CNR, AN: «nomina Maiani sfregio a regole democrazia»
31 Gennaio 2008
«A chi accusa l’opposizione di atteggiamento oscurantista per avere contrastato la nomina del professore Maiani alla presidenza del CNR, non si può che rispondere che il vero
oscurantismo è il ricorso alla costante mortificazione delle regole democratiche che l’ex maggioranza continua a mettere in atto, pur di perseguire i suoi disegni di occupazione delle
poltrone».
Così ha dichiarato Nicola Bono, capogruppo di An in commissione Cultura della Camera, in relazione al parere espresso dalla Commissione sulla nomina del prof. Luciano Maiani a presidente
del CNR.
«Ci siamo opposti perché riteniamo assolutamente imprescindibile il principio che l’unico dovere di un governo sfiduciato dal parlamento è quello di togliere il disturbo
prima possibile e non certo di procedere a nomine di qualunque tipo. Assistiamo invece esterefatti alla tracotanza di ex ministri che dai Beni Culturali alla Pubblica Istruzione e, nella
fattispecie, all’università e alla ricerca scientifica, continuano imperterriti in una prassi che non solo non ha precedenti nel nostro Paese ma che non viene applicata da nessun’altra
parte del mondo, forse con l’ eccezione di qualche «repubblica delle banane». Se poi si aggiunge che la procedura è caratterizzata da una serie interminabile di
illegittimità procedurali e il nominato si è reso protagonista di un episodio di inaudita intolleranza come quello che ha riguardato la mancata visita del Santo Padre alla
Sapienza, si ha chiaro come l’intera vicenda evidenzi l’arroganza senza giustificazioni di una ex maggioranza politica che, per fortuna, tra poche settimane riceverà dal Popolo italiano
il benservito».
«Alleanza nazionale, assieme alle altre forze del centrodestra – spiega inoltre Paola Frassinetti, anche lei componente della commissione – ha giustamente contestato la nomina di Maiani a
Presidente del Cnr, perché si è trattata di una forzatura sia nel metodo che nel merito: nel metodo perché non andrebbero effettuate nomina in assenza di un governo; nel
merito perché Maiani è tra i firmatari dell’appello che ha impedito al Papa di parlare alla Sapienza, dimostrando così di non essere all’altezza di ricoprire un incarico
così importante».




