Consorzio agrario di Parma: Lehman, caduta e ricadute

By Redazione

Sopravvissuta all’attacco delle torri gemelle, una sola vittima tra i 6.500 dipendenti distribuiti nei tre piani del World Trade Center di New York, Lehman Brother’s, crolla
definitivamente il 17 settembre 2008, intossicata da quella “finanza creativa” così di moda nei paesi anglosassoni e che cominciava a essere apprezzata anche in
Italia.

“L’inizio della fine, per la Lehman Brother’s – commenta Fabio Massimo Cantarelli- è databile nel 2007 quando un’ errata acquisizione si traduce in
un pessimo affare per la banca americana. Nel 2007 la Lehman acquista infatti una società che aveva in corpo qualcosa come 88.000 unità immobiliari. Il crollo del
mercato immobiliare connesso con la difficoltà della restituzione dei mutui mobiliari determina la fine di questa banca. Un tracollo imponente ma che altro non è che
il sintomo di una crisi finanziaria internazionale della quale anche noi europei soffriremo le conseguenze tanto che qualche analista paragona la crisi alla quale ci addentriamo
alla “Grande Depressione del 1929”.”

Era il 24 ottobre 1929 (giovedì nero) al quale fece seguito il martedì nero 29 ottobre quando la borsa valori di New York crollò rovinosamente. I prezzi
crollarono del 40-60% mettendo in crisi in particolar modo le zone rurali e minerarie che avevano poche alternative d’impiego. Una crisi che ebbe effetti ancor più
devastanti per le forti connessioni che legavano il settore industriale a quello bancario.

Le previsioni, anche per la crisi attuale, non sono buone. E viene da chiedersi quali potranno essere le conseguenze che il mondo agricolo dovrà sopportare.

Fra le diverse ipotesi che gli esperti avanzano c’è anche quella ingenti risorse finanziarie vengano dirottate verso il “bene terra”. La terra, che già
molto costosa, potrebbe tornare a rappresentare il tipico bene rifugio con conseguente impennata dei valori. “Ipotesi, questa –commenta il presidente del Consorzio Agrario
di Parma, Fabio Massimo Cantarelli, che, soprattutto per i giovani imprenditori che troveranno un ulteriore ostacolo per le loro intraprese economiche, potrebbe rivelarsi negativa per
il comparto.”

Ma vi è un’altra conseguenza indiretto del crollo della Borsa italiana ed in specifico del titolo Parmalat. Come rileva Cantarelli, “la scorsa settimana il
“Sole 24 Ore” aveva evidenziato come la Lehman Brother’s avesse a suo tempo coagulato alcuni investitori internazionali determinando l’elezione di Enrico Bondi e
della sua squadra alla guida della Parmalat. Venendo meno il ruolo della grande banca d’affari e tenendo conto della grande disponibilità di liquidità nelle casse di
Bondi, viene da chiedersi se effettivamente siamo giunti ad un fondamentale crocevia della storia del colosso di Collecchio.”

 

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