Conoscere e contrastare esclusione sociale in Veneto
7 Gennaio 2008
Venezia – La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha istituito l’Osservatorio regionale sul reddito di cittadinanza e sul
salario minimo garantito collocandolo all’interno dell’Osservatorio Devianze, Carcere e Marginalità sociale dell’Azienda Ulss n°16 di Padova.
Ne dà notizia lo stesso Valdegamberi il quale spiega che «fondamentalmente, l’Osservatorio intende conoscere i fenomeni e i luoghi dove si manifestano i rischi di esclusione
sociale nel Veneto, per fornire alle istituzione, per prima alla Regione Veneto, e a tutta la società regionale gli strumenti per contrastarli». L’istituzione dell’Osservatorio
è prevista dalla legge regionale n. 2 del febbraio 2007 con l’obiettivo, tra l’altro, di determinare i soggetti e le categorie sociali direttamente interessate all’istituzione di un
fondo regionale per il diritto al reddito di cittadinanza e al salario minimo garantito.
L’Osservatorio svilupperà un’azione conoscitiva sul fenomeno della vulnerabilità sociale nella regione individuando le aree territoriali dove sono presenti particolari condizioni
di rischio di esclusione sociale, indicando le misure efficaci per contrastare processi di impoverimento e marginalizzazione. Un rapporto periodico, redatto dall’Osservatorio, conterrà i
risultati delle attività realizzate e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione e diffuso con strumenti telematici. «Nel Veneto – ricorda Valdegamberi – in
questi anni, nella fattispecie in provincia di Rovigo, sono state realizzate importanti e positive sperimentazioni di interventi sul reddito minino d’inserimento. Tra il 1999 e il 2002 questi
interventi hanno interessato 39 comuni del Polesine, selezionati sulla base di indicatori statistici dei livelli di povertà rilevati dall’Istat, in riferimento ai tassi di
disoccupazione, al degrado abitativo, alle condizioni demografiche e sociali potenzialmente problematiche. Nel 2004 la Giunta regionale ha affidato al Comune di Rovigo, con ruolo di capofila,
il progetto pilota «Sperimentazione del reddito di ultima istanza legato all’attivazione di sinergie tra i diversi soggetti, istituzionali e non, del mondo del lavoro, della formazione e
del mondo sociale».





