Doping, patti territoriali e sempre più controlli per sconfiggerlo
4 Dicembre 2007
Toscana, 3 Dicembre 2007 – Patti territoriali contro l’uso di farmaci e per promuovere i valori positivi dello sport, intensificazione dei controlli nei settori sportivi giovanili e
amatoriali, accreditamento ministeriale del Laboratorio antidoping regionale, la Regione Toscana, grazie all’attivazione di tutta una serie di strumenti, ha dichiarato ufficialmente guerra al
doping.
I patti territoriali finora sottoscritti sono tre. Il primo è stato firmato nel novembre 2004, e riguarda il comprensorio di Sesto Fiorentino, il secondo (gennaio 2007) quello
empolese-valdelsa ed il terzo (nel maggio 2007) quello mugellano. Il punto di forza di tutti e tre gli accordi, che coinvolgono Regione, aziende sanitarie, associazioni sportive, Coni e
istituzioni locali, sta soprattutto nelle sanzioni applicate alle società sportive in caso di positività ai test di propri atleti tesserati. Anzitutto viene stabilito che la firma
del patto costituisce la condizione necessaria sia per poter usufruire dei finanziamenti che per poter utilizzare gli impianti messi a disposizione dal Comune di appartenenza. Qualora venga
accertata la partecipazione attiva della società alla somministrazione dei prodotti dopanti (da parte di un dirigente, medico o allenatore) questa subisce la perdita, per un periodo che
può andare da uno a tre anni, della possibilità di beneficiare sia dei finanziamenti che dell’uso degli impianti. La decisione spetterà al Comune che terrà conto del
giudizio espresso da un ‘collegio di saggi’.
In caso di positività di un atleta minorenne il periodo di sanzione viene raddoppiato. La recidività della società può comportare la revoca immediata della
convenzione per l’uso degli impianti sportivi. Il patto contiene inoltre tutta una serie di regole sull’uso di integratori alimentari, sul consenso informato per l’assunzione di farmaci,
sull’informazione alimentare e sportiva, sulla formazione dei tesserati delle società e sul comportamento da tenere durante le gare. Anche Il mancato rispetto delle regole su formazione,
informazione e comportamento sportivo, potrà far scattare le sanzioni. Altro passo importante per intensificare la battaglia toscana contro il doping nello sport è stato
l’accreditamento ministeriale del Laboratorio antidoping (Lad) della Toscana, avvenuto lo scorso 1° ottobre. Il Lad è stato istituito all’interno del Laboratorio di Sanità
Pubblica (LSP) dell’Azienda Sanitaria di Firenze ed ha iniziato la propria attività nel 2004. Il riconoscimento del ministero permetterà al Lad di accedere ai controlli, in gara e
fuori gara, organizzati dalla Commissione nazionale di vigilanza sul doping e la partecipazione alle campagne di prevenzione promosse e finanziate dal Ministero alla Salute. Si punta in tal
modo a rivolgersi al maggio numero di sportivi, specie quelli più giovani, coinvolgendo le istituzioni sportive (Federazioni sportive e Enti di promozione) e scolastiche.
Dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2007 il Lad ha effettuato complessivamente 2338 controlli, sorteggiando i campioni in più di 30 discipline sportive (compresi gli arbitri). 157 i casi
di positività riscontrati, con una percentuale totale del 6,7%. Le sostanze maggiormente riscontrate sono state cannabinoidi e cocaina. Tra le discipline più ‘controllate’ primo
posto per il calcio, con 1212 controlli; seguono volley 221, ciclismo 205, basket 98, nuoto e rugby 88.
Federico Taverniti




