettorale;
b) dei documenti eventualmente ritenuti necessari a com-
provarne il fondamento.
4. Quando non sia proposto dal procuratore della Repub-
blica, il ricorso è accompagnato dalla ricevuta del versa-
mento, eseguito presso un ufficio del registro, della tassa
stabilita dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 261, e suc-
cessive modificazioni, e contiene l’indicazione del reca-
pito al quale l’interessato intende siano fatte le eventuali
comunicazioni o notificazioni da parte del consiglio del-
l’Ordine nazionale. In mancanza di tale indicazione, le
comunicazioni e le notificazioni sono inviate al recapito
indicato ai sensi dell’articolo 21, comma 2, lettera i).
5. Il ricorso e gli atti del procedimento rimangono depo-
sitati presso il consiglio dell’ordine per un periodo non
inferiore a trenta giorni nel quale il procuratore della
Repubblica e l’interessato possono prendere visione degli
atti depositati, proporre deduzioni e produrre documenti.
Nei dieci giorni successivi è consentita la proposizione
di motivi aggiunti.
6. Il consiglio dell’ordine, decorsi i termini di cui al
comma 5, trasmette, nei quindici giorni successivi, al
consiglio dell’Ordine nazionale il ricorso ad esso presen-
tato o notificato, unitamente alla prova della comunica-
zione di cui al secondo comma e al fascicolo degli atti.
Note all’art. 29:- Si riporta il testo dell’art. 45 della legge 18 gennaio
1994, n. 54 (Ordinamento della professione di tecnologo alimen-
tare):
“Art. 49 (Ricorsi). – 1. Le decisioni del consiglio dell’ordine in mate-
ria di iscrizione, cancellazione e reiscrizione all’albo, nonchè in mate-
ria disciplinare, sono impugnabili dagli interessati e dal procuratore
della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di regione, con
ricorso al consiglio dell’ordine nazionale, nel termine perentorio di
trenta giorni dalla loro comunicazione o notificazione.
2. Il ricorso al consiglio dell’ordine nazionale è presentato o notifi-
cato al consiglio dell’ordine che ha emesso la deliberazione impu-
gnata.
3. In materia di eleggibilità e di regolarità delle operazioni elettorali,
ogni iscritto all’albo ed il procuratore della Repubblica competente a
norma del comma1 possono proporre ricorso al consiglio dell’ordine
nazionale, nel termine perentorio di trenta giorni dalla proclamazione
degli eletti.
4. Salvo che in materia elettorale e nel caso di cui all’art. 43, il ricorso
al consiglio dell’ordine nazionale ha effetto sospensivo”.
Si trascrive il testo dell’art. 1 del decreto legislativo del Capo prov-
visorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 261 (Norme sulle tasse da
corrispondersi all’Erario per la partecipazione agli esami forensi, per
la nomina a revisori dei conti e per i ricorsi ai Consigli nazionali pro-
fessionali):
“Art. 1. – Le tasse da corrispondersi a favore dell’Erario nei casi sot-
toindicati sono cosi stabilite:
a) per la presentazione dei ricorsi ai Consigli nazionali delle profes-
sioni indicate negli articoli 1 e 18 del decreto legislativo luogo tenen-
ziale 23 novembre 1944, n. 382, lire 800;
b) per gli esami di procuratore e di avvocato, lire 1600;
c) per gli esami per l’iscrizione nell’albo speciale degli avvocati
ammessi al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, lire 2400;
d) per l’iscrizione nell’albo speciale di cui alla lettera precedente, lire
2400;
e) per la partecipazione alle sessioni per la nomina a revisore dei
conti, lire 2400″.
Art. 30.
Trattazione del ricorso
1.Il presidente del consiglio dell’Ordine nazionale, entro
trenta giorni dalla ricezione del ricorso, nomina il rela-
tore e fissa la seduta di trattazione per una data compresa
nei trenta giorni successivi.
Art. 31.
