Cremona: Interventi a due convegni nell’ambito di Compraverde Buygreen Energia da fotovoltaico e mini idroelettrico
14 Ottobre 2008
“Dobbiamo correre!” Il fattore tempo è stato identificato con forza dal presidente della Provincia Giuseppe Torchio fra le criticità che rischiano di frenare
l’espansione della produzione energetica da fonti rinnovabili. Lo ha fatto intervenendo a due convegni nella seconda giornata di “Compraverde Buygreen” in corso alla
Fiera di Cremona..
I due convegni erano dedicati al mini idroelettrico e al fotovoltaico, con la presentazione, da parte dell’assessore provinciale all’Ambiente Giovanni Biondi, del concorso
di idee per la progettazione del parco fotovoltaico nell’ex discarica di Corte Madama.
I problemi per l’ampliamento delle centrali di produzione energetica nei due settori sono analoghi.
“Non si possono impiegare tre, quattro anni per autorizzare una mini centrale idroelettrica. Questa Provincia, intesa come istituzione ma anche come sistema delle imprese, ha
creduto e crede fortemente nello sviluppo delle energie alternative, ma le istituzioni locali si trovano strette fra le procedure amministrative che spesso diventano impedimenti
burocratici e i tempi dell’economia”.
Torchio ha citato alcuni esempi: le Soprintendenze che vietano la posa di pannelli fotovoltaici non solo sui tetti dei centri storici, ma sulle cascine, e addirittura su brutte palestre
in piccoli paesi, solo perché costruite più di 50 anni fa; le competenze in materia di acque e del loro uso, che in Regione Lombardia sono suddivise fra sette assessorati;
la stratificazione normativa regionale e nazionale, ben descritta nella relazione del funzionario regionale, che rischia di diventare una trappola senza uscita.
Infine, ma non ultimi, gli aspetti economici: i certificati verdi che dovrebbero quotare 0,80 euro e invece sono fermi a 0,60, il contributo agli autoproduttori di energia che doveva
essere portato a 0,22 euro e invece è fermo a 8 centesimi per kw. Tutto questo rischia di vanificare i corposi investimenti già effettuati, soprattutto da imprenditori
agricoli, che non riescono a pagare i mutui contratti e che quindi vedono messa a rischio la loro stessa attività imprenditoriale..
C’è, ha proseguito Torchio, una carenza di normativa nazionale, soprattutto per quanto riguarda le centrali a biomasse e biogas, fondamentali per un territorio come il
nostro alle prese con il problema dei nitrati in agricoltura; e laddove le normative esistono, sono eccessivamente complesse, lunghe e onerose.
“Mi piacerebbe – ha detto provocatoriamente Torchio – commissionare uno studio comparativo fra le nostre normative e quelle degli altri paesi europei. Mi chiedo come
potrà fare l’Italia, in questa situazione, a raggiungere la Germania nella produzione energetica da fonti rinnovabili.
Alcuni dati. In provincia di Cremona sono già attivi 45 impianti a biomasse e biogas, con una produzione di 35 Megawatt; si potranno raggiungere i 100 Mw con i tetti fotovoltaici
già installati o previsti sulle scuole provinciali e nell’ex discarica di Corte Madama. “Noi ci poniamo obiettivi ambiziosi e continuiamo a credere nelle fonti
energetiche rinnovabili come motore dello sviluppo sostenibile, ma chiediamo con forza che le istituzioni che hanno il potere normativo, Stato e Regione, ci credano come noi e si
comportino di conseguenza, semplificando procedure, dando corpo a quel Distretto Agroenergetico promesso e investendo in un settore che per il nostro paese è strategico”.
Torchio ha poi ripreso il tema dell’uso plurimo delle acque del Po, vera questione strategica nazionale, in grado di soddisfare la crescente “sete”
dell’agricoltura, quella della navigabilità costante del fiume, con notevole risparmio ambientale, e quella della produzione idroelettrica. “Oggi a valle di Isola
Serafini non si produce un kilowatt – ha affermato – ed è un vero spreco. Se gli enti e le industrie elettriche nazionali non sono interessate – ha concluso
– si sappia che interesse è invece stato manifestato da grandi gruppi esteri. Esistono gli studi di fattibilità, è in corso una prima progettazione che
prevede quattro sbarramenti fra Cremona e Foce Mincio. Non possiamo perdere ulteriori opportunità. Lancio perciò – ha concluso – un appello alla Regione
perché ci sia vicina e ci sostenga”.





