Consiglio europeo: fiducia nella capacità dell’UE di affrontare la crisi economica e finanziaria

Consiglio europeo: fiducia nella capacità dell’UE di affrontare la crisi economica e finanziaria

La situazione economica e finanziaria, l’energia e i cambiamenti climatici e il partenariato orientale sono stati i principali punti esaminati dal Consiglio europeo di primavera che si è
svolto a Bruxelles il 19 e 20 marzo scorsi.

Il Consiglio europeo ha espresso fiducia nella capacità dell’Unione Europea di affrontare la crisi economica e finanziaria.

Si sono compiuti progressi sensibili nella realizzazione del piano europeo di ripresa economica adottato nel dicembre scorso. Ora si attende che gli effetti positivi si facciano sentire
nell’economia. Le dimensioni dello sforzo finanziario si aggirano intorno al 3,3% del PIL dell’Unione Europea, ossia più di 400 miliardi di euro. Il piano dovrà generare nuovi
investimenti, stimolare la domanda, creare posti di lavoro e aiutare l’Unione Europea a passare ad un’economia a bassa emissione di CO2.

L’azione concertata e il coordinamento, si legge nel documento conclusivo, sono parte essenziale della strategia di ripresa. Il Consiglio europeo punta sul mercato unico per rendere la
recessione più breve e meno grave e far si che il flusso di prestiti torni a scorrere verso le imprese e le famiglie. Rinvia tuttavia al prossimo Consiglio europeo di giugno, le
decisioni per rafforzare la regolamentazione e la vigilanza nel settore finanziario dell’Unione Europea.

Il Consiglio europeo, inoltre, ha definito la posizione concordata in vista del vertice G20 che si terrà a Londra il 2 aprile prossimo.

Per quanto riguarda la sicurezza energetica: il Consiglio europeo ha lavorato per preparare la conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre prossimo. Il
Consiglio europeo sottolinea l’importanza di creare un mercato globale del CO2, compreso un meccanismo per lo sviluppo pulito riformato. Saranno necessarie consistenti fonti di finanziamento
interne ed esterne, sia pubbliche che private, per finanziare le azioni di mitigazione e di adattamento, in particolare nei paesi in via di sviluppo più vulnerabili. La discussione
proseguirà anche nel prossimo Consiglio europeo di giugno che determinerà, con largo anticipo rispetto alla conferenza di Copenaghen, le posizioni dell’Unione Europea sugli
orientamenti principali per finanziare la mitigazione, l’adattamento, il sostegno nel settore tecnologico e lo sviluppo di capacità, le specificità del contributo dell’Unione
Europea, i principi della ripartizione degli oneri tra gli Stati membri.

I capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno inoltre concordato una dichiarazione intesa ad avviare il partenariato orientale con l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, la Georgia,
la Repubblica moldova e l’Ucraina.

Il Consiglio europeo ha ribadito anche che intende rafforzare il suo partenariato con i partner del Mediterraneo meridionale. E a questo proposito chiede la ripresa dell’attuazione dei progetti
individuati nel vertice di Parigi. In tale contesto, è importante accelerare i lavori sull’istituzione di un segretariato permanente dell’Unione per il Mediterraneo a Barcellona.

Per quanto riguarda invece le relazioni UE – USA, la presidenza ceca dell’Unione europea ha informato il Consiglio europeo dello stato dei preparativi del vertice informale UE-USA che si
terrà a Praga il 5 aprile 2009. Il Consiglio europeo ribadisce l’importanza strategica delle relazioni transatlantiche e conviene che dovrebbero essere discussi in particolare le
questioni economiche, la sicurezza energetica e i cambiamenti climatici e l’approccio strategico verso l’area del Mar Mediterraneo e del Mar Caspio.

Infine, il Trattato di Lisbona. Su questo punto, il Consiglio europeo ha ricevuto informazioni sullo stato dei lavori per quanto riguarda l’attuazione delle sue conclusioni del dicembre 2008
sul trattato di Lisbona. Ritornerà sulla questione nella sessione del giugno 2009. Il primo ministro della Repubblica ceca ha riferito sullo stato della ratifica del trattato di Lisbona
nella Repubblica ceca. Dopo la sentenza della Corte costituzionale ceca del 26 novembre 2008, la Camera dei Deputati del Parlamento ceco ha autorizzato la ratifica il 18 febbraio 2009 (In tale
occasione, il Parlamento ceco ha ricordato che l’attuazione del trattato di Lisbona, una volta che sarà entrato in vigore, dovrà rispettare i principi generali del diritto, ivi
compreso il principio di non retroattività e il principio di sussidiarietà). Il Senato ceco discuterà la questione nelle prossime settimane.

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