Cremona: No a ridimensionamento aeroporto di Linate

Cremona – “L’aeroporto di Linate rappresenta l’unica “porta per l’Europa” del nostro territorio. Declassarlo lasciando la sola navetta Milano-Roma è
inaccettabile e sarebbe pura follia. Per questo motivo è necessario far sentire in modo forte la contrarietà di tutto il territorio provinciale, amministratori, categorie
economiche e sociali, operatori delle agenzie di viaggio, consiglieri regionali, parlamentari, segretari di partito. L’obiettivo è mettere in campo un’azione
sinergica ed a tutti i livelli” esordisce il presidente della provincia, Giuseppe Torchio.

Per definire la strategia da porre in essere, il presidente ha convocato per sabato 14 febbraio alle ore 15 presso la sede della Provincia a Crema un incontro pubblico aperto a tutti
coloro che sono disposti a impegnarsi per far sentire alla Regione, al Governo ed ai vertici della Cai (la nuova Alitalia) la totale contrarietà al ridimensionamento.

“Quotidianamente da Linate c’è un elevato traffico d’affari verso le capitali economiche europee come Londra, Dusseldorf, Francoforte e Parigi, che consente a
imprenditori, professionisti, l’andata e ritorno in giornata, senza contare l’opportunità offerta dal “city airport” per i turisti” prosegue Torchio, “Il
ridimensionamento del “city airport” ci isolerebbe dal mondo, senza contare le gravi ripercussioni per i cittadini, i tour operator che sarebbero obbligati a recarsi unicamente a
Malpensa e le negative ricadute occupazionali per i lavoratori e l’indotto.

Il Consiglio provinciale si appresta a discutere e approvare un apposito Ordine del Giorno che illustreremo nell’incontro del 14 e invieremo a tutti i sindaci, chiedendo loro di
approvarlo. Lo stesso faremo con il mondo economico e sociale. Successivamente lo trasmetteremo al presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Giunta Regionale Lombarda,
all’Upl, all’Upi ed al sindaco di Milano”.

E’ quindi chiara la fondamentale importanza che questo “asset” venga mantenuto perché se così non fosse, lasciando cioè allo scalo di Linate solo la navetta
Milano-Roma, ciò potrebbe portare anche alla delocalizzazione degli uffici delle multinazionali piuttosto che delle imprese che hanno bisogno di mantenere forti le relazioni con
il resto dell’Europa.

Ma a rendere il problema ancor più grave, vi è il fatto che Milano ha ottenuto la sede dell’Expo 2015 che prevede l’arrivo a Milano di milioni di visitatori.
“Appare del tutto insensato procedere proprio ora ad un ridimensionamento di Linate che renderebbe assai disagevole per i visitatori raggiungere da Malpensa città del sud
Lombardia” aggiunge l’assessore all’Economia Agostino Savoldi, “In Europa, inoltre, tutti le grandi capitali o città dispongono di due aeroporti: un hub e un “city
airport”. Il sistema infrastrutturale viario e ferroviario del sud Lombardia è già fortemente carente e, inoltre, i progetti legati all’Expo paiono concentrarsi
unicamente su Milano ed il suo stretto circondario, escludendo importanti interventi vitali per questa parte del territorio. Il declassamento di Linate segnerebbe, di fatto,
l’isolamento del nostro territorio dal resto del mondo, così come un declassamento di Malpensa a favore di Fiumicino, in barba alle istante del nord”.

La coesione del territorio ha già permesso, nel recente passato, di vincere importanti battaglia come per la mega cava di Caravaggio o per la vicende, ancora aperte, della
discarica di amianto a Cappella Cantone o contro i disservizi ferroviari.

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