Verbale delle sedute
1. Il verbale delle sedute del consiglio dell’Ordine nazio-
nale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente e
dal segretario stesso contiene:
a) il giorno, il mese e l’anno in cui ha avuto luogo la
seduta;
b) il nome del presidente, dei membri e del segretario
intervenuti;
c) l’indicazione dei ricorsi esaminati;
d) i provvedimenti presi in ordine a ciascun ricorso.
Art. 32.
Integrazione dei collegi giudicanti i ricorsi
contro le decisioni del consiglio dell’Ordine nazionale
1.Qualora nell’albo di un ordine non risultino iscritti tec-
nologi alimentari aventi i requisiti richiesti dall’articolo
49, comma 4, della legge 18 gennaio 1994, n. 59, oppure
risultino in numero insufficiente per la integrazione dei
collegi giudicanti del tribunale e della corte d’appello, il
Consiglio superiore della magistratura, o per sua delega,
il presidente della corte d’appello del distretto, sceglie
tecnologi alimentari tra gli iscritti negli albi di altri ordini
viciniori.
Nota all’art. 32:- Si trascrive il testo dell’art. 49 della legge 18gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art. 49 (Ricorso contro le decisioni del consiglio dell’ordine nazio-
nale).
1. Le decisioni del consigliodell’ordine nazionale pronunciate sui
ricorsi in materia di iscrizione, cancellazione o reiscrizione all’albo,
nonchè in materia disciplinare o elettorale, possono essere impugnate,
nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione, dall’inte-
ressato o dal procuratore della Repubblica competente per territorio,
davanti al tribunale del capoluogo di regione ove ha sede l’ordine che
ha emesso la decisione o presso il quale si e svolta l’elezione conte-
stata.
2. La sentenza del tribunale può essere impugnata davanti alla Corte
di appello, nel termine di trenta giorni dalla notificazione, dall’inte-
ressato, dal procuratore della Repubblica o dal procuratore generale
della Repubblica competenti per territorio.
3. Sia presso il tribunale che presso la Corte di appello il collegio giu-
dicante è integrato da un tecnologo alimentare.
4. Per la finalità di cui al comma 3, per ciascun tribunale e per cia-
scuna Corte d’appello, nella cui circoscrizione ha sede un ordine,
sono nominati ogni triennio dal Consiglio superiore della magistra-
tura o, per sua delega, dal presidente della Corte di appello del
distretto, due tecnologi alimentari, dei quali uno in qualità di com-
ponente effettivo e uno supplente, scelti tra gli iscritti all’albo che
siano cittadini italiani, di età non inferiore ai trenta anni e che abbiano
una anzianità di iscrizione all’albo di almeno cinque anni. Il requisito
dell’anzianità di iscrizione all’albo si applica a partire dal sesto anno
dalla data di prima formazione dell’albo ai sensi dell’art. 52.
5. Il tribunale e la corte di appello provvedono in camera di consiglio,
con sentenza, sentiti il pubblico ministero e gli interessati.
6. Il ricorso per cassazione è proponibile anche dal procuratore gene-
rale della Repubblica presso la Corte di appello nel termine di ses-
santa giorni dalla pubblicazione della sentenza.
7. La sentenza può annullare, revocare o modificare la delibera impu-
gnata”.
TITOLO VII
ONORARI, INDENNITA’ E SPESE
Art. 33.
Tentativo di conciliazione
1. Il consiglio dell’ordine, prima di procedere alla liqui-
dazione degli onorari, delle indennità e delle spese dovute
per le prestazioni professionali svolte dagli iscritti, ha la
facoltà, nel caso in cui il cliente abbia mosso contesta-
zioni all’iscritto in merito all’entità della parcella, di sen-
tire gli interessati e di tentare la conciliazione.
TITOLO VIII
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 34.
Notificazioni e comunicazioni
1. Salvo che non sia altrimenti disposto, le comunica-
zioni e le notificazioni previste dalla legge 18 gennaio
1994, n. 59 e dal presente regolamento sono eseguite,
rispettivamente, a mezzo di lettera raccomandata con
ricevuta di ritorno, e da un ufficiale giudiziario, anche
per mezzo del servizio posta le, su richiesta della segre-
teria del consiglio dell’ordine regionale o nazionale.
