Coldiretti: “Estate 2009, grande caldo e violenti temporali”

Coldiretti: “Estate 2009, grande caldo e violenti temporali”

L’estate 2009 che al Nord Italia è, dopo quella del 2003, la seconda estate più calda mai rilevata da almeno due secoli è stata caratterizzata da improvvisi e violenti
temporali “tropicali” che a macchia di leopardo hanno causato danni per milioni di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati della Società meteorologica italiana, in
riferimento all’andamento climatico anomalo con l’avviso della protezione civile per i temporali al nord e l’allerta per le ondate di calore al centro sud.

 Il susseguirsi di record per le alte temperature è la conferma – sottolinea la Coldiretti – dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano  con una maggiore frequenza
degli eventi estremi particolarmente pericolosi per l’esercizio dell’attività agricola e sui quali occorre tempestivamente intervenire. I nubifragi estivi accompagnati dalla caduta della
grandine sono – afferma la Coldiretti – i più temuta nelle campagne in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni di frutta e verdura nei campi.

Il caldo estivo ha favorito l’evapotraspirazione nelle piante e aumentato la concentrazione zuccherina rendendo più gustosa la frutta ma – continua la Coldiretti – nelle case, nei giardini
e nei campi coltivati ha fatto impennare le richieste di acqua da parte delle piante che hanno bisogno di mantenere un adeguato livello di idratazione per non rischiare di seccare sotto i raggi
del sole.

In difficoltà sono le coltivazioni di mais necessarie per l’alimentazione degli animali che necessitano di una adeguata irrigazione. Anche per effetto del caldo la vendemmia quest’anno
è anticipata in media di 10 giorni ma con una produzione di qualità ma contenuta sui 46 – 47 milioni di ettolitri ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni.

Ma il caldo ha effetti anche nel mondo animale con le api che volano meno quando e’ umido e molto caldo e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline e le mucche
nelle stalle stressate dalle alte temperature, producono fino al 15 per cento di latte in meno, rispetto ai circa 30 litri al giorno che vengono munti in periodi normali.

L’arrivo della pioggia inoltre – conclude la Coldiretti – migliora le previsioni anche per la tradizionale raccolta autunnale dei funghi che per essere rigogliosa richiede come condizioni
ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco.

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