Consumi: Il prezzo del pane continua a crescere (+2%)
25 Maggio 2010
Crolla nel 2010 il consumo di pane che fa registrare una riduzione del 4% negli acquisti familiari un calo che dipende anche dall’aumento medio del prezzo del pane che è stato del 2%. E’
quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre del 2010 e dell’osservatorio Osservaprezzi.
Il prezzo medio del pane – continua la Coldiretti – raddoppia tra Napoli dove costa 1,95 euro al chilo e Venezia dove si spende 3,87 euro al chilo mostrando una forte variabilità tra le
diverse città con valori che variano tra i 3,35 euro al chilo a Bologna, 2,65 euro al chilo a Palermo, 2,48 a Torino, 2,31 a Roma e 2,41 a Bari.
La forte variabilità – afferma Coldiretti – è una evidente dimostrazione che l’andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a
livello internazionale al Chicago Board of Trade e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro le quotazioni del grano tenero per il pane sono al minimo da venti anni su
valori di appena 0,15 euro al chilo che, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, diventano 2,70 euro al chilo quando
diventa pane, con un aumento di quasi il 1.700 per cento dal campo alla tavola.
Nella forbice dei prezzi dal grano al pane c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori e a tutte le componenti della filiera
senza per questo aggravare i bilanci delle famiglie – sostiene la Coldiretti – nel sottolineare che il crollo del grano oltre a non aver effetti per i consumatori rischia di mettere in crisi il
futuro delle coltivazioni Made in Italy con l’aumento della importazioni e della dipendenza dall’estero.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




