Dieta mediterranea, sconosciuta famosa per l’80% degli italiani

Dieta mediterranea, sconosciuta famosa per l’80% degli italiani

By Redazione

La dieta mediterranea è una sconosciuta famosa. E’ famosa, perché tutti ne parlano, riprendendo notizie presenti in giornali, TV o Web Ma, paradossalmente, è sconosciuta:
pochi, una volta interrogati concretamente, sanno definire le sue caratteristiche.

Questo il risultato degli studi ADI (Associazione Italiana di Dietetica e nutrizione clinica). Attualmente, il direttivo ADI è a Roma per l’apertura del XIV corso nazionale: “Dieta
mediterranea, dalla prevenzione alla gestione nutrizionale in patologia”.

Tra le personalità accorse, il presidente ADI Lucio Lucchin, che ha spiegato le informazioni ottenute.

Per Lucchin, la visione generale è negativa: “La stragrande maggioranza degli italiani (80%)e’ convinto di sapere che cos’è’ la dieta mediterranea”. Semplicemente, non è
così.

Gli errori principali sono due. Il più grande è ridurre la dieta mediterranea ad un elenco meccanico di cibi buoni (abbondare) e cibi cattivi (escludere o ridurre). Invece,
ricorda Lucchin, “nella nostra tradizione, non era solo riferito al mangiare: si associava la tavola a comportamenti”.

Aldilà dei cibi, dieta mediterranea vuol dire anche alimentazione sociale. Pasti e cene ad orari prestabiliti, con i membri della famiglia (o del gruppo di lavoro) tutti assieme: non
snack o fuori pasto consumati individualmente. Inoltre, egualmente trascurate, ci sono le buone pratiche connesse: il pisolino dopo pranzo (per digerire meglio) ed una giusta dose di moto.

Il secondo grande errore è l’eccessiva semplificazione, che porta a “Considerare ‘giusto’ un menu’ che contiene solo un contorno e un frutto come ‘dose di vegetali’ giornalieri”.

L’esame ADI ha riscontato altre imperfezioni, meno gravi, ma anch’esse capaci di evidenziare come, aldilà del sentimento comune di familiarità, non sempre italiani e dieta
mediterranea sanno incontrarsi.

Molti consumatori hanno trasformato la colazione mediterranea (pane e latte, magari frutta) nella collega anglosassone (uova, molti biscotti/frittelle,). L’imitazione di Gran Bretagna ed USA
tocca anche altri pasti, producendo overdose di carne e dolci che, al contrario, devono essere usati con parsimonia e “Riservati alla domenica e giorni di festa”

Altri consumano sempre gli stessi piatti, gestendo male l’offerta e e “La la grande biodiversità di frutta e verdura che oggi abbiamo quasi perduto, perché mangiamo quasi sempre
le stesse cose”.

Matteo Clerici

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