Clima: nel 2007 morte il 50% delle api italiane

«Un dato allarmante non solo per gli apicoltori ma per l’intero equilibrio ambientale, di cui questi insetti rappresentano un sensibile indicatore» così Legambiente commenta
il dato della scomparsa di 200mila alveari nel 2007, emerso oggi nel corso di un workshop dell’Apat che ha evidenziato anche la perdita economica pari a circa 250 milioni di euro, per la
mancata impollinazione di piante.

Secondo l’associazione ambientalista la drastica diminuzione della specie va in gran parte attribuita alla diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici nell’agricoltura contenenti molecole
neonicotinoidi, che sin dalla loro introduzione in agricoltura in Francia, nel 1991, hanno evidenziato effetti letali sulle api, determinando dei pronunciamenti giudiziari che, in osservanza al
principio di precauzione, hanno vietato l’uso di questi pesticidi su molte colture.

«Mentre in Italia non c’è stata risposta alle denuncie e agli allarmi espressi da numerosi soggetti, sui pesticidi in questione, in Francia sono state emesse sentenze dal
più alto organo giudiziario che confermano il mancato rispetto delle garanzie necessarie rispetto ai due principi attivi incriminati Come già più volte denunciato dagli
apicoltori italiani – conclude Legambiente – è necessario sull’esempio francese attivarsi per l’immediata sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e predisporre
rapidamente tutte le procedure per rivedere l’autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati ma nel medio e lungo periodo per tutto l’insieme delle
forme viventi.»

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