Coldiretti: «la Cina rispedisce al mittente il prosciutto italiano»
16 Febbraio 2008
Sono stati rispediti al mittente i primi prosciutti di Parma e San Daniele sbarcati in Cina nonostante il via libera formale all’importazione di prosciutti Made in Italy concesso dalle
Autorità del paese asiatico già nel luglio 2007, è quanto afferma la Coldiretti nel precisare che centinaia di prosciutti destinati ad arricchire le tavole dei ristoratori
nel paese asiatico sono stati bloccati alle dogane con pretestuose motivazioni amministrative.
Si tratta – precisa la Coldiretti – di 200 prosciutti crudi di Parma e di 300 prosciutti crudi di San Daniele che una volta giunti sul suolo cinese sono stati fermati dal personale doganale di
pechino che ha adotto come motivazione la mancanza di un codice di regolamentazione scritto.
Le prime negoziazioni commerciali per superare gli ostacoli burocratici all’arrivo nel piatto dei consumatori cinesi di uno dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy alimentare
risalgono al 2003 e sembravano – riferisce la Coldiretti – aver avuto una svolta positiva nell’estate del 2007 con un accordo tra Italia e Cina. Lo stop dei prosciutti italiani alle frontiere –
sostiene la Coldiretti – appare ingiustificato, raffredda gi entusiasmi generati dai ripetuti annunci dei viaggi diplomatici ed evidenzia la necessità di rivedere i rapporti commerciali
tra i due Paesi.
Secondo le stime degli operatori il mercato cinese potrebbe assorbire nell’immediato prosciutti italiani per un valore attorno ai 20 – 30 milioni di Euro destinati però a moltiplicarsi
su livelli estremamente elevati di fatturato.
Le difficoltà di esportazione nel paese asiatico riguardano anche altri importanti prodotti italiani come l’ortofrutta fresca ed in particolare mele e kiwi per il mancato superamento
degli ostacoli di carattere burocratico, sanitario ed amministrativo, che hanno sino ad ora impedito le spedizioni. Un paradosso nonostante le molteplici missioni nel paese asiatico se si
considera – continua – la Coldiretti – che la Cina esporta quantità sempre crescenti di prodotti ortofrutticoli verso l’Unione europea e l’Italia (mele, aglio, concentrato di pomodoro,
castagne, funghi, legumi, semilavorati di ortofrutta).
Il risultato – sostiene la Coldiretti – è un pesante deficit commerciale negli scambi tra Italia e Cina nell’agroalimentare con la forbice tra il valore delle importazioni e quello delle
esportazioni che si è ulteriormente allargata: il valore dei prodotti agroalimentari importati in Italia dalla Cina è quasi sette volte superiore di quelle dei prodotti esportati.
E a questo si aggiunge il rischio delle contraffazioni che giungono dal Paese asiatico e riguardano anche i prodotti alimentari come fagioli e aglio che giunti in Italia vengono spacciati come
prodotti tipici nostrani: dal fagiolo di Lamon all’aglio bianco del Polesine.
La produzione annuale di prosciutti di Parma e San Daniele è attorno ai 13 milioni di pezzi e – conclude la Coldiretti – le aziende del Consorzio del prosciutto di Parma con una
produzione di circa 10 milioni di pezzi esportano quasi il 20 per cento mentre quelle del San Daniele con una produzione di 3 milioni esportano il 17 per cento.




