Coldiretti: «castagna a rischio per caldo, incendi e Cina»

9 Ottobre 2007 – Con un crollo della produzione stima pari al 30 per cento è a rischio la castagna italiana per effetto del caldo record della prima metà dell’anno, dei
gravi incendi boschivi, ma soprattutto per «colpa» della Cina.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che in questo caso la minaccia cinese al frutto simbolo dell’autunno viene dall’importazione di «prodotti di imitazioni» a
più basso costo, ma anche da un insidioso insetto arrivato in Italia dalla Cina che si è diffuso rapidamente nei boschi italiani. Se in un anno – sottolinea la Coldiretti – sono
aumentate del 640 per cento le importazioni di castagne dalla Cina che hanno raggiunto il quantitativo record di 150mila chili nel 2006, l’attacco del «Cinipide galligeno del
castagno», a quello che Giovanni Pascoli definiva «l’italico albero del pane», ha ridotto drasticamente la produzione dei frutti pregiudicando in molti casi la stessa
sopravvivenza delle piante.

Un paradosso – continua la Coldiretti – se si considera che la Cina ha di fatto bloccato le esportazioni di frutta italiana verso i suoi territori, trincerandosi dietro il presunto pericolo
della diffusione di insetti dannosi per le piante come la mosca mediterranea della frutta, mentre il grande paese asiatico non solo esporta quantità sempre crescenti di prodotti
ortofrutticoli verso l’Unione europea e l’Italia (mele, aglio, concentrato di pomodoro, castagne, funghi, semilavorati di ortofrutta), ma ha addirittura «regalato» negli ultimi anni
almeno due insetti dannosi come il Cinipide del castagno e l’Anoplophora chinensis che colpisce una vasta gamma di piante ornamentali e non, che sta creando gravi danni nel nord Italia.
Nonostante il calo, la produzione nazionale delle castagne si conferma – precisa la Coldiretti – di alta qualità con un quantitativo che dovrebbe raggiungere il valore di circa 50mila
tonnellate e una superficie nazionale a castagno di oltre 230.000 ettari, che conferma all’Italia la leadership nella produzione in Europa e il quarto posto a livello mondiale dopo Cina, Corea
del Sud e Turchia.

Oltre un terzo della produzione nazionale – spiega la Coldiretti – arriva dalla Campania e a seguire da Toscana, Lazio, Calabria e Piemonte che rappresentano le principali Regioni produttrici.
Il primato italiano sul piano qualitativo è confermato dalla presenza di ben sette tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo, tre delle quali si trovano in Toscana e
sono il Marrone del Mugello Igp, la Castagna del Monte Amiata Igp e la Farina di Neccio della Garfagnana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, in Emilia
Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e in Piemonte la Castagna Cuneo Igp. Se il forte calo della produzione nazionale giustifica leggeri ritocchi del
prezzo all’azienda dove i valori restano comunque contenuti, certamente non può essere preso a pretesto per i vertiginosi rincari che si verificano nel passaggio da castagna e
caldarrosta soprattutto nei centri storici come a Roma a Fontana di Trevi dove si raggiungono valori record di 30 euro al chilo (3 euro per sei castagne) rispetto ai circa 5-6 euro al chilo del
prodotto fresco al mercato che è comunque da due a tre volte superiore a quello riconosciuto ai produttori.

Senza nulla togliere al piacere di passeggiare nei più bei centri storici del mondo, contro il caro-castagne la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità
e all’origine oltre che al prezzo delle caldarroste e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro ed a costi accessibili.
Meglio allora frequentare le sagre in programma in questi giorni in tutta Italia dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e
riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne acquistandole direttamente dal produttore, per poi cimentarsi con le semplici ricette della cucina tradizionale che
utilizzano questo prodotto. Le castagne, di cui si conoscono circa 100 varietà, possono essere mangiate – ricorda la Coldiretti – in diversi modi: arrosto (dopo averle incise sul lato
bombato metterle in una padella di ferro con il fondo forato e cuocerle o sul fuoco vivo o in forno per circa 30 minuti, dopo la cottura si consiglia di avvolgerle in un canovaccio umido);
lesse (dopo averle lavate accuratamente, cuocerle in abbondante acqua salata per circa 40 minuti); cotte in latte e zucchero; usate per particolari ripieni, nella preparazione di primi piatti o
elaborati secondi a base di carne.

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