Dalla soia, un’arma contro per la Sindrome di Sanfilippo

Dalla soia, un’arma contro per la Sindrome di Sanfilippo

La battaglia contro le malattie trova armi nella natura. I fagioli di soia contengono una sostanza dagli effetti promettenti contro la Sindrome di Sanfilippo.

A sostenere la tesi, una ricerca dell’Università di Manchester (sezione PS Stem Cell Research Laboratory), diretta dal dottor Brian Bigger e pubblicata su “Public Library of Science ONE”
(PLoS ONE).

Come detto, gli studiosi hanno puntato sulla Sindrome di Sanfilippo. Tale malattia genetica congenita è considerata la terza tra le mucopolisaccaridosi ad oggi conosciute. Il suo epilogo
è sempre la morte del paziente: quasi sempre, intorno ai 15-20 anni, a volte (le varianti B e D) all’età di 30-45. In più, fin dall’infanzia sono presenti pesanti disturbi
correlati.

Così il dottor Bigger: “I bambini con la Sindrome di Sanfilippo subiscono un deterioramento progressivo delle funzioni mentali, simile alla demenza, [ma] nella prima infanzia, con altri
sintomi tra cui gravi problemi comportamentali, iperattività e infine la morte nell’adolescenza”.

Contro tale patologia, gli esperti hanno condotto test su topi di laboratorio, geneticamente modificati per ammalarsi.

Alcuni hanno ricevuto genistina (principio attivo della soia); un altro gruppo (gruppo di controllo) no.

Dopo 9 mesi, le analisi dei roditori hanno evidenziato come il primo gruppo (trattato col supplemento) mostrasse minore ritardo mentale e calo dell’eccesso di zuccheri e dell’infiammazione al
cervello. Inoltre, rispetto al gruppo di controllo, i mammiferi trattati evidenziavano riduzione dell’iperattività e di altre devianze comportamentali.

FONTE: Marcelina Malinowska, Fiona L Wilkinson, Kia J Langford-Smith, Alex Langford-Smith, Jillian R Brown, Brett E Crawford, Marie T Vanier, Grzegorz Grynkiewicz, Rob F Wynn, J Ed
Wraith, Grzegorz Wegrzyn, Brian W Bigger Brian W Bigger, “Genistein Improves Neuropathology and Corrects Behaviour in a Mouse Model of Neurodegenerative Metabolic Disease”, PLoS ONE: Research
Article, published 01 Dec 2010 10.1371/journal.pone.0014192

Matteo Clerici

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