Crisi gas, ADOC: le bollette italiane potrebbero aumentare di 150 annui
8 Gennaio 2009
La nuova crisi del gas tra Russia e Ucraina potrebbe mettere a rischio i conti economici delle famiglie italiane. Per Adoc l’Italia paga l’assenza di una politica energetica
lungimirante.
“La riduzione delle forniture di gas dalla Russia rischia di mettere in pericolo l’economia dei consumatori italiani – dichiara Carlo Pileri, Presidente
dell’Adoc – su cui potrebbe gravare un nuovo caro-bolletta, nell’ordine dei 150 euro annui per famiglia. Questo nonostante l’abbattimento dei costi del petrolio,
che finora hanno portato solo ad una misera riduzione dei costi del gas dell’1%. Un minimo vantaggio che rischia di essere completamente azzerato, a causa anche della mancanza di
una politica energetica lungimirante e di corrette scelte strategiche. L’Italia resta alla mercé di alcuni Paesi fornitori ed espone i propri cittadini al rischio di un
nuovo salasso. Ora ci auguriamo che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas vigili sugli operatori, al fine di prevenire eventuali speculazioni”.
Per l’Adoc un intervento urgente da realizzare per salvaguardare la spesa delle famiglie sarebbe la riduzione dell’Iva sul gas al 10%.
“La riduzione al 10% dell’Iva sul gas, applicabile fino ad un massimo di 480 metri cubi annui non è sufficiente – continua Pileri – è invece
necessaria e auspicabile una riduzione dell’Iva al 10% senza limiti per i consumi di chi ha la caldaia autonoma o il riscaldamento centralizzato. Un intervento che si tradurrebbe
in un significativo sollievo per le spese energetiche delle famiglie”.




