Criminalità nelle campagne: la Cia siciliana si costituisce parte civile nel processo contro alcuni usurai avviato dalla denuncia di un associato

Inizia venerdì prossimo ad Agrigento il processo contro un gruppo di usurai rinviati a giudizio grazie alla denuncia di un coraggioso imprenditore associato alla Cia Sicilia.

La Cia siciliana ha già dato mandato ai legali di presentare la richiesta di costituirsi parte civile in questo processo marcando così una scelta di coerenza con la linea
politica dell’organizzazione professionale che si è sempre schierata contro la malavita e la criminalità organizzata che vessa gli imprenditori agricoli e limita
ogni possibilità di sviluppo del sistema agricolo isolano.

“Con questa iniziativa -dichiara il presidente della Cia siciliana, Carmelo Gurrieri – dopo avere più volte denunciato la gravità dei fenomeni criminali purtroppo
frequenti, ma eccessivamente sottovalutati, l’Organizzazione intende essere a fianco dei propri associati e sostenere chi ha scelto la strada della denuncia e della collaborazione
con le forze dell’ordine”. La celebrazione di questo processo ha un valore importante: da una parte si rompe il muro del silenzio e della paura degli imprenditori agricoli,
che più di altri vivono in solitudine il dramma del racket e dell’usura, dall’altra è la chiara dimostrazione del fatto che le imprese agricole sono esposte a
rischi di criminalità diffusa e spesso più subdola nei mezzi e nelle espressioni di quanto non accada alle imprese di altri settori. 

Racket, estorsioni, usura, abigeato, macellazioni clandestine, sofisticazione, riciclaggio di capitali illeciti mediante reinvestimento in attività agricole, controllo del lavoro
degli immigrati clandestini, sono, infatti, le molteplici attività che la mafia svolge nel settore agricolo e nella filiera agro-alimentare.

Oggi tutto ciò emerge con maggiore chiarezza grazie alle coraggiose denunce degli agricoltori e degli amministratori delle coop agricole che con determinazione hanno deciso di
non abbassare la testa, di denunciare e di collaborare con le forze dell’ordine.

La Cia Sicilia condivide pienamente l’operato della magistratura e della autorità inquirenti, ma sollecita una maggiore attenzione alle attività che la mafia mette
in atto nelle campagne e continuerà nel contrasto alle attività criminali nelle aree rurali e nel proprio impegno affinché il fenomeno emerga nella sua reale
consistenza. Per tali motivi auspica l’accoglimento da parte del Tribunale di Agrigento della richiesta di costituzione di parte civile perché ciò possa determinare
un rafforzamento delle azioni messe in campo contro la criminalità organizzata e mafiosa operante nelle campagne.

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