COVID, cosa ci ha insegnato, cosa abbiamo imparato? – Intervista al Prof. Markus Krienke
3 Marzo 2025
Il COVID è stato veramente uno tsunami che ha sconvolto tutto il mondo, possiamo dire che è finito? Tralasciamo le polemiche… la scienza medica, grazie alla vaccinazione di milioni e milioni di individui, ha vinto la battaglia? Non c’è pericolo di un colpo di coda? Intervista a Markus Krienke
Newsfood.com/nutriMENTE, 3 marzo 2025
NOTA DEL DIRETTORE
Nelle risposte del Prof. Krienke, pur trasparendo una speranza nell’evoluzione positiva dell’uomo, si nota una certa rassegnazione… siamo noi che dobbiamo renderci conto che dobbiamo cambiare. Le brutture della pandemia ci hanno insegnato molto ma abbiamo imparato poco. La Babele prima o poi crolla se continuiamo a costruire… se non rinforziamo le fondamenta e consolidiamo la struttura
Giuseppe Danielli
Intervista al Prof. Markus Krienke*:
1) Il COVID è stato veramente uno tsunami che ha sconvolto tutto il mondo, possiamo dire che è definitivamente debellato? Tralasciamo le polemiche… la scienza medica, grazie alla vaccinazione di milioni e milioni di individui, ha vinto la battaglia? Non c’è pericolo di un colpo di coda?
Markus Krienke:
La scienza medica ha vinto la battaglia e ci ha fatto uscire dal COVID, tutto sommato, rapidamente.
Uno studio della World Health Organization (WHO) del 2024 ha rilevato che con il vaccino potevano essere salvate solo in Europa 1,4 milioni di vite, maggiormente di persone anziane over 60. Faceva dunque parte di una grande dimostrazione di solidarietà che si è realizzata durante la pandemia. Non si può negare che grazie alla scienza e alla medicina riusciamo ad affrontare sfide come una pandemia globale garantendo tuttavia una rapida ripresa dell’economia.
Certamente, la pandemia ha causato delle grandi difficoltà ed è stata devastante non solo per la salute ma anche per le condizioni esistenziali di molte persone. Ma non ci ha portati indietro come civiltà, né ha causato rivoluzioni o scenari simili – anzi su alcuni aspetti come lo sviluppo del digitale ha accelerato molti processi. Tutto questo è stato possibile perché abbiamo avuto un approccio razionale – anche se con molti errori politici e valutazioni sbagliate durante il percorso – e questo approccio razionale che non è stato condiviso solo da coloro che hanno negato il Covid. E’ stata messa in discussione anche l’efficacia della medicina, ha permesso una reazione da parte della civiltà, la più efficace possibile.
Pericoli di colpi di coda credo ci siano nella misura di effetti di “Long Covid” o tragicamente anche per chi ha subito danni dalla stessa vaccinazione, ma non nella misura di un ritorno del virus (che in forma mutata resterà nel mondo) – casomai dovremo essere più pronti alla possibilità di pandemie in generale.
2) La pandemia ha lasciato dietro di sè morti e distruzione… ci ha insegnato tanto ma, sembrerebbe che molti di noi si siano già dimenticati dei brutti momenti passati e non abbiano imparato proprio nulla, è così?
Markus Krienke:
Personalmente concordo con questa costatazione: nessuno vuole negare che c’erano morte e distruzione, ma si è sperato che dalle esperienze brutte nascesse un nuovo senso per la cura dei rapporti, per una società aperta ed inclusiva, per una nuova solidarietà. Avevamo l’occasione per chiederci in che società vogliamo vivere e che cosa vogliamo cambiare dopo la pandemia: c’era il desiderio di ritmi più “umani” che non facessero dimenticare, nella frenesia della quotidianità sempre più determinata da imperativi consumistici e capitalistici, i valori dell’attenzione all’altro, di una vita consapevole, della cura dell’ambiente ecologico e umano.
Che cosa ci è rimasta da questa “lezione”? Certamente poco, al di là di alcuni che singolarmente hanno saputo cogliere le occasioni che anche tale situazione conteneva. L’impressione è che a tratti la società sia diventata ancora più spietata, intollerante e individualistica. Coesione sociale e spirito di collaborazione e fraternità stanno cedendo a logiche depersonalizzanti.
