Coldiretti: incidenti, lupo investe una moto

Sono migliaia le segnalazioni di incidenti stradali provocate dagli animali selvatici come cinghiali, cervi e lupi che stanno proliferando nelle campagne seminando il panico sulle strade e
provocando danni alle persone, alle strutture e alle colture agricole. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ultimo tragico incidente che ha coinvolto un giovane motociclista
trentasettenne abruzzese che è morto investito da un lupo mentre percorreva un rettilineo che congiunge Luco dei Marsi a Trasacco..

Sono mesi che la Coldiretti ha lanciato l’allarme in molte regioni del sud, centro e nord Italia sulla presenza di branchi di lupi, cani selvatici e gruppi di cinghiali guidati da animali fino
di oltre 150 chili di peso che stanno “invadendo” campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per gli incidenti anche per chi è in viaggio per la
vacanze.

Un fenomeno che con morti e feriti sta mettendo anche a rischio la vita quotidiana della popolazione in molti piccoli centri dove sono sempre piu’ numerosi i casi di cinghiali che si avvicinano
pericolosamente ai centri abitati. Oltre ai pericoli per la popolazione il fenomeno della moltiplicazione degli animali selvatici sta provocando gravi perdite economiche con i danni causati
dalla fauna selvatica che quest’anno – secondo la Coldiretti – supereranno in Italia i 70 milioni di Euro stimati da un rapporto Eurispes. Secondo l’Istituto in Italia negli ultimi dieci anni,
gli animali selvatici si sono quasi decuplicati, passando dai 123.000 esemplari degli anni a cavallo tra il 1990 e il 1995, all’attuale 1.000.000. Non solo. In aumento anche il numero delle
specie selvatiche, passato dalle settanta del 1991 alle centoquindici del 2000.

Manifestazioni di piazza e cortei si sono svolti in molte regioni, dalle Marche al Piemonte dove nel cuneese si concentra il 10 per cento dei cinghiali europei, ma l’emergenza – precisa la
Coldiretti Р̬ avvertita praticamente in tutta la Penisola come in Emilia Romagna dove i danni da animali selvatici hanno superato quelli del maltempo, in Puglia dove grande
preoccupazione viene dalle lepri ma anche in Umbria dove sono stati stimati danni per 5 milioni di euro, Molise, Abruzzo, Toscana, Liguria, Calabria e Lombardia.

Un allarme che riguarda le imprese agricole, ma anche la società e l’ambiente. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate non c’è piu’ la sicurezza di poter
proseguire l’attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati.

L’agricoltura – sostiene la Coldiretti – è oggi l’unica attività di impresa dove è possibile distruggere senza garantire i giusti indennizzi. E’ quanto
accade, purtroppo sempre più di frequente, con i danni da fauna selvatica. Cinghiali, daini, mufloni, nutrie, storni e molte altre specie, proliferate ben oltre i limiti, fanno
quotidiane incursioni nei campi, devastando le colture. Tali animali sono considerati bene pubblico ma i danni da loro causati vengono al massimo ritenuti ammissibili di essere indennizzati (e
non completamente risarciti). Indennizzi che, oltretutto, arrivano in ritardo e che solitamente non coprono che la metà del danno economico subito dall’impresa, anche a causa dei
guasti della malaburocrazia.

La Pubblica Amministrazione – sottolinea la Coldiretti – deve mettere in campo da subito una serie di soluzioni, dai piani straordinari di controllo, per garantire la selezione e il prelievo
degli animali in soprannumero, all’accelerazione delle procedure di rimborso dei danni, coordinando in maniera più efficace i diversi enti che sovrintendono alla gestione del
territorio. Ma serve anche una volta per tutte in trasparenza un settore, quello della carne ottenuta dall’abbattimento dei selvatici, che – conclude la Coldiretti – a volte alimenta
un’economia sommersa.

Leggi Anche
Scrivi un commento