Coldiretti a Veltroni: «mercati agricoltori in ogni città»

By Redazione

Realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano per combattere il caro prezzi dal campo alla tavola con la vendita diretta e senza
intermediazioni dei prodotti alimentari, è una delle proposte contenute nel documento per la prossima legislatura illustrato dal Presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini a
Walter Veltroni nel corso dell’incontro con la piu’ grande organizzazione agricola italiana ed europea con oltre 1,5 milioni di associati e il 69 per cento delle imprese agricole iscritte alle
camere di commercio che fanno riferimento ad associazioni di categoria.

Si tratta di un impegno che – ha sottolineato Marini – può arrivare a coprire fino al 15 per cento della spesa agroalimentare con un importante effetto calmieratore sul mercato come
dimostrano le esperienze di successo in altri Paesi Europei, dalla Francia all’ Inghilterra, e negli Stati Uniti dove si è verificato un aumento del 53 per cento negli ultimi dieci anni
dei cosiddetti farmers market che sono oggi ben 4385, presenti in tutte le principali città come New York, Los Angeles o San Francisco.

Nella forbice dei prezzi tra produzione agricola e consumo c’è spazio per garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori e acquisti convenienti per le famiglie ma – ha precisato
Marini – occorre ridurre le intermediazioni e i troppi passaggi dei prodotti agro-alimentari dal campo alla tavola, supportando forme di aggregazione, partecipazione e internazionalizzazione
dell’impresa agricola nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari.

La dinamica dei mercati internazionali con il grano che continua a battere nuovi record come l’oro e il petrolio conferma – ha continuato il Presidente della Coldiretti – che la riduzione della
disponibilità alimentare con l’aumento dei prezzi è, insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi, tra le minacce per l’economia mondiale
da qui a dieci anni. Si tratta di uno scenario che prefigura un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni
sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – nel sottolineare che
questo deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale e comunitario.

Con il nostro progetto – ha precisato Marini – abbiamo individuato due filoni prioritari di intervento: da una parte occorre rafforzare le imprese agricole nella loro capacità di
produrre, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, dall’altra bisogna impegnarsi nella difesa a tutto campo del prodotto italiano, della sua identità e della sua sicurezza.
E’ evidente – ha concluso Marini – che analizzeremo in dettaglio gli impegni dei candidati, ma deve essere altrettanto chiaro che importante non è solo quello che si scrive e si dice, ma
soprattutto quello che si riuscirà a fare che dipende dalla credibilità che ciascun schieramento saprà mettere in campo.

Il documento per la prossima legislatura elaborato dalla Coldiretti si articola in quattro capitoli che mettono al centro le principali aspettative della società nei confronti delle
imprese agricole:

Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti.

Qualità, identità, sicurezza e salute: piu’ cibo italiano in tavola.

Un territorio piu’ pulito e piu’ bello è anche piu’ competitivo.

Una rinnovata coesione sociale: piu’ servizi sul territorio.

LA PROPOSTA COLDIRETTI PER IL RILANCIO DELL’ITALIA

1)Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti.
Alcune proposte:

? Dimezzare le intermediazioni e i troppi passaggi dei prodotti agro-alimentari dal campo alla tavola, supportando forme di aggregazione, partecipazione e internazionalizzazione dell’impresa
agricola nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari.

? Realizzare almeno un farmers market per ogni comune italiano (mercatini degli agricoltori) per la vendita diretta dei prodotti agricoli e sancire il diritto allo scaffale per i prodotti
locali nei supermercati.

? Un piano nazionale per le infrastrutture e in particolare quelle per la captazione delle acque e un piano di miglioramento delle reti di adduzione e incentivazione di impianti irrigui ad alta
efficienza.

? Sviluppo dei Consorzi Agrari per attivare economie di scala tese al contenimento dei costi dei mezzi tecnici per le imprese.

? Riduzione del carico burocratico sulle imprese, potenziando anche gli strumenti esistenti che regolano già il rapporto Impresa-Pubblica Amministrazione in applicazione del principio
della sussidiarietà orizzontale.

? Definitiva stabilizzazione delle proroghe fiscali, azzeramento delle accise carburanti/energia, introduzione tickets lavoratori agricoli.

2) Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola. Alcune proposte:

? Rendere obbligatorio nelle scuole lo studio della corretta alimentazione per fronteggiare l’obesità e le malattie legate alla cattiva alimentazione.

? Applicare la legge 204 del 2004, per l’etichettatura di origine obbligatoria, come richiesto da milioni di cittadini Italiani.

?Tutela internazionale della distintività dei cibi e dei territori per vincere sui mercati globali (ovvero recuperare 50 miliardi di falso Made in Italy nel mondo e 300.000 nuovi posti
di lavoro).

? Forte azione comunitaria a difesa dei prodotti mediterranei e consolidamento del bilancio agricolo comunitario riconoscendo la funzione economica, ma anche ambientale e sociale delle imprese
agricole.

? Potenziare i controlli interni e alle frontiere per fronteggiare le frequenti frodi, sofisticazioni e importazioni illegali di alimenti.

3) Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo. Alcune proposte:

? Ridurre di un terzo i rifiuti da smaltire in discarica; con la raccolta differenziata le sostanze organiche possono essere restituite come compost al suolo dove diventano humus che migliora
la fertilità dei terreni agricoli e riduce le emissioni di CO2 nell’aria.

? Un piano nazionale per stimolare lo sviluppo di imprese agricole «multifunzionali:

– consolidamento delle misure agro-energetiche per impianti di piccole dimensioni a basso impatto ambientale;

– produzione di bioplastiche.

4) Per una rinnovata coesione sociale: più servizi sul territorio. Alcune proposte:

? Privatizzazione di alcuni servizi sociali di prossimità sul territorio realizzabili dal sistema diffuso delle imprese agricole in piena applicazione del principio di
sussidiarietà.

? Riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione
della criminalità.

? Piano di investimento per la realizzazione di infrastrutture e sostegno alle reti telematiche.

? Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti.

? Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola.

? Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo.
Una rinnovata coesione sociale: più servizi sul territorio

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