2. Comunicazioni e notificazioni sono indirizzate al
domicilio indicato dall’iscritto ai sensi dell’articolo 21,
comma 2, letterai). In caso di mancato recapito per irre-
peribilità dell’interessato presso il domicilio indicato,
esse sono depositate ad ogni effetto, presso la segreteria
del consiglio dell’ordine per un periodo di sessanta giorni,
salvo quanto prescritto dall’articolo 29, comma 4.
Art. 35.
Commissari per la prima formazione degli albi
1. I magistrati che svolgono funzioni presso gli uffici
giudiziari avanti ai quali possono essere proposte azioni
relative alla formazione degli albi, non possono essere
nominati commissari aisensi dell’articolo 52, della legge
18 gennaio 1994, n. 59.
Nota all’art. 35:- Si riporta il testo dell’art. 52 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimentare):
“Art 52 (Prima formazione dell’albo e costituzione dei consigli degli
ordini regionali).
1. Nella prima applicazione della presente legge, i presidenti dei tri-
bunali dei capoluoghi di regione, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge medesima, nominano un commissario
che provvede alla formazione dell’albo professionale degli aventi
diritto all’iscrizione a norma dell’art. 53. Qualora gli aventi diritto
all’iscrizione in una regione siano in numero inferiore a quindici, essi
sono iscritti all’albo di altro ordine viciniore determinato dal Ministro
di grazia e giustizia con proprio decreto.
2. I commissari, entro tre mesi dalla pubblicazione dei risultati della
sessione speciale dell’esame di Stato di cui all’art. 53, indicono le
elezioni per i consigli degli ordini regionali”.
Art. 36.
Prima formazione dell’albo
1. Entro trenta giorni dalla pubblicazione dei risultati
della sessione speciale dell’esame di Stato di cui all’arti-
colo 53 della legge 18 gennaio 1994, n. 59, gli interessati
devono presentare domanda di iscrizione all’albo, indi-
rizzandola al commissario presso il tribunale del capo-
luogo di regione.
2. Per le modalità di presentazione ed il contenuto della
domandasi applicano, in quanto compatibili, le disposi-
zioni indicate nell’articolo 21, commi 1, 2, 3, lettere a) e
c), e 4.
Note all’art. 36:- Si riporta il testo dell’art. 53 della legge 18 gennaio
1994, n. 59 (Ordinamento della professione di tecnologo alimen-
tare):
“Art. 53 (Sessione speciale dell’esame di Stato).
1. Nella prima applicazione della presente legge, è tenuta una ses-
sione speciale dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della
professione, consistente in un colloquio di idoneità, al quale sono
ammessi coloro che siano in possesso del diploma di laurea in scienze
e tecnologie alimentari alla data di emanazione del decreto di cui al
comma 2 del presente articolo e che presentino i requisiti previsti dal-
l’art. 27, commi 1, lettere a) , b) , d) ed e), e 2.
2. Le modalità per lo svolgimento della sessione speciale dell’esame
di Stato di cui al comma 1 sono stabilite con decreto del Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, da emanare,
sentito il Ministro della pubblica istruzione, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge.”. – Per il testo dell’art. 52
della legge 18 gennaio 1994, n. 59, vd. supra in nota all’art. 35.
Art. 37.
Elezioni per la prima costituzione dei consigli degli
ordini regionali
1.In occasione delle elezioni previste dall’articolo 52,
comma 2, della legge 18 gennaio 1994, n. 59, le fun-
zioni di presidente e di segretario del seggio sono svolte,
rispettivamente, dal commissario e da un professionista
iscritto all’albo, da questi designato.
2. Anche in tal caso si applicano le disposizioni della
legge 18gennaio 1994, n. 59, e del presente regolamento
relative alle elezioni dei consigli degli ordini. Il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e
di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 12 luglio 1999
CIAMPI
D’Alema, Presidente del Consiglio dei Ministri
Diliberto, Ministro di grazia e giustizia
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 1999 Atti di
Governo, registro n. 117, foglio n. 12

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