Coldiretti: Prezzi, da “federalismo a tavola” risparmi fino a 5 mld

By Redazione

 

Un risparmio fino a cinque miliardi di euro potrebbe essere ottenuto dal dimezzamento dei trasporti dei prodotti alimentari attraverso una maggiore presenza di prodotti locali sugli
scaffali, nella ristorazione e nelle mense con l’adozione di provvedimenti a costo zero ispirati al “federalismo a tavola”. E’ quanto afferma la Coldiretti in
occasione dell’Assemblea Nazionale dei piccoli comuni dell’ANCI “Piccolo è Grande”, con il Ministro degli interni Roberto Maroni, a Mogliano Veneto
(Treviso) dove è stato offerto un menu a base di piatti a “chilometri zero”. Una occasione, per i rappresentanti dei circa 5.800 piccoli comuni italiani (il 72 per
cento del totale), per verificare direttamente a tavola che è possibile consumare prodotti del territorio senza rinunciare alla qualità con benefici per l’ambiente e
opportunità di sviluppo dell’economia locale.

In Italia – sottolinea la Coldiretti – l’86 per cento delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri su camion, nave
e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie in termini energetici per portare gli alimenti al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in
termini nutrizionali. L’impatto ambientale è enorme se si considera che per importare un chilo di frutta dal Cile con mezzi aerei si emettono 22 chili di gas ad effetto
serra e si consumano 7,1 chili di petrolio. Ma sono soprattutto i costi della logistica a pesare sulle tasche dei consumatori poiché incidono in media un quarto del fatturato
delle imprese agroalimentari, ma arrivano al 30 -35 per cento per l’ortofrutta fresca dove in alcuni casi si spende di piu’ per i trasporti che per il prodotto in sè.

Con i prezzi del petrolio elevati, incentivare l’acquisto dei prodotti locali e di stagione non solo consente di risparmiare ottimizzando il rapporto prezzo e qualità, ma
anche di contenere i costi energetici ed ambientali a carico dei prodotti importati da lunghe distanze. In particolare, l’aumento del prezzo del petrolio ha fatto esplodere il costo dei
trasporti e messo in discussione – sostiene la Coldiretti – il principio base della globalizzazione secondo il quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno mentre oggi
è necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali, sia nei paesi poveri che in quelli ricchi.

A livello territoriale la Coldiretti ha promosso il progetto a chilometri zero per favorire il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con
mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere sulle tavole. L’obiettivo è quello di aprire un mercato degli agricoltori, i cosiddetti farmers market in ogni città,
al pari di quanto è avvenuto in altri paesi come gli Stati Uniti. E dal Veneto alla Calabria le amministrazioni regionali si sono attivate con l’approvazione, nell’estate
2008, di leggi di iniziativa popolare volute dalla Coldiretti a favore dei cibi a “chilometri zero”, che sanciscono la preferenza ai prodotti locali in mense, ristoranti e
grande distribuzione per combattere i rincari dovuti all’aumento del costo dei trasporti e l’impatto sul clima provocato dall’inquinamento con l’emissione di gas serra dei mezzi di
trasporto. Le suddette leggi di iniziativa popolare, giunte ad approvazione in Veneto e Calabria, promosse dalla Coldiretti anche nelle altre Regioni, hanno incontrato il sostegno dei
cittadini e prevedono, tra l’altro, la valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali
e caserme ma anche la creazione di spazi per la vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli e l’obbligo dei controlli sull’etichettatura per difendere le tipicità e
combattere i falsi.

Nei piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti vivono attualmente oltre dieci milioni di italiani e grazie all’agricoltura si “coltiva” oltre la metà della
produzione agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo. Per questo sostenere il progetto a “chilometri zero” della Coldiretti significa anche
valorizzare il patrimonio enogastronomico locale: nel territorio di tre piccoli comuni su quattro sono presenti allevamenti destinati a produrre formaggi o salumi italiani a
denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a denominazione di origine.

Se per la colazione sono serviti ai Sindaci dei Piccoli Comuni d’Italia e ai loro ospiti prodotti energetici del territorio trevigiano (pane di grano duro veneto, yogurt intero,
frutta fresca di stagione e formaggi dolci di latteria), il pranzo è composto da tutte portate prodotte a pochi km di distanza come il prosciutto cotto nel pane di grano duro
veneto, il cosciotto di maialino al forno agli aromi nostrani, la cascata di prosciutto crudo di Montagnana (Pd), lo stravecchio con aceto balsamico, le praline dorate di Riso Vialone
Nano Igp, le sformatine di Casatella trevigiana Igp, la pasta fredda a Km 0, il risotto ai funghi delle Dolomiti, la crostata morbida di frutta fresca d’autunno, il Prosecco
“Cà Salina” di Valdobbiadene selezione del Sindaco e Raboso IGT/DOC “Cantina Lorenzon” di Ormelle;

IL FEDERALISMO A TAVOLA NEL MENU’ VENETO A KM ZERO PER I SINDACI DEI PICCOLI COMUNI D’ITALIA
Villa Braida – Mogliano Veneto (Treviso)

Prosciutto dell’allevamento Olivetto di San Martino di Lupari (Pd) cotto nel pane di grano duro veneto del Molino Rachello di Roncade (Tv);

Cosciotto di maialino al forno agli aromi nostrani;

Cascata di prosciutto crudo di Montagnana (Pd);

Stravecchio del caseificio Zanchetta di Casale sul Sile (Tv)con aceto balsamico;

Praline dorate di Riso Vialone Nano Igp “Azienda Melotti” di Isola della Scala (Vr);

Sformatine di Casatella trevigiana Igp; 

Pasta fredda a Km 0 granaio “Sgambaro” di Castello di Godego (TV) con ortaggi di stagione;

Risotto ai funghi delle Dolomiti

Crostata morbida di frutta fresca d’autunno dei “F.lli Agostinetto” di Montebelluna (TV)

Prosecco “Cà Salina” di Valdobbiadene selezione del Sindaco

Raboso IGT/DOC “Cantina Lorenzon” di Ormelle.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD