Consorzi di bonifica: dopo il “disco verde” della Conferenza Stato-Regioni una “corsia privilegiata” in Basilicata

Il “disco verde” della Conferenza Stato-Regioni ai criteri di riordino dei consorzi di bonifica rappresenta una soluzione soddisfacente oltre che una mediazione
condivisibile sia sul versante legislativo-disciplinare che sotto il profilo ordinamentale e costituzionale. E’ il commento del vicepresidente nazionale dell’Anbi
(Associazione nazionale bonifiche ed impianti irrigui) Donato Distefano (che è anche presidente regionale della Cia Lucana), spiegando che “i criteri del riordino saranno
adottati dalle singole regioni dopo una necessaria revisione delle relative leggi in materia”.

“L’accordo -rileva Distefano- stabilisce il principio che i consorziati si amministrano anche per mezzo di rappresentanti. Inoltre, si dà attuazione alla normativa
comunitaria relativa agli ambiti di operatività dei consorzi, ambiti riconducibili non più ai confini amministrativi, ma ai bacini idrografici e idraulici. Si chiarisce il
concetto di ‘beneficio’, cioè il vantaggio che tutti gli immobili traggono dalle attività di bonifica messe in atto dai consorzi, presupposto fondamentale
dell’attività impositiva dei consorzi e spesso, fino ad oggi, motivo di contenzioso di fronte agli organi di giustizia tributaria. Particolare importanza la Cia assegna alla
possibilità da parte dei Consorzi, di stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli per la gestione di servizi di manutenzione e di tutela dell’ambiente, tematica
destinata a valorizzare le imprese operanti sul territorio e concretizzare la multifunzionalità dell’agricoltura”.

“In questo modo, al di là delle polemiche sui costi della politica e sulle ricorrenti proposte di soppressione o radicale rivisitazione dei Consorzi, si può lavorare
-sostiene il vicepresidente dell’Anbi- per rilanciare un sistema consortile che, rimanendo un grande patrimonio di risorse umane e di strutture, deve, però, essere
modernizzato, risanato e reso più funzionale, concentrandosi sui servizi irrigui e di distribuzione della risorsa, oltre alla gestione del ciclo integrale dell’acqua, alla
sicurezza idraulica del territorio, alla difesa del suolo, in sintonia con gli altri strumenti della pianificazione territoriale”.

In merito alla situazione dei Consorzi di bonifica in Basilicata, “la Cia lucana ritiene che è necessario accelerare l’iter di approvazione della legge regionale di
riordino, in ragione di alcune rilevanti motivazioni. La prima è riferita al fatto che la proposta di legge avanzata dall’Assessore Falotico è coerente ed in
sintonia con la disciplina nazionale, che nei prossimi giorni ci auguriamo sarà definitivamente approvata. La seconda riguarda l’urgenza di avere strutture stabili,
operative e funzionali, oltre che organi gestionali nella pienezza dei poteri loro assegnati dalla norme. (ricordiamo che siamo in regime di prorogatio da oltre 6 mesi essendo scaduto
il mandato elettivo e gli organi agiscono solo per l’ordinaria amministrazione).

“La Cia Basilicata -rileva il presidente regionale- si impegnerà e fornirà il proprio contributo per consolidare le funzioni dei Consorzi di bonifica, nel solco
dell’efficienza gestionale, dell’efficacia organizzativa ed amministrativa, della operatività funzionale, che bisogna perseguire in primo luogo attraverso
qualificanti strumenti di pianificazione in particolare attraverso il (piano generale di bonifica e tutela del territorio, i piani di classifica, i piani irrigui e i sistemi di
distribuzione) coerentemente con il territorio asservito e le attività in esso espletate”.

Ulteriore banco di prova per la Cia, riguarda la sussidiarietà orizzontale che -sostiene Distefano- le strutture di bonifica devono attuare ed esercitare, che concretamente
significa la stipulare di contratti di fornitura di servizi di manutenzione affidati alle aziende agricole ricadenti nei comprensori di bonifica, le quali rappresentano un invidiabile
punto di forza per una omogenea e diffusa manutenzione del territorio e delle sue risorse. Come Cia siamo convinti che gran parte delle nostre prospettive socio-economiche e la
competitività delle nostre aziende, delle nostre produzioni, del nostro territorio, dipendono in misura sempre più consistente dal grado d’innovazione organizzativa
e dalla qualità dei servizi che garantiremo al territorio e alle sue risorse. Tra questi non sarà neutrale la qualità dei servizi legata alla risorsa idrica, il
modo di usarla, i programmi di tutela e preservazione, l’efficienza dei sistemi di distribuzione e d’irrigazione, la manutenzione e la difesa del suolo, la gestione
idraulica e ambientale, la biodiversità e il patrimonio agro-silvo- forestale, che di fatti nella scala dei valori economici assumono sempre maggior pregnanza e importanza
ponendosi quali nuovi misuratori di gradimento e fruibilità per investimenti, intrapresa e sistemi produttivi e di sviluppo locale”.

“Questo sarà possibile solo se -conclude Distefano – saremo capaci di costruire strutture consortili in grado di offrire servizi qualitativamente adeguati, alla cui base vi
sono solide, moderne e razionale strategia di governance. Se saremo capaci di dare questo taglio e queste tipologie di soluzioni, con molta probabilità riempiremo
di contenuti concreti lo slogan che accompagna la nostra regione da un pò di tempo, Basilicata, regione di qualità territorio di eccellenza”. 

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