3) Il personale sanitario ha dato tutto di sè, e molti hanno pagato con la vita… erano osannati da tutti ma mi pare che oggi siano tra le categorie più bistrattate. Infermieri e medici che fuggono, e ben poco viene fatto per arginare questa emorragia… Invece di pensare al ponte sullo stretto, non sarebbe meglio destinare queste ingenti risorse a rinvigorire la Sanità italiana?
Markus Krienke:
La preoccupazione per il settore sanitario la condivido moltissimo, ma vorrei dire subito che non lo vedo in concorrenza con progetti come il ponte sullo stretto. Anzi, questi discorsi vengono certamente svolti anche a livello politico, per poi finire con un nulla di fatto per il settore sanitario. Invece le politiche per tale categoria sono una scelta che un governo deve convintamente affrontare.
Mentre le risorse destinate alla sanità in Europa sono di media l’8% del PIL, in Italia si raggiunge appena il 6,2%: queste sono scelte politiche. Inoltre bisognerebbe costatare che tale settore subisce i cambiamenti sociali molto più direttamente di quanto pensiamo. Pronti soccorsi strapieni – non in grado di affrontare veramente le emergenze – e un aumento esponenziale delle prescrizioni e medicazioni, specialmente dopo la pandemia: per ricorrere solo a un dato, le prescrizioni ambulatoriali dal 2019 al 2023 sono salite da 700 milioni a quasi un miliardo senza che ci fosse più domanda di salute o fosse migliorata la qualità. Ciò significa che sono cambiati i nostri comportamenti: c’è più richiesta di “prestazioni” senza che la società fosse disposta a riconoscere la dimensione della cura come essenziale per se stessa.
Abbiamo delegato a un sistema di istituti e ospedali il problema della cura mentre sarebbe la società che dovrebbe sviluppare un nuovo senso per essa. Allora nascerebbero anche più “vocazioni” per lavorare in tale settore, per dedicarsi alle persone ammalate e disabili, e aumenterebbe anche la qualità di tutto l’aspetto sanitario della società.
4) L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca potrebbe aiutarci a debellare tante malattie… cosa si sta facendo e cosa si potrà fare?
Markus Krienke:
Nel settore sanitario l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è sommamente auspicabile, anche perché la ricerca ci presenta già oggi risultati insperati. Il modo in cui si diagnostica e poi si cura la malattia sta già mutando notevolmente, con l’auspicio di un risparmio di risorse qualora non solo la prevenzione aumenta – insieme a cure tempestive – ma soprattutto si potranno fare interventi meno invasivi. Dalla robotica chirurgica alla sorveglianza di malattie infettive, come in molti altri settori, l’utilizzo dell’IA porterà grandi vantaggi alla medicina.
Sarebbe però illusorio credere che possa sostituire il medico: non solo perché i risultati delle diagnosi oppure le previsioni date dalle tecnologie vanno comunque sempre interpretate, ma anche per il fatto che la realizzazione delle cure richiederà sempre di più personale medico molto specializzato – e di ciò il settore in questo momento sta accusando una grande mancanza.
5) Non abbiamo la sfera di cristallo ma, nel caso dovesse arrivare un altro tsunami, siamo in grado di affrontarlo?
Markus Krienke:
Se saremo in grado di affrontarlo, dipende da moltissimi fattori – ma non vedo scenari distopici, e non abbiamo motivo per temerli. Gli tsunami più pericolosi vengono prodotti, a mio vedere, dall’essere umano stesso e dal modo in cui è disposto a cedere ad acquisti che ha potuto culturalmente fare attraverso secoli, proprio per realizzare gli ideali di una società libera, dei diritti umani e del libero mercato, della democrazia e di un sistema sanitario solidale.
Una tale società “resiliente”, per tornare a un termine “scoperto” durante la pandemia, resiste agli tsunami veri come le pandemie perché sa trovare soluzione dalla solidarietà e cooperazione di cui gli esseri umani sono capaci.
