Conti pubblici, Tonini (PD): «Berlusconi ha già fallito»

By Redazione

L’onorevole Berlusconi deve essere a corto di argomenti se l’unica obiezione che è in grado di rivolgere al programma del PD è di averlo copiato dal suo, il problema non è
essere d’accordo o meno sulla riduzione delle tasse: chi potrebbe non essere d’accordo? Il problema è come arrivarci e con quale credibilità.

Per ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, dipendenti come autonomi, famiglie come imprese, bisogna riuscire a ridurre la spesa corrente primaria e a recuperare l’evasione fiscale.

Su entrambi questi fronti, il Governo Berlusconi, dal 2001 al 2006 ha fallito e infatti il centrodestra ha perso le elezioni. Non solo non è riuscito a ridurre la spesa, ma l’ha
aumentata di 2 punti e mezzo di pil: 30 miliardi di euro. Non solo non ha ridotto l’evasione fiscale, ma l’ha aumentata, grazie ai ripetuti condoni, che hanno umiliato e indignato i
contribuenti onesti. La modesta riduzione della pressione fiscale (dal 41,2 al 40,5) si è sommata all’aumento della spesa ed ha determinato il deficit e la procedura di infrazione aperta
contro l’Italia dall’Unione europea.

Nei due anni del Governo Prodi, invece, la pressione fiscale è aumentata di ben due punti è mezzo, necessari a coprire il deficit lasciato dal centrodestra. Ma questo aumento
è stato in larga misura il prodotto di recupero di imponibile evaso: più di 20 miliardi di euro. Nel frattempo, la crescita della spesa ha cominciato a rallentare e con tutta
probabilità i dati finali del 2007 la stimeranno al di sotto dell’inflazione.

Per questo il PD e Veltroni sono credibili, quando dichiarano l’impegno programmatico a ridurre la spesa corrente primaria, a combattere l’evasione e a ridurre le tasse sui contribuenti onesti.
L’on. Berlusconi e il Pdl, invece, no.

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