Consuma pesce senza consumare l’ambiente

Consuma pesce senza consumare l’ambiente

 

L’attenzione per l’ecologia colpisce anche gli Usa. Whole Food, catena di supermercati, consente di verificare che il
pesce acquistato non sia tra le specie a rischio. A Georgetown (Washington DC), il ristorante Hook serve pietanze preparate con pesce proveniente da mari locali. Grandi e piccoli della
ristorazione, sono così uniti per difendere la fauna marina, contribuendo alla conservazione delle specie.

Sull’onda del fenomeno, si è creata un organismo di controllo basato sul Web. Collegandosi alla rete, si può
usufruire delle strutture del Blue Ocean Institute e verificare se il pesce prescelto è a rischio o no. Ancora più articolato è il progetto del Monterey Bay
Aquarium. La stazione oceanografica californiana, oltre ad aver istituito un programma online (Seafood Watch Program) per educare al mangiare ecosostenibile, ha stabilito rapporti di
partnership con numerosi ristoranti americani: i locali servono solo pesce eco-compatibile e l’acquario ne certifica la qualità con il suo marchio di garanzia.

Non tutti, però, sembrano essere toccati dall’esigenza di rispettare l’ambiente. Le maggiori
resistenze, come comprensibile, vengono dall’ambiente dei ristoratori.  Tra i più colpevoli i sushi bar, che ogni anno negli USA servono oltre
225 miliardi di pietanze e che assorbono il 70 per cento del pesce non di allevamento e per questo sono diventati i bersagli primari della battaglia ambientalista. Nel settembre 2008,
uno dei più importanti Sushi Bar di Manhattan è stato smascherato da alcuni studenti neyorkesi; i ragazzi hanno dimostrato che i cuochi utilizzavano tonno di una specie a
rischio. Nemmeno un mese dopo, Greenpeace prendeva di mira Nobu Matushia, star del settore alimentare, dimostrando l’uso nel suo ristorante di tonno atlantico, in cima alla lista
delle specie in pericolo.

Esistono anche sushi bar virtuosi, attenti al rispetto delle risorse marine. Il Tataki Sushi Bar & Grill, ad esempio, ha assunto
un ittiologo esperto in sostenibilità ambientale per verificare la correttezza ecologica delle pietanze. “La nostra filosofia è semplice”, ha dichiarato Kin Liu, chef e
fondatore del ristorante, “Serviamo solo quello di cui possiamo verificare la sostenibilità”. Così Tataki finisce con l’avere un menu estremamente vario, legato al pesce
disponibile nelle diverse stagioni lungo le coste del Pacifico del Nord.

Dall’America, l’idea del pesce eco-compatibile si sta espandendo al resto del mondo. La febbre del
pesce oceano-compatibile si sta espandendo anche ad altri paesi.

Jamie Kennedy, chef del Jamie Kennedy Wine Bar di Toronto, in Canada, ogni anno organizza la Sustainable Seafood Celebration,
manifestazione per invogliare pescatori e ristoratori, specialmente albergatori, ad utilizzare solo pesce rinnovabile. A Londra, la catena di sushi bar Moshi Moshi ha incluso nel
menù il Clear Conscience Set, un piatto misto che include solo pesci sostenibili e specie indigene dell’Oceano Atlantico e del Mare del Nord.

 

Matteo Clerici per Newsfood.com

 

 

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