Doping scolastico: uno studente su 4 prende farmaci per gli esami

Doping scolastico: uno studente su 4 prende farmaci per gli esami

Addio caffettiere piene, germogli di ginseng e cibi energetici: i vecchi rimedi non bastano più.

Per ottenere buoni voti, gli studenti non esitano ad assumere farmaci, mettendo così a rischio la propria salute.

Questo è il risultato di uno studio dell’Università di Sidney, diretto dal dottor Vince Cakic e pubblicato sul “Journal of Medical Ethics”

Innanzitutto, i ricercatori fanno notare come il fenomeno non sia più di nicchia: secondo le loro indagine il 25% degli studenti dei college USA sostiene gli esami sotto l’effetto di
sostanze dopanti.

I motivi di tale comportamento sono essenzialmente due: il risparmio di tempo e la sottovalutazione dei prodotti.

In primis, gli aiuti chimici consentono di “concentrare” lo studio, permettendo al soggetto di dedicare meno tempo ai libri e più tempo.

Inoltre, e secondo i medici questa è la cosa peggiore, i consumatori non capiscono gli effetti a lungo termine. Anfetamine, metilfenidati e modafinile (secondo la squadra del dottor
Cakic, sono queste le droghe più gettonate) sono veri e propri farmaci, di norma usati per la cura di disturbi come il morbo di Alzheimer, l’iperattività ed il deficit
d’attenzione.
Se perciò usate in maniera impropria possono provocare problemi di salute, non ultime dipendenza ed assuefazione.

Il dotto Cakic descrive così un futuro non troppo lontano dove, per tutelare gli studenti e garantire la regolarità degli esami, le autorità scolastiche dovranno imporre le
stesse misure usate nello sport professionistico per combattere il doping. Conclude Cakic: “Bisognerà presto ipotizzare uno scenario in cui agli studenti che si presentano a sostenere un
esame venga richiesto anche un campione di urina”.

Matteo Clerici

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