Frodi alimentari, contraffazioni, sofisticazioni, adulterazioni: perchè subiamo senza ribellarci? E la merce sequestrata dove va a finire?
24 Luglio 2014
Milano, 24 luglio 2014
Lettera aperta al Presidente Coldiretti Puglia e a tutti gli interessati
Egr. Presidente della Coldiretti Puglia,
Gianni Cantele, lei rappresenta la maggior parte degli olivicoltori della Puglia, e quindi anche tutti gli agricoltori.
Le chiediamo di dare riscontro a questa nostra e dire anche agli Italiani se ritiene sufficiente ciò che gli organi competenti fanno per combattere questo increscioso fenomeno che uccide le imprese agroalimentari italiane (quelle che operano con difficoltà ma onestamente) e attenta alla salute dei consumatori. La stessa Coldiretti cosa fa e cosa potrebbe fare di più?
Ovviamente anche noi di Newsfood.com siamo contenti del sequestro delle 400 tonnellate di olio non in regola con le normative di legge ma, come al solito, finito il temporale, della vicenda non si saprà più nulla…
Non è la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, se non verranno prese misure deterrenti efficaci e non saranno inasprite le pene.
Da diversi anni avviene questo traffico illecito: sequestri, titoli e foto sui giornali, funzionari e dirigenti dei vari enti di controllo e repressione che si fanno belli davanti alla telecamere, qualche arresto …e poi? e poi non se ne sa più nulla.
Che fine fa la merce sequestrata? (Questo vale non solo per l’olio ma anche per il vino, per per la carne, il pesce… tutte le merci ad uso alimentare che sono oggetto di sequestro per cattiva conservazione, adulterazione, sofisticazione… ).
Non sarebbe il caso di seguire passo passo le vicende e informare l’opinione pubblica, in modo corretto, sull’evolversi dei vari casi?
Chi sono le persone coinvolte e quali le aziende disoneste? Pare che siano sempre le stesse. Se è così significa che la “truffa” agroalimentare rende molto bene, i rischi di essere scoperti sono molto bassi e le pene (in caso di condanna eventuale … dopo anni e anni … decadenza dei termini ecc) sono praticamente insignificanti.
Non sarebbe difficile -se ci fosse la vera volontà a contrastare il fenomeno- effettuare i dovuti controlli e bloccare sul nascere eventuali azioni truffaldine.
Il problema non è l’importazione di prodotti stranieri ma la “Patente” di eccellenza che ricevono per poi essere esportati come “Made in Italy”. Inutile soffermarsi sulle adulterazioni e/o l’utilizzo di vere e proprie “porcherie” utilizzate per creare maggior profitto anche a discapito della salute dei consumatori.
Non sarebbe il caso, quando si dovesse ravvedere un reato contro la salute dei cittadini, che i vari Enti competenti – compreso il Ministero della salute … e anche Coldiretti- si costituissero parte Civile contro chi commette reati contro la salute del singolo cittadino e/o della Comunità?
I fondi recuperati potrebbero essere utilizzati per finanziare una campagna di informazione e tutela permanente del nostro olio di oliva extra vergine.
Per saperne di più vedi: https://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/Polizia_Sanitaria_aprile_2011/le_frodi_alimentari_tirro.pdf
Vedi cosa dice Gino Celletti, esperto del mondo dell’olio extra vergine in ed anche il Prof. Claudio Peri, massimo esperto accademico del prezioso prodotto nutraceutico per eccellenza.
E qui l’intervista a TOM Mueller … il giornalista delle vignette del New York Times
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore di
Newsfood.com
QUI LA EMAIL DI COLDIRETTI PUGLIA
Bari, 24 luglio 2014
Da: xxxxxx@coldiretti.it>
Oggetto: Sequestro olio_Plauso di Coldiretti per operazione GDF_Ecco perchè la Puglia, regione più olivicola d’Europa, importa tanto olio
Data: 24 luglio 2014 12:27:55 CEST
Federazione Regionale Coldiretti Puglia
http://www.coldiretti.it
OLIO: “DANNI ALLA SALUTE PUBBLICA A CAUSA DI IMBROGLIONI CHE RECUPERANO ADDIRITTURA OLI ESAUSTI DELLA RISTORAZIONE SPACCIATI PER BIO 100% MADE IN ITALY”
Plauso della Coldiretti Puglia per il maxisequestro della Guardia di Finanza
Ecco spiegato come mai nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli in Puglia siano cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa
“L’operazione della Guardia di Finanza, con la collaborazione dell’Ispettorato centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi e dall’Agenzie delle Dogane, a cui va tutto il nostro plauso, è la dimostrazione che, purtroppo, spesso sono proprio alcuni soggetti pugliesi della filiera olivicola olearia senza scrupoli a ‘drogare’ il mercato dell’olio extravergine di qualità ‘made in Italy’, spacciando oli di dubbia provenienza e genuinità, addirittura recuperando olio precedentemente utilizzato nei ristoranti, per 100% italiano e biologico con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori”.
Esprime soddisfazione, ma anche viva preoccupazione il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia dell’operazione che ha portato al sequestro di 400 tonnellate di olio straniero – soprattutto spagnolo – che sarebbe stato spacciato per ‘made in Italy’ e ‘biologico’, e addirittura miscelato con grassi di diversa natura contenenti fondami ed impurezze imputabili al circuito della raccolta degli oli esausti della ristorazione, nonché’ di provenienza furtiva, oppure, scortati da documenti di accompagnamento indicanti natura e qualita’ diversi da quelli reali.
“Ecco spiegato come mai – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia siano cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate. Gli oli stranieri vengono importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per l’ottenimento di blend con oli regionali.
L’Italia detiene una quota pari al 20% della produzione comunitaria. A giugno 2014, secondo i dati forniti dal Mipaaf, il settore presenta la seguente situazione: produzione 465mila ton.; import 593mila ton.; export 354mila ton.; consumi 699mila ton.. Il 76% delle vendite made in Italy all’estero appartiene alla categoria degli oli di pregio (vergine+extravergine). I principali mercati di sbocco sono rappresentati da Usa e Germania; ottima anche la posizione del Giappone. Per le Dop l’Italia con 43 denominazioni (42 Dop e 1 Igp), detiene il 38% delle designazioni di origine dei marchi europei. Segue la Grecia con 29 e la Spagna con 27. Per le produzioni Bio, il 14% delle superifici Bio, pari a 164.488 ha, sono appannaggio dell’olivicoltura e la produzione di olio biologico risulta maggiormente concentrata in Puglia (33%), Calabria (30%) e Sicilia (11%). In Puglia nonostante il riconoscimento comunitario per 5 oli DOP (Denominazione d’Origine Protetta) al ‘Terra di Bari’, ‘Terra d’Otranto’, ‘Dauno’, ‘Collina di Brindisi’ e ‘Terre Tarentine’ ed una produzione pari a 11 milioni di quintali di olive ed oltre 2,2 milioni di quintali di olio, con un’incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale pari al 36,6% e al 12% di quella mondiale, è proprio il comparto olivicolo-oleario ad essere maggiormente colpito dal fenomeno delle sofisticazioni.
Redazione Newsfood.com





