Domani 3 scioperi dei treni
22 Gennaio 2009
Domani 23 gennaio ci sarà un triplo sciopero, tra i binari: uno nazionale, per sostenere la causa di riassunzione del macchinista delegato alla sicurezza Dante De Angelis
(indetto da alcuni delegati Rsu e Rls dell’Assemblea nazionale dei ferrovieri, organismo trasversale tra tutte le sigle sindacali); e due regionali, che coinvolgeranno la Liguria
e la Toscana. Motivazioni diverse li contraddistinguono, ma l’orario in cui i lavoratori delle ferrovie incroceranno le braccia è lo stesso in tutti e tre i casi: 8 ore di
stop dalle 9 alle 17.
Le Ferrovie sullo sciopero: nessuna ripercussione significativa
Le Ferrovie intervengono nel merito con un comunicato ufficiale diramato lunedì scorso: “Non sono previste ripercussioni significative sulla circolazione dei treni. Nessun
convoglio a media e lunga percorrenza dovrebbe infatti essere cancellato; mentre per quanto riguarda i treni locali, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore
mobilità pendolare (dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21)”.
L’Orsa: difficile fare previsioni. Il malumore dei lavoratori è diffuso
Sarà vero? Possibile che dopo che il ministro del Trasporti Matteoli aveva precettato 3 volte i precedenti scioperi per De Angelis, il quarto finalmente in dirittura
d’arrivo si riveli un “flop”?.
Giulio Moretti, il responsabile stampa e relazioni esterne dell’Orsa, il maggiore sindacato di rappresentanza dei ferrovieri, non ne è così sicuro: “È
vero che noi non aderiamo allo sciopero, e per questo i disagi potrebbero essere ridotti, ma il malumore nel settore sono particolarmente forti, e non me la sento di fare previsioni.
Non stiamo vivendo una condizione normale, per cui se manchiamo noi automaticamente lo sciopero avrà una scarsa adesione. I lavoratori sono esasperati, per il contratto scaduto
da un anno, per l’utilizzo anomalo dei turni a cui sta ricorrendo l’azienda, e molti di quelli che magari non vogliono sostenere con lo sciopero De Angelis, potrebbero
comunque aderire per manifestare un più generico dissenso”.
C’è chi vede una via d’uscita per De Angelis
Moretti non esita poi a spiegarci il motivo del mancato sostegno allo sciopero da parte dell’Orsa:
“Non vogliamo che il caso di De Angelis abbia una risoluzione in tempi biblici. Che venga riassunto magari dopo che lui e la sua famiglia abbia già
‘scontato’, in termini economici e di sofferenza psicologica, il licenziamento. In questo momento come Orsa abbiamo visto uno spiraglio con l’azienda per la
riassunzione, e vogliamo insistere sulla linea del dialogo e non dello scontro.
Le motivazioni degli scioperi regionali
Altri toni da Claudio Grimaldi, uno dei 5 membri della segreteria nazionale dell’Orsa, che raggiungiamo telefonicamente in Toscana per capire che dimensioni avrà lì
lo sciopero di domani: “Sicuramente in Liguria e Toscana l’adesione sarà alta; e anche se forse a livello nazionale ci saranno meno effetti, mi chiedo se le Ferrovie
si siano per caso dotate di una sfera di cristallo, quando prevedono “disagi minimi”.
Nelle due regioni l’Orsa ha proclamato lo sciopero per motivazioni diverse da quelle per De Angelis, che Grimaldi non esita a spiegarci: “Scioperiamo prima di tutto per
l’applicazione anomala dei turni di lavoro, che stanno creando una situazione di forte tensione tra i lavoratori. Non è possibile che un turno venga cambiato
all’ultimo, e – quando il lavoratore dice di no – gli si danno 3 giorni di sospensione. È una sanzione e un comportamento generale ingiustificabile”.
La crisi economica si ripercuote sui lavoratori
Ad ascoltare con attenzione Grimaldi, comunque, ci si accorge che le motivazioni sono ben più profonde: “la crisi economica aziendale si sta ripercuotendo sui lavoratori,
senza che le Ferrovie intervengano con le modifiche strutturali che potrebbero migliorare la situazione. L’azienda si sta muovendo con un uso strategico del potere disciplinare, e
non parlo del caso di De Angelis”. A cosa si riferisce? “Noi qui abbiamo delle procedure di sanzione specifiche. Ora si applicano sanzioni maggiori anche per i casi che
ne prevedono di più morbide. È un modo per indebolire i lavoratori e sbilanciare i rapporti di forza a favore dell’azienda”.
Se le Ferrovie fossero una nuova Alitalia?
Quali sono gli interventi strutturali che meriterebbero secondo lei un intervento, per migliorare la situazione? “Guardi qui c’è un frazionamento della struttura
lavorativa che non solo porta ad uno spreco di risorse, ma anche a risultati poco efficaci. Basti pensare che i turni di lavoro vengono fatti da 3 tipi di ‘squadre’: una che
si occupa del cargo merci, la seconda dei treni a lunga percorrenza e la terza organizza i regionali. Ma si rende conto che significa avere tre strutture, con personale diverso, per
fare la stessa cosa? Le sembra normale che mentre uno guida il treno arrivano due persone, da uffici diversi, per un foglio che magari può dire le stesse cose, oppure vanno
confrontati tra loro per capire?”
Sembra di stare a sentire i dipendenti Alitalia, che si lamentavano dei 3 sistemi operativi per i turni degli assistenti di volo, i piloti, e i lavoratori di terra. “Fosse solo
questa la similitudine. Anche qui si sta separando una parte buona da altre cattive. E anche qui i risultati, per i lavoratori, non so quali saranno”.
Le info sugli scioperi
Chiunque voglia avere informazioni sugli scioperi, potrà telefonare al call center di Trenitalia 89202, o consultare il sito http://www.ferroviedellostato.it.
Martina Aureli