La tendenza, però, di lasciare alle spalle queste capacità, alimentata da chi nega lo standard della scienza (medica), il vantaggio di vivere in uno Stato di diritto e democratico, la libertà d’opinione e altri acquisti della cultura critica della modernità, indeboliscono la società non solo nei suoi potenziali di resilienza, ma a un livello ancora più profondo dell’umanità.
La questione se saremo in grado di affrontare un altro tsunami non è dunque meramente gestionale, politico o economico, ma implica fondamentalmente l’aspetto qualitativo, ossia se lo superiamo come civitas humana, oppure se – anche se lo superassimo – dopo ci possa lasciare impoveriti a livello culturale e morale. Questo rischio lo vedo reale: avremo, grazie anche alle nuove tecnologie, tutti gli strumenti per affrontarlo, ma potrebbe essere che lo supereremo al prezzo dell’affermazione di nuove autocrazie, economie della sorveglianza, società chiuse ed ostili le une nei confronti delle altre, vicine piuttosto a una terza guerra mondiale che non alla risoluzione delle sfide del clima e delle disuguaglianze.
E’ proprio vero che più trascuriamo la questione della giustizia, più si avvicina il rischio della guerra. E, a ben pensarci, per la realizzazione di tale scenario forse non ci sarà bisogno di un nuovo tsunami…
*CHI E’ MARCUS KRIENKE
Markus Krienke (1978): Professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e Direttore della Cattedra Rosmini. Inoltre insegna alla Pontificia Università Lateranense, alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano nonché presso le Università di Messina e Bari. È membro dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti e del Comitato scientifico italiano della Fondazione Konrad Adenauer, del Comitato Tecnico-Scientifico ed Etico della Fondazione Olitec, nonché Senior Fellow del Centro Tocqueville-Acton. È membro dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti (UCID) a Novara, del comitato dell’Osservatore Democratico a Massagno (Lugano), del comitato scientifico della Fondazione della Svizzera italiana per l’Aiuto, il Sostegno e la Protezione dell’Infanzia (ASPI), e dell’Accademia di Studi Luterani in Italia (ASLI).
About Krienke Markus
https://www.pul.it › team › krienke-markusBiografia. Markus Krienke (1978): Professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e Direttore della …
– Rosmini Institute
https://www.cattedrarosmini.org › site › view › viewNato il 28/02/1978; Prof. Dr. theol., Cand. habil., dal 1 febbraio 2008 Professore associato per Etica sociale cristiana e Dottrina sociale della Chiesa presso …
– Fondazione Collegio San Carlohttps://www.fondazionesancarlo.it › persona › markus-…è professore di Etica sociale cristiana e Dottrina sociale della Chiesa presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Professore invitato presso la Pontificia …
https://www.vitaepensiero.it › autore-markus-krienke-230…Scopri tutti i libri di Markus Krienke su Vita e Pensiero.
– Università della Svizzera italiana | USIhttps://search.usi.ch › persone › krienke-markus › corsiCorsi · Dalla Rerum novarum alla Laudato si’. Storia, principi ed eredità della Dottrina sociale della Chiesa, Krienke M., SA 2024-2025 · Seminario di storia …
– x.comhttps://x.com › markuskrienkeEtica sociale, filosofia moderna, cattolicesimo liberale / Sozialethik, Philosophie der Moderne, Liberalkatholizismus.
– Fondazione Romagnosihttps://www.fondazioneromagnosi.it › default › filesMarkus Johannes Krienke. • nato il/a: 28/02/1978 a Grünstadt. • indirizzo: Facoltà di Teologia di Lugano. Via G. Buffi, 13. CH-6904 Lugano. + … Markus Krienke.6 pagine– Edizioni ETShttps://www.edizioniets.com › schedaMarkus Krienke, nato nel 1978, è professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano, dove dirige la Cattedra …12,35 €https://it.linkedin.com › markus-krienke-32540661Markus Krienke (1978): Full Professor of Modern Philosophy and Social Ethics at the Faculty of Theology of Lugano and Director of the Rosmini Chair.
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Giuseppe Danielli





