Crack Lehman: le banche italiane “sono così solide”, da non poter pagare i dividendi (Unicredit)

By Redazione

“Le banche italiane sono solide”. “Nessun contagio da sub-prime”. “Nessuna esposizione degli istituti di credito italiani verso sub-prime e prodotti
derivati”. “I risparmiatori italiani possono stare tranquilli”. “Nessun titolo Lehman Brothers è stato collocato ai risparmiatori italiani”.
“Banche ed assicurazioni hanno una esposizione limitata”,ecc. Una vergognosa manipolazione della realtà, un lavaggio del cervello da parte delle autorità
vigilanti,del comitato di stabilità finanziaria,del ministero dell’Economia e dei maggiori mezzi di informazione,smentita clamorosamente dai fatti. Nascondere la testa
sotto la sabbia ed occultare la verità, non aiuta certamente ad uscire dalla crisi, come dimostra Unicredit, costretta a non poter pagare i dividendi ed a deliberare un aumento
di capitale dagli esiti incerti per mettere riparo ad una crisi finanziaria e di liquidità smentita soltanto dieci giorni prima.

Ma Unicredit non è la sola banca ad avere un patrimonio di vigilanza (Core Tier 1 ratios) inferiore alla soglia di sicurezza imposta da Banca d’Italia,anche altri importanti
Istituti di Credito hanno un rapporto fra patrimonio di base, al netto degli strumenti ibridi, e il totale delle attività a rischio, inferiore al 6%. Nel primo semestre 2008
infatti, Intesa San Paolo, Banco Popolare e Monte dei Paschi di Siena, hanno il patrimonio di vigilanza sotto la soglia fissata da Bankitalia.

Dalla tabella pubblicata da Il Sole 24 Ore, Intesa San Paolo ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un Core Tier 1 ratio del 5,7% rispetto al 6,1% di marzo e al 7,2% del giugno 2007.
Un calo al quale ha in parte contribuito la distribuzione di un extra cedola da 4,8 miliardi di euro,con l’amministratore delegato che ha però più volte rassicurato
il mercato sul prossimo recupero della soglia di sicurezza, ossia il 6% entro il 2009. Anche il Banco Popolare, stando ai dati relativi al primo semestre 2008, ha un Core Tier 1
ratio del 5,9%,in crescita rispetto ai trimestri precedenti ma pur sempre sotto la soglia del 6%. Al termine dei primi tre mesi dell’anno il Core Tier 1 del Banco Popolare si attestava
al 5,6-5,7%, dal 4% di fine 2007. Altra banca che attualmente ha un Core Tier 1 ratio inferiore al 6% è Mps. L’indicatore è al 5,1%, se si considera il pieno effetto di
Basilea 2.

E’ vergognoso pensare solo al salvataggio delle banche, lasciando almeno 230.000 risparmiatori,ai quali banche ed assicurazioni hanno appioppato bond tossici e polizze bidone
infarcite di titoli Lehman ed affini, in balia di se stessi. Dei 15,5 miliardi di euro di obbligazioni Lehman Brothers (LB Holding ed LB Treasury Bv), alcune hanno una quotazione
di 9-10,altre arrivano ad un massimo di 19, altre ancora non hanno quotazione. Significa che il risparmiatore che ha investito 100, può realizzare al massimo 19, con una
perdita secca tra l’81 ed il 91 per cento.

E’ a questi risparmiatori, indotti ad investire ancora oggi nelle obbligazioni bancarie tossiche oppure a rischio da politiche di marketing bancarie che, ancora in questi
giorni, nel pieno della bufera finanziaria, sconsigliano agli sportelli di investire in Titoli del Tesoro,quali Bot, BTP e CCT, proponendo le obbligazioni che hanno loro emesso,in un
conflitto di interessi inaudito, che i Governi devono dare risposte non retoriche, come il risarcimento pieno dei loro investimenti, preferibilmente con la costituzione di un fondo che
non attinga,come al solito,al pozzo di S.Patrizio dei “Dormienti”.

Adusbef e Federconsumatori, tutt’altro che allarmistiche ma realiste, chiedono ancora una volta al ministero dell’Economia ed alle Autorità Vigilanti di superare
l’inspiegabile reticenza e di fornire al mercato, la quantificazione dei risparmiatori ed assicurati coinvolti nei titoli e nelle polizze tossiche infarcite di prodotti
strutturati Lehman ed affini e la loro esatta quantificazione monetaria.

 

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